Amiamo come siamo stati amati

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor

È luogo comune pensare all’infanzia come un’epoca spensierata, fatta di giochi e sonnellini. Purtroppo da bambini le cose non funzionano così. Non abbiamo memoria dei primi anni di vita perché alcune strutture cerebrali, come per esempio l’ippocampo, non si sono ancora formate. A quell’epoca, però, è già ben strutturata l’amigdala, la principale sede delle nostre memorie emotive o memorie implicite. Pochi si soffermano a rifletterci, ma cosa siamo noi se non un insieme di esperienze? Cosa siamo noi se non le nostre memorie? Ebbene, se le memorie esplicite sono disponibili e accessibili in ogni momento, lo stesso non vale per le memorie implicite. Stanno lì, fissate, condizionano le nostre risposte istintive e i nostri comportamenti senza darci un perché.

” Amore” è forse una delle parole più usate ma esiste poca concordanza sul vero significato di questo termine.

Ciascuno, infatti, ha un suo concetto personale dell’amore e della coppia e un modo particolare per esprimere questo sentimento. Alcune persone vivono l’amore in un modo travolgente e passionale, colmando la persona amata di attenzioni e sorprese, altri vivono l’affettività in modo più riservato e distaccato. Anche se ogni individuo differisce dall’altro nel modo di amare, esistono quattro principali modalità di vivere l’affettività. Questi diversi stili affettivi dipendono da quello che noi psicologi chiamano ” i modelli di attaccamento”.

Amiamo come siamo stati amati

Il nostro modo di vivere i rapporti con gli altri di qualsiasi natura siano (di coppia, amicali, con i figli) dipende in modo rilevante dalla relazione che abbiano interiorizzato con la nostra figura di accudimento principale. In sintesi, amiamo come siamo stati amati. In particolare le ricerche della psicologia dell’età evolutiva hanno dimostrato che la relazione che il bambino forma con la mamma o con la figura principale di accudimento forma un imprinting indelebile che influenza tutte le successive relazioni che si avranno nel corso della vita.

Il modello di attaccamento si forma nell’infanzia, in particolare nel primo anno di vita e perdura tutta la vita.

E’ bene distinguere tra attaccamento sicuro (se l’accudimento è stato adeguato) e attaccamento insicuro (se le cure materne sono state carenti o poco in sintonia con i bisogni del bambino). Da adulte le persone con attaccamento sicuro avranno un modo di vivere l’affettività equilibrato, invece le persone con attaccamento insicuro si porteranno dietro delle problematiche di tipo affettivo che rischiano di incidere negativamente sul rapporto di coppia.

L’attaccamento sicuro

I bambini che crescono sentendosi molto amati dai propri genitori che sanno rispettare sia i bisogni di dipendenza e di rassicurazione che quelli di crescita e autonomia del bambino, diventano degli adulti sicuri di sé, che sanno amare in modo equilibrato e riescono a stabilire della relazioni appaganti con gli altri.

In questo caso si può parlare di un attaccamento sicuro: il bambino ha interiorizzato un immagine positiva di sé stesso ( la mamma mi ama e quindi io sono amabile) e delle relazioni con gli altri verso cui si pone in modo fiducioso, aspettandosi un riscontro positivo.

Da bambino i suoi bisogni sono stati soddisfatti, quindi da adulto riuscirà a fidarsi del proprio partner (al contrario delle persone con attaccamento insicuro) In sintesi, le persone con attaccamento sicuro hanno acquisito quella fiducia di base in se stessi e negli altri che è il presupposto per stabilire dei buoni rapporti interpersonali .

Una persona con attaccamento sicuro ha una buona intelligenza emotiva, è consapevole dei propri bisogni e ha la capacità di mediare tra proprie esigenze e quelle del partner. Questa consapevolezza di sé permette alle persone con attaccamento sicuro di scegliere dei partner compatibili, evitando amori impossibili o troppo difficili con individui non disponibili o maltrattanti. Le persone con attaccamento sicuro hanno in genere delle relazioni stabili, importanti, durature e appaganti.

Purtroppo i recenti cambiamenti sociali (per esempio l’aumentato numero dei divorzi) rende sempre più difficile sperimentare ai bambini quella sicurezza in ambito familiare che una volta adulti, consentirà loro di amare in modo equilibrato. Sfortunatamente stanno aumentando sempre di più le forme di attaccamento insicuro.

L’attaccamento insicuro

Le persone con attaccamento insicuro hanno sperimentato una profonda ferita nel rapporto con i genitori a causa della quale non hanno potuto acquisire quella fiducia di base in se stessi e negli altri che è il presupposto per costruire delle relazioni appaganti. I genitori dei bambini con attaccamento insicuro non sono stati in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei figli per problematiche personali, familiari, economiche, malattie, ecc.. Di conseguenza, le persone con attaccamento insicuro hanno interiorizzato un idea negativa delle relazioni che sono viste come potenzialmente deludenti. Questa sfiducia inconscia nelle relazioni rende difficile fidarsi di un potenziale partner e vivere serenamente il rapporto di coppia.

La vita sentimentale è influenzata da alcune paure specifiche ( spesso non consapevoli) e da alcuni modelli relazionali disfunzionali che si sono appresi nella propria famiglia di origine. Gli psicologi hanno visto che esistono tre modelli di attaccamento insicuro, ciascuno caratterizzato da alcune caratteristiche ben specifiche. I modelli di attaccamento insicuro sono: l’attaccamento insicuro evitante, l’ attaccamento insicuro ambivalente e l’attaccamento insicuro disorganizzato.

L’attaccamento evitante

Le persone con attaccamento evitante sono cresciute con la sensazione di poter contare solo su loro stesse. I genitori dei bambini con attaccamento evitante sono stati genitori poco presenti e affettivi che hanno spinto i figli verso una precoce autonomia. Da adulti sono diventati persone indipendenti, autonome, con molti interessi, le classiche persone che si vantano di stare bene da sole . Si tratta in realtà di individui controdipendenti che fanno fatica a stare in coppia e che tendono a controllare le loro emozioni.

Le persone con attaccamento evitante fanno molta fatica ad impegnarsi in una relazione perché la relazione è percepita inconsciamente come una limitazione alla propria libertà e realizzazione personale. Le persone con questo tipo di attaccamento desiderano e temono allo stesso tempo l’amore, vorrebbero legarsi a qualcuno ma il legame suscita loro delle ansie profonde che li spingono a interrompere la relazione. Infatti, una lamentela comune tra le persone con attaccamento evitante è quella di non riuscire ad innamorarsi: una volta superato l’entusiasmo iniziale, tendono a stufarsi facilmente di un potenziale partner di cui vedono soprattutto i difetti. La svalutazione del partner e della relazione permette alle persone con attaccamento evitante di non ammettere il loro bisogno dell’altro.

In genere le persone con attaccamento evitante tendono a scappare prima che la storia diventi importante, e preferiscono accontentarsi di storielle poco coinvolgenti o impossibili. Anche se hanno una storia, le persone con attaccamento evitante tendono a vivere come single in coppia: sono centrati sulle proprie esigenze e poco disponibili ai bisogni del partner. Le richieste del partner , anche quelle più normali (come pianificare gli appuntamenti) vengono sentite come troppo impegnative e il partner viene percepito come ” troppo bisognoso” o ” eccessivamente esigente”.

Un’altra caratteristica dell’attaccamento evitante è che le persone con questo modo di amare non si sentono a loro agio nell’intimità: l’affetto dell’ altro viene respinto perché risveglia in loro dei ricordi inconsci di esperienze di rifiuto e di disamore del passato. Di fronte all’intimità, la persona con attaccamento evitante si sente soffocare o si annoia e tende a scappare.

Queste caratteristiche disfunzionali fanno si che la persona con attaccamento evitante non abbia delle storie molto lunghe o perché le interrompe prima che si consolidino o perché il partner, stufo di essere continuamente respinto, interrompe la relazione. In alcuni casi, è solo quando la relazione si interrompe che il partner con attaccamento evitante riesce a rendersi conto per la prima volta dell’importanza della relazione e della profondità dei suoi sentimenti.

L’attaccamento ambivalente

Le persone con attaccamento ambivalente sono cresciute con la sensazione di non essere stati abbastanza amati dai loro genitori. I genitori dei bambini con attaccamento ambivalente hanno avuto un comportamento incostante e incoerente verso il figlio: a volte erano molto presenti e affettuosi, altre volte freddi e distratti. Inoltre, in molti casi l’ attaccamento ambivalente è correlato a esperienze di trascuratezza. I bambini con attaccamento ambivalente sono cresciuti sentendosi non abbastanza amati dai loro genitori spesso presi da altro e hanno imparato ad attirare la loro attenzione con pianti, capricci, crisi di collera. Questa difficoltà a modulare le emozioni e ad amplificare le emozioni negative permane anche in età adulta.

Le persone con attaccamento ambivalente affrontano ogni relazione con aspettative eccessive e con un continuo bisogno di conferme : vogliono trovare il partner perfetto che li risarcisca delle privazioni affettive subite durante l’infanzia. Purtroppo la loro fame d’amare è tale che tutto quello che il partner può dare o fare per loro non è mai abbastanza. Ogni minima disattenzione del partner è infatti sentita come devastante e dolorosa e tende a mettere in crisi la relazione.

Le persone con attaccamento ambivalente vivono tutte le relazioni con la paura dell’abbandono e del tradimento e tendono ad essere dei partner possessivi e gelosi.
Sono incapaci di fidarsi e tendono a mettere continuamente alla prova l’ altro per vedere se li ama veramente e se è fedele ma, per quante conferme possono ricevere non riescono a convincersi di essere amati.

E’ superfluo dire che questo modo di fare disfunzionale mette a dura prova le relazioni che diventano conflittuali e complicate e alla lunga possono anche finire. Di solito le persone con attaccamento ambivalente vengono lasciate perché con i loro comportamenti provocano l’abbandono tanto temuto. L’attaccamento ambivalente è correlato a relazioni lunghe ma conflittuali e caratterizzate da incomprensioni e crisi.

Un altro aspetto dell’attaccamento ambivalente è la tendenza alla dipendenza affettiva

Dal momento che la sicurezza di base dipende dall’ essere stati molto amati, le persone con attaccamento ambivalente non hanno potuto sviluppare una buona autostima. Solo se qualcuno le ama, sentono di poter valer qualcosa e una volta adulte questa insicurezza affettiva si traduce nell’impossibilità di stare da soli e nel bisogno di stare con qualcuno a tutti i costi. La conseguenza è che le persone con attaccamento disorganizzato per non stare soli, si accontentano di relazioni insoddisfacenti.

L’attaccamento disorganizzato

Si tratta di un modello di attaccamento fortunatamente abbastanza raro e correlato a situazioni di grave sofferenza psicologica. I bambini con attaccamento disorganizzato hanno vissuto in situazioni familiari molto difficili caratterizzate da un alternanza di episodi di trascuratezza e maltrattamento o anche abuso. I genitori, al posto di essere una base sicura per il loro figlio, rappresentavano per lui un pericolo.

Da adulti, le persone con attaccamento disorganizzato incontrano delle difficoltà molto serie nel legarsi a qualcuno. Il loro comportamento imprevedibile, i continui sbalzi di umore, l’aggressività che compare nei momenti di vicinanza emotiva con il partner rende loro difficile costruire un rapporto di coppia stabile.

Conclusioni

I modelli di attaccamento si formano nella prima infanzia e tendono a perdurare per tutta la vita, fortunatamente però esistono delle esperienze che possono cambiare il modo di amare. Possedere un modello di attaccamento insicuro (evitante o ambivalente) non significa necessariamente essere destinati a vivere per sempre relazioni d’amore insoddisfacenti e frustranti. I soggetti con attaccamento insicuro possono evolvere e modificare in senso migliorativo la loro modalità relazionale disfunzionale.

L’esperienza che può modificare maggiormente il proprio modo di vivere l’affettività è quella di sperimentare per lungo tempo una situazione affettiva con un partner in grado di porsi come una base sicura. Sentirsi amati ed accettati è un esperienza emozionale correttiva in grado di cambiare il proprio modello di attaccamento. Se ,invece , si è interessati ad una persona che ha un modo di amare insicuro bisogna comprenderla e volerle bene con perseveranza e pazienza e, nel tempo, questo atteggiamento darà i suoi effetti.

Se da una parte ogni rapporto affettivo ha un valore intrinsecamente benefico e curativo per gli individui coinvolti nella relazione, la consapevolezza di sé e delle proprie dinamiche affettive, rappresenta la via di accesso all’autorealizzazione in campo sentimentale.

Finché rimani inconsapevole, le tue emozioni possono influenzare silenziosamente la tua vita e possono farlo in modo disfunzionale. Fortunatamente, è vero anche il contrario: “se fai luce su ciò che ti porti dentro, puoi iniziare a dare alla tua vita di coppia -e alla tua vita in generale- la rotta che desideri“. Quando ascolti le tue emozioni stai onorando chi sei davvero, ti stai rispettando e stai aprendo le porte a una vita più gratificante. Non tutte le emozioni sono “giuste” ma sono tutte “reali” e quindi vanno accettate e gestite. Qualsiasi emozione è segno della tua umanità e della tua forza.

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A cura di Ana Maria Sepe, psicologo e fondatrice della rivista Psicoasvisor
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