Parte la rassegna delle donne che cambiano la società

| |

Author Details
Psicoadvisor è la «rivista di Scienze e Tecniche Psicologiche e Neurobiologia» che propone esclusivamente contenuti redatti da Autori specializzati, psicologi e psicoterapeuti, altamente competenti sulle tematiche proposte.
“Disobbedire con dolcezza” è l’evento di chiusura della rassegna culturale di SottoSopra: «Donne. Ribelli. Resilienti. Libere»

«Donne. Ribelli. Resilienti. Libere.» è la rassegna culturale dedicata alla figura femminile come agente di cambiamento sociale per la tutela collettiva: quattro appuntamenti per raccontare storie, esperienze e linguaggi che interrogano il presente e riscrivono il futuro. La cornice è quella del Museo Franco Anelli delle Grotte di Castellana, in provincia di Bari. In questi quattro appuntamenti, esploreremo quattro linguaggi diversi:

  • teatro,
  • giornalismo,
  • fumetto,
  • psicologia.

Lo scopo? Fare amicizia con l’audacia, il coraggio, l’affermazione personale, l’identità e… la consapevolezza che solo la libertà più profonda può concedere. È l’assenza di questi ingredienti (audacia, coraggio, affermazione personale, consapevolezza, libertà) a costituire quel freno sociale che limita tutti. Ecco perché dobbiamo trovare l’ispirazione e il modo di riscoprirli dentro di noi. Segna in agenda questi appuntamenti!

1° marzo, ore 18. Si parte con il teatro

«Stoc ddò/Io sto qua». Il primo incontro affida al teatro il compito di aprire la rassegna. Attrice e autrice, Sara Bevilacqua è nota per i suoi monologhi intensi dedicati a figure femminili spesso marginalizzate dalla narrazione ufficiale. Nel suo Stoc ddò, io sto qua, Sara Bevilacqua racconta la vicenda di Lella Fazio, madre di Michele, vittima innocente di mafia.

Il titolo, in dialetto barese, significa letteralmente “Io sto qua” e diventa a tutti gli effetti una dichiarazione di presenta coraggiosa. Parlando proprio di presenze, in questa occasione Lella Fazio vedrà rappresentata in scena la propria vicenda umana. Un passaggio intenso, in cui il dolore privato si trasforma in una memoria condivisa. Dopo lo spettacolo teatrale, in dialogo con le protagoniste della serata ci sarà Chiara Criscuolo, giornalsita del Nuovo Quotidiano di Puglia.

15 marzo, ore 18. È la volta del giornalismo

«Me la sono andata a cercare. Diari di una reporter di guerra». Con Giuliana Sgrena il confronto si sposta sul terreno dell’informazione e del reportage. Giornalista di lungo corso, inviata in scenari di guerra e aree di crisi, Sgrena incarna un’idea di giornalismo come responsabilità civile e presenza diretta nei luoghi del conflitto.

Nel 2005 fu sequestrata in Iraq mentre svolgeva il proprio lavoro di inviata: un episodio che segnò profondamente la sua vita e riaccese il dibattito internazionale sul rischio e sul valore della libertà di stampa nei contesti di guerra. Tema, oggi più che mai, caldissimo. 

Curiosità. La sua vicenda ha continuato a interrogare l’opinione pubblica negli anni ed è stata portata al cinema nel 2025 con il film Il nibbio, in cui l’attrice Sonia Bergamasco interpreta la giornalista.

A dialogare con lei sarà Federica Angeli, cronista sotto scorta per le sue inchieste sulla criminalità organizzata sul litorale romano. Anche la sua storia professionale e personale ha ispirato il cinema con «A mano armata», tratto dal suo libro autobiografico. Il film del 2019, vede come protagonista Claudia Gerini.

L’attesissimo confronto tra Sgrena e Angeli si preannuncia come un incontro tra due esperienze diverse unite dallo stesso filo: la scelta di non arretrare, di continuare a raccontare, di difendere la libertà di informazione anche quando significa esporsi in prima persona.

22 marzo, ore 18. Reading live

«Tutte le mie cose belle sono rifatte». Appuntamento da non perdere con Fumettibrutti, aka Josephine Yole Signorelli, considerata una delle voci più originali e influenti del fumetto italiano contemporaneo. Il suo successo deriva certo dal tratto originale ma anche (e soprattutto) dallo stile sincero e dalla capacità di parlare a un pubblico ampio di temi scomodi, quali l’identità, la libertà e la trasformazione. Nei suoi lavori, tra cui la Trilogia Esplicita e Tutte le mie cose belle sono rifatte, racconta il suo percorso di transizione di genere, trasformando l’esperienza personale in narrazione universale.

Curiosità. Nel suo monologo in onda su canale cinque, in prima serata, con la trasmissione tv “Le Iene”, Josephine Yole Signorelli ha detto «C’è uno stereotipo sulle persone transgender che dice che noi siamo nati in un corpo sbagliato, ma non è così. Noi dovevamo essere transgender e dobbiamo impegnarci per cambiare la società».

La rassegna culturale «Donne. Ribelli. Resilienti. Libere.», organizzata dall’APS SottoSopra – splendida realtà barese che conserva tutti i sani principi dell’associazionismo – è il luogo perfetto per trasformare le parole in possibilità concreta.

È lo spazio in cui le idee non restano slogan ma diventano confronto, ascolto, responsabilità condivisa. Un laboratorio vivo in cui il cambiamento non viene proclamato, ma praticato: attraverso voci che rompono stereotipi, esperienze che insegnano la resilienza, testimonianze che aprono nuove prospettive. E così che si arriva all’evento di chiusura della rassegna.

29 marzo, ore 18. Disobbedire con dolcezza

Sarà una serata che non alza la voce, ma lascia il segno. Con le Psicoadvisor, le dott.sse Ana Maria Sepe e Anna De Simone, già madrine della rassegna e presenza costante e partecipe in ogni incontro. Con orgoglio e attenzione accompagneranno l’intero percorso, fino alla domenica conclusiva, custodendo il filo dell’ascolto e del dialogo.

L’ultimo appuntamento diventa così un invito a ripensare al concetto stesso di disobbedienza, di ribellione. Disobbedire con dolcezza significa scegliere di non aderire a ciò che ci limita, senza trasformare il proprio dissenso in odio, rabbia cronica e rancore. Significa affermare la propria presenza nel mondo con consapevolezza, senza chiedere il permesso di esistere. È una rivoluzione che non si fa a muso duro né battendo i pugni, ma restando saldi nei propri valori. Una disobbedienza che non distrugge, ma costruisce, che non esclude ma include. Che non urla, ma afferma a partire da sé. In questa ultima serata, la ribellione prende la forma della cura: per sé, per gli altri, per la comunità.

Non vediamo l’ora di esserci e sentire tutti gli incredibili interventi in calendario!