Annullarsi per l’altro. Cosa si cela da un punto di vista psicologico

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Dott.ssa in biologia e psicologia. Esperta in genetica del comportamento e neurobiologia. Scrittrice e founder di Psicoadvisor

Crescendo, iniziamo a prenderci cura di noi stessi, sviluppiamo autonomia e capacità che ci consentono di rassicurarci e agire sempre nel nostro interesse… o almeno così dovrebbe essere! Tutti noi, da adulti, dovremmo diventare genitori di noi stessi, genitori migliori di quanto lo siano stati i nostri genitori biologici. Ciò purtroppo non sempre accade. Chi ha sviluppato una personalità mal strutturata sarà un pessimo genitore di se stesso. In questo articolo parlerò nello specifico di chi soffre del disturbo dipendente di personalità e ha radicato una forte dipendenza affettiva. Questa persona andrà alla continua ricerca di conferme e cure non essendo capace di auto-rassicurarsi.

Disturbo dipendente di personalità, criteri diagnostici

Da manuale diagnostico (DSM-IV), chi ha strutturato una personalità dipendente si caratterizza per una spiccata passività nelle relazioni interpersonali, per la tendenza ad assumere un ruolo subordinato agli altri e la bassa autostima. In pratica, chi ha un disturbo dipendente di personalità:

  1. ha difficoltà a prendere le decisioni quotidiane senza prima chiedere consigli, supporti, rassicurazioni e parere ad altre persone. Si parla delle più svariate decisioni, anche di quelle banali. Dall’abito da indossare, alla foto da postare su facebook.
  2. Ha bisogno che gli altri si assumano le responsabilità per una buona parte degli ambiti della sua vita. (Accetto o no quel contratto di lavoro?!)
  3. Ha difficoltà a svolgere attività autonomamente. Per esempio se sei una di quelle ragazze che vogliono fare tutto in coppia (“mi accompagni in palestra?” “facciamo quel corso di…”, “e tu che università scegli?”). Prova a interrogarti se riusciresti a svolgere, con soddisfazione, le stesse mansioni anche da sola.
  4. Ha difficoltà a esprimere un disaccordo verso gli altri o verso determinate persone per timore di perdere supporto/approvazione. Per esempio, se una persona cara chiede un favore, chi soffre di disturbo dipendente di personalità potrebbe faticare a dire di no, anche se in quella giornata ha l’agenda piena.
  5. Per ottenere accudimento può giungere a fare qualsiasi cosa, anche spiacevole. Per esempio, può subire i torti di un partner narcisista, i tradimenti di un partner libertino o addirittura le percorse di un partner violento.
  6. Si sente a disagio e indifeso quando solo perché non ha fiducia nel suo giudizio ne’ nelle sue capacità.
  7. Al termine di una relazione può sprofondare in una forte depressione o cercare subito un nuovo partner come fonte di accudimento e supporto.
  8. Si preoccupa, in modo irrealistico, di essere lasciato. Tollera male i litigi e i disaccordi all’interno della coppia.
  9. Intolleranza alla solitudine.

L’immagine di sé è caratterizzata da sentimenti di inettitudine e di inadeguatezza mentre, il dipendente vede gli altri come competenti e capaci, ponendosi sempre su un piano inferiore.

La dipendenza in età adulta come la dipendenza nell’infanzia

Alcuni autori considerano il disturbo di dipendenza in età adulta come l’equivalente dell’attaccamento nei bambini. Come un bambino, infatti, chi soffre di disturbo dipendente di personalità è incapace di stabilire una propria identità separata da quella delle figure di riferimento (che sia un partner, un amico o lo stesso genitore). Così come il bambino aveva bisogno di continue cure e rassicurazioni dal genitore, il DDP avrà bisogno di attenzioni e cure dalla figura di riferimento in età adulta.

La persona che presenta il disturbo di dipendenza di personalità non applica questo tipo di comportamenti esclusivamente all’interno della relazione di coppia, ma tende a costruire rapporti simili anche sul lavoro, nelle relazioni amicali e nella famiglia, dove tutto ha avuto origine.

Dipendenza affettiva genitore – figlio

La dipendenza affettiva non è un qualcosa che esiste solo all’interno della coppia. Questo disturbo è molto frequente nel rapporto genitore – figlio e mina fortemente lo sviluppo emotivo del figlio dalla fanciullezza fino all’età adulta. Qualsiasi genitore sarebbe felice di vedere i propri figli realizzati ma un genitore con un legame di dipendenza con suo figlio, pur augurandogli ogni bene, involontariamente frenerà la sua crescita al fine da mantenerlo, quanto più a lungo possibile, nel suo campo d’azione.

Quindi chi soffre di disturbo dipendente di personalità ama in modo del tutto distorto e spesso, quel suo amore, si muove a discapito della figura che lo riceve. Nei rapporti genitore-figlio, questo amore malato diventa un fardello tanto per chi lo nutre che per chi lo riceve.

La missione del genitore dovrebbe essere quella di non creare alcun legame di dipendenza ma spesso avviene al contrario

Un genitore dipendente dal figlio da un lato vuole proteggerlo, ma al lato opposto ne ostacola la crescita. Se il piccolo vede il genitore sempre e solo come figura da cui dipendere farà difficoltà a vedersi come un soggetto in grado di interagire e così cadrà a sua volta nella dipendenza affettiva.

Fai attenzione, questo è solo un esempio di come nasce la dipendenza affettiva, gli scenari possono essere diversi. Altro modello ricorrente che può generare un disturbo di dipendenza affettiva rientra nel caso in cui il figlio smette di vestire i suoi panni e diventa genitore del suo stesso genitore. Dovrà, quindi, imparare a prendersi cura precocemente degli altri, a rassicurarli fino allo stremo delle forze, fino a sopperire i propri bisogni. La cura dell’altro diventa così la fonte stessa di autostima e gratificazione, in pratica l’adulto saprà sentirsi capace solo se riconosciuto e gradito dall’altro.

Disturbo dipendente di personalità, comorbilità

Paradossalmente, al contrario da quanto possa far supporre il nome del disturbo, chi soffre di disturbo dipendente di personalità è meno incline ad avere dipendenze da alcol e da droghe. Le dipendenze da sostanze sembrano essere caratteristiche prevalenti in altri disturbi come il Disturbo Borderline di Personalità o il Disturbo antisociale. Molte ricerche, al contrario, associano il disturbo dipendente di personalità con disturbi dell’umore come depressione maggiore, disturbo bipolare o disturbi d’ansia. Altri studi evidenziano una maggiore associazione tra il disturbo dipendente di personalità e i disturbi alimentari.

Disturbo dipendente di personalità, trattamento

Ecco un paradosso: affinché il paziente possa risanare il suo disturbo dipendente di personalità, dovrà sviluppare un legame di dipendenza nei confronti del terapeuta. Il rischio è, però, che il paziente veda la dipendenza dal terapeuta come una conquista e non come il primo passo per raggiungere una meta. Sarà poi compito del terapeuta guidare il paziente nella costruzione di legami sani e basati sulla reciprocità.

Cosa si può fare per uscire dalla Dipendenza Affettiva?

La prima azione da compiere è prendere coscienza di vivere questo problema. E’ necessario intraprendere un percorso di Psicoterapia volto a:

  1. impara a riconoscere i tuoi bisogni.
  2. Accetta che la mamma che meritavi non è mai esistita
  3. Accetta di non poter cambiare il passato
  4. Accetta di non poter cambiare il tuo partner/genitore
  5. Accetta di non poter trovare nel partner il genitore che non hai è avuto
  6. Impara a non cercare l’amore attraverso il sacrificio
  7. Impara a fare i conti con la solitudine e con il dolore della perdita
  8. Sperimenta e apprendi nuovi modi di stare in una relazione, in cui il donarsi e il ricevere siano bilanciati
  9. Impara a ricoprire ruoli diversi all’interno delle relazioni
  10. Aumenta la tua autostima e impara a riconoscere il tuo valore attraverso l’autoconsapevolezza

In termini pratici cosa puoi fare? Inizia a dare la priorità ai tuoi bisogni. C’è qualcosa che avresti sempre desiderato per te stessa? Mettiti in moto per ottenerla. Soprattutto, inizia a prendere da sola le tue scelte.

Non hai bisogno del parere altrui per capire quale vestito indossare oggi, interroga te stessa per iniziare a muoverti nella direzione che ti farà sentire meglio. Prova a prendere da sola le tue decisioni, inizia con quelle meno importanti e poi “amplia il raggio”.

Personalità dipendente passivo aggressiva

In questa personalità il soggetto tende a fare ostruzionismo senza però opporsi in modo esplicito. L’ostruzionismo è celato per timore di perdere la propria posizione o approvazione altrui.

Si oppone, in modo celato, a tutto ciò che non gradisce, appare incapace o passivo e mira a evitare le responsabilità, a controllare e/o punire gli altri; questi soggetti accettano, spesso con lamentele, di eseguire compiti che non vogliono svolgere e poi li compromettono, spesso sabotandoli e, col tempo, diventano sempre più ostili e arrabbiati con il mondo esterno.

Sperimenta nuovi modi di essere

Imparare a conoscersi significa sperimentare se stessi, cimentarsi in piccole e grandi imprese.  Impara a osservare le relazioni che stringi e soprattutto, impara a sintonizzarti con il tuo mondo interiore, su quelli che sono i tuoi bisogni inconsci che cerchi di appagare mediante gli altri ma che potresti benissimo soddisfare da te! Semplicemente, nessuno ti ha mostrato ancora come si fa. Quando veniamo al mondo, ci insegnano a leggere e a scrivere, ci insegnano la matematica, la storia, tutti apprendimenti importanti, per carità… ma si dimenticano di fornirci una buona educazione psicoaffettiva, che è il presupposto necessario per crearsi una vita felice. Se ti va di fare un “corso di recupero accelerato”, ti consiglio la lettura del libro «d’Amore ci si Ammala, d’Amore si Guarisce» (disponibile in tutte le librerie e su amazon, a questo indirizzo), troverai un bel po’ di risposte su come funziona il tuo mondo interiore e finalmente riuscirai a perseguire i due scopi fondamentali della vita: coltivare intimità e vicinanza e, al contempo, affermare la tua identità e autonomia.

Autore: Anna De Simone, psicologo esperto in psicobiologia
Autore del bestseller «Riscrivi le pagine della tua vita» (già tradotto in 5 lingue) e del nuovo «d’Amore ci si Ammala, d’Amore si Guarisce».
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