Amnesia dissociativa: perché è possibile dimenticare un figlio in auto

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Venerdì 26 luglio 2019, New York, un padre terminato il turno di lavoro, sale in macchina e trova i figli gemelli, sui sedili posteriori, senza vita.

Dieci i decessi tra il 2011 e il 2018, soltanto in Italia e numerosi i casi di dimenticanza. Un pensiero comune: “Ma come è possibile dimenticarsi un figlio in macchina?”. E la convinzione che: “A me non potrà mai accadere”.
Pensieri e convinzioni purtroppo diffusi in chi non si occupa della psiche.

Succede, è possibile e non è un’azione volontaria. Basti osservare la disperazione delle persone a cui è accaduto. Ma c’è chi giudica, leggendolo come un evento inammissibile.

Si pensa che possa accadere alle persone psichicamente disturbate, si pensa che possa accadere sempre ad altri.

Dimenticare si può, dimenticare un figlio o chiunque si ami, si può.
L’amore o il valore attribuiti al figlio o a chi per esso, non hanno nulla a che vedere con la dimenticanza.
E nemmeno la cura, l’attenzione e la dedizione.
Dimenticare non è un fatto morale. Non si tratta di genitori buoni e amorevoli o cattivi e disattenti.

Amnesia dissociativa

Scrivo a te che non ti perdonerai mai per aver lasciato chi amavi nella tua auto. E che ogni giorno, costretto a rivivere quelle immagini nella mente, ti chiedi come sia stato possibile. Tu che lo amavi più di ogni altra cosa al mondo. Tu che nella disperazione hai cercato di spiegare al mondo ciò che ti accaduto e ti sei difeso come meglio hai potuto.

Quel buco di memoria, difficile anche da ricostruire a posteriori, si chiama amnesia dissociativa.

Una disconnessione delle funzioni della coscienza dalla memoria, come se una parte della corteccia cerebrale venisse tagliata fuori e si dimenticasse un pezzo di esistenza, di vita, di tempo. Un tempo anche breve, un’amnesia temporanea che però è totale per quel periodo. Di solito avviene in momenti di grande stress, mancanza di sonno, situazioni di particolare tensione e stanchezza fisica e mentale o in conseguenza a traumi specifici.

Come è facile intuire una grossa fetta di popolazione può esserne soggetta. L’amnesia dissociativa fa parte di un gruppo di condizioni cliniche chiamate disturbi dissociativi.

Disturbi dissociativi

I disturbi dissociativi sono caratterizzati da una discontinuità nella normale integrazione della coscienza, della memoria, dell’identità, della percezione, della rappresentazione del corpo e del comportamento. I sintomi dissociativi possono potenzialmente compromettere ogni area del funzionamento psicologico, sociale, relazionale e lavorativo di una persona.

Ogni tanto ho la sensazione di perdermi dei pezzi”, disse Luca la cui esistenza era stata caratterizzata da numerosi episodi traumatici (abusi, lutti etc) avvenuti nel corso della sua infanzia. Una vita “normale”, un lavoro, dei figli. Luca si era spaventato perché recentemente era stato colto da un black out, un’interruzione di memoria che non aveva più saputo ricostruire. Era durato alcuni minuti, ma sufficienti per allarmarlo. Una vita caratterizzata da episodi traumatici può avere questo genere di strascichi e Luca ne era ben consapevole.

Così aveva inventato un esercizio che lo aiutava a sentirsi presente. E lo faceva ogni volta che si sentiva stanco, stressato o che coglieva i segnali di fatica e della sua “disconnessione” dalla realtà, come per esempio dimenticarsi il portafogli, la borsa o un appuntamento importante.

“Semplicemente faccio un atto di presenza, mi ripeto il giorno e l’ora, guardo l’agenda per non perdermi appuntamenti e cose da fare. Sembra stupido, ma questo piccolo gesto mi tiene ancorato alla realtà”.
Aveva inventato un modo per essere presente e non perdersi dei pezzi e la consapevolezza dei suoi limiti glielo aveva permesso. Aveva inventato una sorta di atto preventivo.

Installare un dispositivo anti abbandono da auto, per esempio, è un atto preventivo, così come lo sono i promemoria, le sveglie, il gesto di lasciare il cellulare o la borsa nel sedile posteriore. Qualcuno li definisce gesti figli della società malata in cui viviamo, frenetica, multitasking. Qualcun altro si rifiuta di vendere il dispositivo anti abbandono nel proprio negozio, “Ma guarda a che punto siamo arrivati!”. Sarà vero?

Non importa. Giudicare non serve. La tecnologia può venirci incontro, i gesti preventivi anche, la capacità di cogliere i segnali d’allarme e saper chiedere aiuto, anche. Non siamo macchine perfettamente funzionanti, ed è meglio esserne consapevoli.

N.B.: Psicoadvisor.com nell’arco del biennio 2020 – 2022 appoggerà la campagna di sensibilizzazione introdotta con il Nuovo Codice della Strada. Il tema dell’amnestia dissociativa andrà trattato con la stessa priorità assegnata a fenomeni quali la guida in stato di ebrezza e l’uso della cintura di sicurezza per i minori. La legge 01/10/2018 n. 117 introduce l’Amnestia dissociativa tra i temi previsti nelle Campagne di Informazione e Sensibilizzazione dei Ministeri della Salute e delle Infrastrutture. 

Autore: Cristina Radif, psicoterapeuta
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