Auguro alla donna che sono di fare pace con il suo passato

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor
“Auguro alla bambina che sono stata di far pace col suo passato. Auguro alle mie ferite di rimarginarsi e ai miei sogni di seguitare a volare alti. Auguro alla donna che sono diventata di non arrendersi e di seguitare a credere nell’amore, di rialzarsi dopo ogni caduta e di non aver più paura di non essere abbastanza” Chiara Trabalza

A volte impegniamo tutte le nostre energie per sforzarci di non pensare, di fingere che, quel passato che tanto ci ha segnate, non sia mai esistito, ma la verità è che ognuna di noi ha una storia vissuta, la nostra. Sarebbe più semplice sicuramente, riempire la mente e il cuore solo dei ricordi più belli ma ahimè ci sono anche le esperienze dolorose, che fanno male sempre, anche se sono trascorsi anni, perché semplicemente queste, non sono state elaborate correttamente dalla nostra mente. Ma prima o poi arriva quel momento in cui dobbiamo fare pace col passato, un passaggio fondamentale della vita, per meritare di vivere serenamente con noi stesse.

Quello che ci ha fatto soffrire porta infatti con sé un desiderio di risarcimento che non è facile superare

Il passato a volte può sembrarci troppo ingombrante, troppo pesante per essere pacificato. Quante volte ci capita di pensare a quello che è stato e che poteva essere? Ci riempiamo la testa di sé e di ma, colpevolizzandoci di qualcosa che non ha avuto il lieto fine. La verità è che tenere in vita certi fantasmi, non ci consente di vivere il presente. E’ importante capire che ci sono cose che non possono essere risarcite, e che l’ostinarsi a pretendere un risarcimento porta a trascurare e sprecare occasioni buone di vita. A tal proposito  vorrei citare l’aforisma di Serge Marquis. “Si chiama Pensicchio, è un criceto e corre notte e giorno su una ruota. Dentro la nostra testa. La sua principale occupazione è renderci la vita impossibile. Lo fa in tanti modi diversi, come uno zelante, cattivissimo consigliere: ci istiga, gioca con l’insicurezza e l’insoddisfazione che covano dentro di noi. Genera ansia, nervosismo, stress e ci paralizza in un loop di inutili pensieri negativi.

Ma chi ha messo il criceto nella ruota? Una generalizzazione inconscia!

La sfiducia nella vita nasce dalla sfiducia sperimentata in una relazione. Ciò che chiamiamo “vita”, psicologicamente parlando, è il riflesso di ciò che abbiamo sperimentato nelle relazioni significative. Le relazioni primarie con le figure di attaccamento rappresentano, per il piccolo, il “mondo” e la “vita”; e quando le relazioni primarie non sono state sufficientemente di supporto, il piccolo sperimenta la sfiducia, andando, poi, a generalizzarla in varie forme.

Nessuno è esente da questo meccanismo: la sfiducia è un’esperienza universale, seppure con infinite gradazioni. La sfiducia è l’esperienza a causa della quale il piccolo inizia a difendersi e a fronteggiare da sé, sentendosi separato dal suo ambiente. La sfiducia, infatti, è ciò da cui nasce l’ego, o il carattere.

Perché è importante riconoscere tutto questo?

Per avere una possibilità di fermare la folla corsa del criceto! Fronteggiare e difendersi da un mondo di cui non ci si può fidare significa perpetuare la sfiducia; vivere una vita in difensiva porta inevitabilmente alla creazione di una vita sempre più difficile! La soluzione, invece, sembra piuttosto quella di renderci conto che i semi della sfiducia nascono dentro di noi, dentro la nostra esperienza profonda e, nello specifico, dentro la nostra esperienza con qualcuno. I semi della sfiducia nascono da una ferita e la nostra responsabilità è quella di sanare quella ferita, per il bene della nostra vita e di chi ci sta attorno.

Solo se ci rappacifichiamo con la ferita che ha minato originariamente il senso di fiducia, possiamo guardare al mondo, alla vita, al destino con occhi diversi e scrivere finalmente una nuova pagina, magari con il cuore, che sembra essere un ottimo scrittore.

Cosa augurare alla donna che siamo oggi?

Di trovare il nostro equilibrio e di smetterla di condannarci. Di dimenticare quel che è stato, di accettarlo, come parte di una vita che, in fondo, ci ha rese quelle che siamo oggi. Di trovare la forza di dimenticare i torti subiti dalle persone di cui ci fidavamo. Di andare avanti sempre inseguendo i nostri sogni, quei sogni che abbiamo riposto nel cassetto da troppo tempo e che aspettano solo un pò di coraggio folle per spiccare il volo.

Vi invito a riflettere su questa lettera che ho trovato nel web

Cara me del passato ti chiedo perdono. Perdonami per aver pensato che non fossi mai abbastanza, di essere nata nell’epoca sbagliata, un’epoca in cui sentimenti autentici come l’amore incondizionato e l’amicizia non vanno più di moda. Perdonami per tutte le delusioni, le umiliazioni e perdonami quando ti sei sentita sola. Quando cercavi di scacciare i tuoi demoni riempiendo il tuo tempo con gente spazzatura, che ti toglieva tanto dandoti in cambio niente.

Per tutti gli amori sbagliati che ti hanno solo resa più sola, per tutte le amicizie finte che al momento opportuno ti hanno chiuso la porta in faccia, per tutti i dubbi, i complessi, quella sensazione di vuoto e di inadeguatezza che ti portavi dietro, io ti chiedo scusa. Alla donna che sono stata devo riconoscere tanto: la forza di andare sempre avanti, di vedere sempre il buono nelle persone anche quando non ce n’era. La donna del mio passato era una donna forte, anche se non se ne rendeva conto.

Ti ringrazio donna del mio passato perché sei rimasta fedele a te stessa. Anche quando ti dicevano che eri sbagliata, che eri esagerata tu non hai mollato e hai continuato a fidarti di te stessa, anche se magari sei rimasta sola, anche senza un partner o una persona cara. Hai imparato a scegliere e ad amare te stessa“. Dal Web.

Hai la possibilità di scegliere!

Che cosa posso fare di un ricordo spiacevole che si ripresenta alla mia memoria? Di quella frase che mi ha ferito profondamente? Di un distacco inaspettato e improvviso da parte di una persona amata? E’ la prima domanda che dobbiamo rivolgerci per affrontare in modo realistico una situazione che si presenta dolorosa alla nostra memoria. Possiamo scegliere di rimuginare sul passato oppure di reagire. Abbiamo la possibilità di agire sul presente. In un primo momento può sembrare un ostacolo insormontabile, ma gradualmente ci accorgiamo che accettare il passato può dare luogo a una nuova relazione con se stesse più fluida e serena….perché liberarsi del passato è fondamentale per la nostra sopravvivenza, per la nostra felicità.

Liberiamo le persone che ci hanno fatto del male, perdoniamole, lasciamole andare. Forse, il problema più grosso sorge quando non riusciamo a perdonare noi stesse e non ci sopportiamo. Come possiamo superare tutto ciò? Dobbiamo imparare ad amarci e sforzarci magari di trovare qualche nostro lato positivo; di sicuro abbiamo fatto delle cose per le quali essere fiere!

RICORDA…

Il tempo è il bene più prezioso che hai e non puoi sprecarlo a pensare e a rimuginare su ciò che è stato. Piuttosto devi usarlo e sfruttarlo per proseguire il tuo percorso di vita ed evolverti, sulla base delle tue esperienze. Non è facile ma si tratta di allenarti all’amor proprio, Si, un allenamento vero e proprio. Nulla si conquista con facilità, anche il miglior atleta, il più famoso imprenditore ha dovuto lottare per ottenere buoni risultati.

Non basta però fare pace con il passato, devi imparare a perdonare te stessa e mettere da parte gli errori e i sensi di colpa. Quello che è stato può insegnarti tanto, ma tu devi perdonarti e andare avanti. Esattamente come il racconto più bello, metti un punto alla storia e volta pagina. Non sarà facile certo, ma con tenacia e forza di volontà, puoi farcela e riprendere finalmente in mano il tuo presente. Il passato ti rappresenta, è la tua storia, ma devi imparare a vivere il presente e guardare al futuro.

E’ ora di rinascere!

Pochi di noi hanno avuto la fortuna di essere costantemente valorizzati. Tutte le volte che gli altri non hanno creduto in noi, ci hanno insegnato a non farlo! Le volte che gli altri ci hanno umiliati e scherniti, ci hanno insegnato a essere timorosi e sfiduciati. Famiglia, amici di scuola, insegnanti… ci hanno implicitamente insegnato a metterci da parte, a svalutare il nostro valore intrinseco, a ignorare l’immenso potenziale che ci portiamo dentro.

Non ha senso chiuderti nel tuo dolore, hai la possibilità di riscattarti, di guardarti per ciò che sei e che puoi essere! Hai la possibilità di liberarti da zavorre emotive e dai condizionamenti, ti mancano solo gli strumenti giusti per farlo. Nel mio libro «Riscrivi le Pagine della Tua Vita. Tutti gli strumenti per scoprirti, capirti e volerti bene» ho provato a raccogliere e mettere a disposizione, tutti quegli strumenti psicologici indispensabile per garantirti la rinascita che meriti! Lo consiglio caldamente, da lettore a lettore.  Nell’introduzione al mio libro ho scritto: si nasce due volte, la prima è lasciata al caso ed è quando vieni al mondo, la seconda si sceglie, ed è quando impari a volerti bene. Se hai voglia di ricominciare a volerti bene, è il libro giusto per te. Puoi trovarlo in libreria e a questa pagina Amazon In bocca al lupo per il tuo percorso di crescita.

A cura di Ana Maria Sepe, psicologo e fondatrice della rivista Psicoasvisor
Autore del libro Bestseller “Riscrivi le pagine della tua vita” Edito Rizzoli
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