
Reciprocità ≠ Baratto.
Reciprocità non è «io do una cosa a te, tu dai una cosa a me», non è neanche «io do una cosa e allora pretendo…». Reciprocità è la risposta naturale che emerge quando due persone si riconoscono come significative l’una per l’altra.
Reciprocità è uno scambio libero che nasce dal piacersi, dal rispetto, dalla gioia di condividere. E qui diventa importante ricordare che: CI SONO RELAZIONI BASATE SULLA RECIPROCITÀ E INTERI SISTEMI BASATI SULLO SCAMBIO.
1. I sistemi basati sullo scambio | Le Relazione Strumentali
Sono rapporti in cui ogni gesto è parte di un’aspettativa. Io faccio una cosa per te e MI ASPETTO di avere un TORNACONTO. La logica è chiara: «Io faccio questo, tu fai quello.»
Ci sono relazioni che funzionano finché entrambe le parti rispettano un patto che a volte è molto manifesto mentre altre, è implicito. Chi è poco consapevole può ritrovarsi a sottostare a una serie di aspettative senza avere la cognizione di aver accettato un accordo non detto. Un patto scomodissimo che poi scoprirà solo a sua spese, solo quando smetterà di soddisfare quelle aspettative.
È lì che il patto nascosto si rivela in tutta la sua durezza: quando l’altro, invece di accoglierti come persona, con i tuoi bisogni e le tue complessità, ti presenta il conto di ciò che pretendeva da te senza mai averlo dichiarato. Ecco che quando vieni meno in quel ruolo a te assegnato, l’altro non reagisce alla tua persona, ma al tradimento della funzione che svolgevi nella sua vita. Ed è proprio da questa dinamica che emerge la vera natura del legame.
È semplicemente una modalità STRUMENTALE di stare in relazione. L’altro non è una persona completa ma, appunto, uno strumento: l’altro è ciò che può darti, in termini materiali o affettivi (sicurezza, nutrimento narcisistico AKA “leccatine”, compagnia, sesso, supporto economico…). Le relazioni strumentali esistono in tutto il regno animale. In biologia lo chiamiamo mutualismo opportunistico: gli organismi collaborano quando conviene.Le relazioni strumentali vertono sullo scambio, talvolta consapevole, altre volte no.
2. I sistemi basati sulla reciprocità | Le relazioni reciproche
I sistemi basati sulla reciprocità sono tutt’altro. Non c’è una “contabilità emotiva”, né la sensazione di dover “pareggiare i conti”. C’è un movimento del fare che nasce da una spinta dell’essere. Sì, perché la reciprocità si basa su:
- rispetto
- stima
- fiducia
- considerazione autentica
- significatività – l’altro conta per ciò che è
È qui che la magia accade. Nel regno animale la reciprocità è una cosa molto più rara da trovare. È una forma più complessa di comportamento affiliativo: richiede memoria, riconoscimento individuale, vicinanza e stima evolutiva. Il gesto dell’altro, infatti, non è mai DOVUTO né è qualcosa da restituire a forza; è una spontanea manifestazione di cura.
Non si dà per ottenere: si dà perché ci si sente in relazione. È uno scambio appagante non obbligato. Una sorta di danza dove ogni gesto trova un nutrimento naturale perché le persone, l’una per l’altra, contano.
3. E poi c’è la dittatura relazionale | Le relazione coercitive
I sistemi basati sullo scambio rischiano di diventare tossici, nocivi per la salute psicofisica dell’individuo. Rischiano di diventare relazioni basate non più su un patto tacito ma su una sorta di ricatto implicito.
È la logica del: “Fai ciò che ti dico, come te lo dico, ora. Subito. Come voglio io.” “se non fai ciò che dico, ti tolgo qualcosa…”
Qui non c’è né scambio né reciprocità: c’è pretesa, appropriazione, controllo. La relazione diventa un luogo dove uno comanda e l’altro si adatta per paura. Per paura di perdere l’amore, la calma, il sostegno economico o la stabilità. È una forma di dominio che nasce dall’aridità umana, dal vuoto, dall’insicurezza, dall’incapacità di tollerare l’autonomia dell’altro. Dicono che la dittatura sia morta e invece è vivissima nella mente di tante persone. Vive nei rapporti malati, nei ricatti affettivi, nel tornaconto personale travestito da falsa reciprocità, vive nel bisogno di sottomettere e controllare l’altro per non sentire il vuoto.
Adesso sta a te scegliere che relazione vuoi
Abbiamo visto due poli opposti delle capacità umane: la forma più virtuosa di reciprocità e la più distruttiva, quella pretesa che diventa dominio, ricatto, coercizione… Ma tra questi due estremi, ogni giorno, c’è una possibilità: scegliere come vogliamo stare in relazione. Cosa vorrei per te? Beh. Io ti auguro di stare sempre dalla parte della reciprocità, così da vedere l’altro (ed essere visto) come una persona completa, non come un contenitore di bisogni.
Ti auguro di offrire (e offrirti) perché hai piacere di farlo, non perché temi il rifiuto, la solitudine o perché desideri un tornaconto.
In fondo la vita ben vissuta è questo: imparare a riconoscere chi ti sceglie senza pretese e chi ti vuole solo a condizione che tu soddisfi i suoi bisogni. Allora io ti auguro reciprocità, sempre. Hei caro amico, se hai a cuore la tua salute psicofisica, ti consiglio di leggere il mio nuovo libro bestseller «Lascia che la felicità accada» – Lezione di educazione emotiva per imparare a vivere e viversi meglio | Edito da Rizzoli. Lo trovi a questa pagina amazon o in qualsiasi libreria. Perché è vero che talvolta le relazioni sono quelle che ci capitano ma altre… possiamo modellarle noi. Buona fortuna e… soprattutto, buona vita interiore!
Autore: Anna De Simone, psicologo esperto in psicobiologia
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