Capire se nella tua relazione i bisogni irrisolti del passato superano di gran lunga l’amore che nutrite l’una per l’altra, è di fondamentale importanza. Rifletterci su, infatti, significa comprendere se stai vivendo un incastro affettivo o vero amore. Il primo, l’incastro affettivo è destinato a imprigionarti in un eterno passato (stessi copioni, stessi scenari, è rigido e ristagna…). Il secondo, l’amore vero, è l’unico che può donare pieno appagamento perché si rinnova ogni giorno, cambia ed evolve insieme alle esigenze di coppia e, a differenza di ciò che si pensa, non è statico.
Per capire se stai vivendo un amore disfunzionale, ti servirà fare un po’ di introspezione e soprattutto, sarà necessaria tanta onestà verso te stesso/a. A volte, infatti, ci sono delle verità che preferiamo non vedere, perché troppo dolorose. Verità che parlano del nostro passato e di ciò che non ci è stato concesso. Per comprendere tutto, partiamo dal presente che stai vivendo oggi nella coppia e per ogni punto di domanda, ti poterò a riflettere sul tuo passato.
Come capire se stai vivendo un amore disfunzionale
Chi legge Psicoadvisor lo sa benissimo; le relazioni sentimentali possono svilupparsi su basi diverse: amore autentico, affinità e attrazione reciproca, ma anche su bisogni emotivi inconsci che, da dietro le quinte, muovono le fila non solo della relazione d’amore ma della nostra intera vita. Tali bisogni, infatti, si fanno sentire ovunque, condizionano ogni aspetto, dal lavoro alle amicizie e si fanno più vividi nelle relazioni più strette come quelle amorose.
Così, senza accorgercene, ci troviamo in una relazione più per un copione emotivo che per una scelta consapevole. E, non certo per romanticismo ma… l’amore dovrebbe far star bene! Dovrebbe essere una scelta consapevole che si rinnova ogni giorno! Lo switch tra amore e necessità emotiva può presentarsi nelle prime fasi della relazione o subentrare più avanti.
Le variabili in gioco sono tante. In ogni caso, quel passaggio accade quando il rapporto non risponde più a una richiesta interna consapevole ma piuttosto è guidato da determinate paure (della solitudine, del rifiuto, dell’abbandono, di non essere abbastanza, di non bastarsi, di non farcela, di perdere la propria identità…) e altre dinamiche irrisolte della nostra storia personale (traumi più eclatanti). Quando a condurci sono gli irrisolti del passato, si parla di incastri affettivi: si tratta comunque di connessioni molto profonde ma che non vanno confuse con l’amore.
Come possiamo distinguere l’amore autentico da una relazione fondata sul bisogno? Ecco alcuni punti chiave per riflettere sulla natura del proprio legame.
L’incastro vincola la tua identità all’altro e l’identità dell’altro a te
Un amore sano si basa sulla libertà di essere e sentire, mentre un incastro affettivo si fonda sulla necessità di avere qualcuno accanto per sentirsi qualcosa, qualcuno, completi o al sicuro. Nell’amore vero, il mood di sottofondo dovrebbe essere questo: «Sto con te perché lo voglio, perché ti ammiro, ti stimo, amo la persona che sei! La nostra relazione mi arricchisce. Amo gli scambi che abbiamo e voglio conoscerti, sì, perché do per scontato che nel tuo percorso individuale potresti cambiare che potrebbero emergere parti di te che non conoscono e neanche tu ancora conosci… Non ti vincolo all’immagine di te che ho costruito nella mia mente”
Al contrario, nell’incastro affettivo, le persone si vincolano l’una con l’altra nell’immagini mentali. Allora, se nella mia mente ti vincolo a un’immagine che ho costruito di te, mi relazionerò a te sempre in base a quell’immagine e non a ciò che sei tu realmente. Rischierò di non conoscerti affatto! Questo è un punto cruciale!
Nel dicembre 2024, un’inchiesta giornalistica tedesca seguita anche da noi di Psicoadvisor, ha portato alla scoperta di gruppi Telegram composti da uomini che narcotizzavano le proprie compagne per disporre di loro senza alcun consenso. La prima reazione che emerge è di stupore: «come ha fatto, lei, a non notare nulla??» Semplicemente perché non ha mai iniziato a porsi delle domande, non ha mai esercitato curiosità, non ha mai visto l’altro per ciò che è ma solo per i bisogni che in lui proiettava. Questo la rende colpevole di qualcosa? Assolutamente no! Solo vulnerabile.
Capire se stiamo vivendo un incastro affettivo è difficile perché ci metterà, inevitabilmente, davanti a tutte le nostre vulnerabilità! Se vincolo l’altro all’immagine che ho di lui nella mente, non solo non lo conosco (e pertanto non posso amarlo per ciò che è davvero) ma metterò in atto una serie di atteggiamenti che vincolano anche l’esperienza altrui. Rimarrò in un loop in cui l’altro sarà destinato a deludere le mie aspettative perché non elaborerò mai la delusione che l’altro non sarà in grado di soddisfarle!
Vi sostenete nella crescita personale?
Solo quando non ci sono vincoli identitari, allora, nella coppia emerge l’opportuno supporto per lasciare che il partner si evolva e, ovviamente, anche noi ci sentiamo liberi di cambiare! Un amore maturo permette a entrambi i partner di crescere, evolversi e realizzarsi. Se la relazione impedisce la crescita personale per paura di perdere l’altro, potrebbe trattarsi di un incastro affettivo.
Se da piccolo hai sentito di dover reprimere i tuoi bisogni per non perdere l’affetto dei genitori, potresti temere che il cambiamento nella coppia porti alla perdita dell’amore.
Frasi tipiche su cui riflettere
Metti caso che tu voglia seguire un corso che ti rubi del tempo o che voglia addirittura accettare un lavoro fuori città. Nel dominio del supporto reciproco, ecco delle reazioni diametralmente opposte:
Amore autentico: «Se vuoi quel lavoro, sono felice per te! Troveremo un modo per gestire il tempo, le risorse e la distanza! Cerchiamo una via da tracciare insieme»
Incastramento affettivo: «Se accetti quel lavoro, vuol dire che non mi ami abbastanza…» oppure «così mi fai capire che tieni più al corso che a me». Come se tutto dovesse ruotare intorno all’altro.
Se il timore dell’abbandono è più forte della gioia di stare insieme, la relazione potrebbe essere guidata dall’insicurezza piuttosto che dall’amore. In questo contesto, delle frasi salienti potrebbero essere: «Se ti perdessi, non saprei più chi sono…». Anche nella propria mente potrebbero farsi spazio pensieri del tipo «Devo stare attento/a a non sbagliare, altrimenti si arrabbierà».
Nell’amore sano, tutto è guidato da genuina fiducia: «so che il nostro rapporto è forte e che possiamo affrontare tante sfida insieme»
Uffa, c’è odore di muffa
Se sei cresciuto in un ambiente familiare dove le relazioni erano mantenute solo per dovere o abitudine, potresti tendere a replicare questo modello anche nelle tue relazioni sentimentali. Ecco che la coppia ristagna e se manca la libertà, le frasi tipiche sono «ormai è così da anni…», «non cambierai mai…».
Guarda alla reciprocità
L’amore equilibrato si basa sul dare e ricevere in modo spontaneo e reciproco. Se uno dei due si sacrifica sempre o cerca di manipolare l’altro per ottenere attenzioni, il rapporto potrebbe essere sbilanciato. Se hai imparato che per ricevere amore dovevi sacrificarti o soddisfare sempre le aspettative degli altri, potresti riproporre questa dinamica nella coppia. Una frase tipica che nasconde mille insidie? «Faccio tutto questo per te». Non fraintendermi, possiamo fare tanto per l’altro ma se usiamo il nostro fare come strumento di pretesa nei confronti dell’altro, probabilmente non è amore ma incastro!
Se leggendo questi punti hai riconosciuto alcuni segnali nella tua relazione, non significa necessariamente che l’amore non esista, ma potrebbe esserci una componente di bisogno che merita di essere compresa e affrontata.
Iniziare a conoscersi fa paura
Interrogarsi sulle proprie paure, sulle ferite del passato e sui bisogni emotivi che ci guidano nelle relazioni è spaventoso. Lo è perché, inevitabilmente, ci porterà a fare i conti con parti di te che non avevi preventivato! Eppure, sono probabilmente proprio quelle parti a guidare i tuoi bisogni. Conoscerle, comprenderle, ascoltarle, potrebbe fare la differenza tra una vita piena e soddisfacente e tra un’esistenza che rischia di non rappresentarci per chi siamo!
Un passo fondamentale per affermarti come persona completa è imparare ad ascoltarti e a conoscerti davvero. Solo così la tua identità apparterrà solo a te stesso. Ciò non significa “non legarsi”, significa piuttosto farlo in modo più autentico e libero. Come dicevo, gli incastri affettivi sono profondi quanto una relazione d’amore solo che feriscono e limitano la crescita. Vale la pena imparare a comprendere le proprie dinamiche di coppia e intanto tiragliarsi del tempo per lavorare su di sé.
Se hai voglia di iniziare ad affermarti con coraggio, liberando la tua identità da qualunque vincolo e credenza, il mio libro ti darà gli strumenti giusti per riscoprirti e affermarti. S’intitola «il mondo con i tuoi occhi», un titolo metaforico per farti capire che probabilmente stai vedendo la tua relazione, il partner e finanche te stesso, con gli occhi dei tuoi bisogni passati. E tu, fidati, sei molto di più di ciò che vedi. Durante una pausa, quando il cuore è affaticato e la mente si perde nelle domande, il mio saggio di psicologia ti concede quella boccata d’aria preziosa, quel lusso di un respiro profondo, di un attimo di quiete in cui il dolore si fa insegnamento e la solitudine diventa un’opportunità per riconnetterti te se stessi. Puoi trovarlo in qualsiasi libreria o a questa pagina Amazon.
Autore: Anna De Simone, psicologo esperto in psicobiologia
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