Come capire chi ci sta mentendo: segnali che indicano una probabile bugia

Come si fa a capire se una persona ci sta mentendo? Esistono dei segnali che possono aiutarci a capirlo? La risposta è sì. Ma anche conoscendoli, non è facile giudicare oggettivamente. In ogni caso, ecco una guida che può esservi d’aiuto per smascherare un presunto bugiardo.

Il linguaggio verbale, miti da sfatare

Prima di capire quali sono i segni che indicano una probabile bugia, è importante specificare che alcune credenze sul comportamento di chi mente sono totalmente false.

Primo mito da sfatare

Non è vero che chi mente appare agitato, si muove molto e suda; muoversi richiede uno sforzo che la mente non può sostenere.

Pensate un attimo a quale sforzo è sottoposta la mente quando cerca di mentire in modo credibile. In quel momento, il cervello deve cercare di:

  • Sopprimere la verità
  • Creare una nuova versione dei fatti
  • Assicurarsi che tutte le parti della storia coincidano
  • Non tradirsi

Facile? Affatto! Per questo è più probabile che chi mente stia più fermo del solito (tamburellare le dita, battere il piede nervosamente, sono tutte azioni che sottraggono energie all’atto del mentire).

In più, credere che l’agitazione sia segno che ci parla stia mentendo può portare spesso a sbagliare. Capita spesso infatti che le persone ansiose si agitino quando temono di non essere credute, anche se in buona fede.

Secondo mito da sfatare

Non è vero che chi mente non è capace di sostenere lo sguardo.

Diverse ricerche hanno osservato il comportamento di migliaia di persone, e non hanno mai trovato corrispondenza tra bugie ed incapacità di sostenere lo sguardo. Anzi molti, soprattutto i bugiardi più esperti, sostengono lo sguardo più a lungo del solito proprio per dimostrare che non stanno mentendo.

Un’autrice di Forbes suggerisce un dettaglio non verbale che può aiutare a scoprire chi mente. Alcuni dopo aver mentito guardano in basso, per poi tornare a fissare l’interlocutore negli occhi per assicurarsi che non sospetti qualcosa.

Bisogna però leggere con cautela queste considerazioni. Purtroppo, non esistono segnali universali che anticipano le menzogne. Ad esempio, alcune ricerche hanno scoperto che, in media, chi mente ammicca molto più spesso del solito.

Questo significa che ogni volta che qualcuno ammicca molto sta mentendo? Ovviamente no. Ognuno ha una “linea di base” di comportamento, cioè un atteggiamento abituale. Per esempio, le donne ammiccano in media molto più degli uomini.

Come possiamo capire chi ci sta mentendo?

Non esiste una lista da spuntare per capire se si ha di fronte un bugiardo. L’unico modo per capire se una persona ci sta mentendo è osservarla attentamente, e crearci una idea della sua “linea di base”.

La linea di base è il modo in cui una persona si comporta normalmente, quando è tranquilla e rilassata. È il modo in cui si comporta quando sta dicendo la verità. È facile individuarla. Basta parlare di argomenti neutri, che non la porteranno sulla difensiva. Così sarà possibile osservare, se già non la conosciamo molto bene, il suo modo naturale di parlare e muoversi.

Soltanto quando notiamo che il suo atteggiamento si discosta dalla linea di base potremoiniziare ad avere il ragionevole dubbio che ci stia mentendo. In questo caso, ci sono alcuni segni su cui possiamo focalizzarci per capire se è sincera o no.

Linguaggio del viso

Il primo elemento da osservare per scovare le bugie sono le espressioni facciali. Paul Ekmann , un ricercatore che ha dedicato tantissime ricerche allo studio di questo argomento, ha scoperto qualcosa di molto interessante: le espressioni facciali sono universali, comuni a tutte le culture, e sono capaci di rivelarci i pensieri di una persona, anche se cerca di nasconderli.

Secondo l’autore, i nostri genitori ci insegnano a mascherare le nostre vere intenzioni e reazioni emotive “socialmente non accettabili”. Con la pratica diventiamo bravi a dissimulare le nostre emozioni. Ma un osservatore attento è capace di guardare oltre la maschera. Infatti, le espressioni “simulate” sono precedute, per qualche millisecondo, dalle espressioni “vere”, che esprimono il nostro vero stato mentale.

Guardiamo il sorriso

Alcuni muscoli del nostro viso e soprattutto la parte superiore, in particolare i muscoli intorno agli occhi, sono più difficili da controllare rispetto alla bocca. Quindi è più facile distinguere, ad esempio, un sorriso sincero da uno falso osservando gli occhi.

Durante un sorriso sincero la palpebra inferiore è più tesa, gli occhi sono più chiusi del solito ed appaiono delle rughe ai lati esterni. È più facile notare la differenza tra un sorriso sincero ed uno finto coprendo il resto del viso. Lo stesso vale per tutte le altre emozioni: Ekmann ne parla in modo approfondito nel suo libro “Giù la maschera. Come riconoscere le emozioni dall’espressione del viso

È più facile distinguere un sorriso sincero da uno forzato osservando soltanto gli occhi, senza farsi distrarre dalla parte inferiore del viso che è facilmente controllabile.

Ascoltiamo le sue parole

Le espressioni facciali non sono l’unico indizio utile a scovare un bugiardo. Infatti mentire è un’azione che richiede grande controllo ed energia. Per essere creduti è necessario costruire una storia coerente e realistica, e soprattutto ricordarla perfettamente per evitare di contraddirsi. Ascoltando con attenzione, è possibile notare delle piccole differenze in ciò che viene detto da chi cerca di ingannarci rispetto a chi è in buona fede.

Generalmente, chi mente tende a fornire dei racconti meno dettagliati ed usare frasi brevi: meno particolari si forniscono, minori probabilità si hanno di sbagliare qualcosa e di tradirsi.
Mentire non è semplice. Infatti, dalle ricerche emerge

  • Le storie non sincere appaiono meno credibili, sono meno logiche e presentano delle discrepanze
  • Chi mente tende a ripetere più volte le stesse parole e le stesse frasi
  • Il tono di voce di chi mente è più alto del solito
  • Chi cerca di dissimulare la verità ha bisogno di più tempo per rispondere
  • Però, se ha avuto il tempo di pensare ad una risposta plausibile, allora risponderà troppo velocemente, subito dopo la domanda. Chi è onesto ha bisogno di un tempo minimo per decidere che cosa rispondere, mentre il bugiardo ha la risposta pronta.

Guardiamo gli occhi

Una tecnica chiamata Interrogatorio Neurolinguistico, utilizzata dai detective di polizia, consiste nel porre due diversi tipi di domande, che aiutano ad osservare le differenze nel comportamento di una persona quando ricorda o quando pensa (e quindi inventa)

Il primo gruppo di domande spinge la persona a ricordare, il secondo a riflettere.

Una domanda del primo gruppo potrebbe essere: “cosa hai mangiato ieri sera?”; mentre il secondo tipo comprende domande come: “che aspetto avrei se mi tingessi i capelli?”

Quando la persona riflette sulla risposta, gli occhi si muovono in funzione della zona del cervello utilizzata. Solitamente, in alto a destra o sinistra, a seconda del processo mentale in atto. Il modo in cui lo fanno è strettamente individuale, ed è per questo necessario scoprirlo con delle domande di prova.

Per esempio: quando hai chiesto al presunto bugiardo cosa ha mangiato a pranzo i suoi occhi si sono spostati in alto a destra, e si sono spostati in alto a sinistra quando gli hai chiesto di immaginare qualcosa. Se questa persona rivolgerà lo sguardo in alto a sinistra mentre ci parla del suo alibi… abbiamobuoni motivi di sospettare della sua onestà.

Come scoprire la verità, consigli utili

Il passo successivo è quello di riuscire a portare il bugiardo a dire la verità. Alcuni consigli pratici sono tratti dalle le tecniche che i detective della polizia usano per estorcere una confessione.

Aumentare la sua concentrazione

Dire bugie richiede grande sforzo e concentrazione. Il modo migliore per portarlo a cedere è quello di aumentare il lavoro che la sua mente sta svolgendo. I detective, ad esempio, chiedono ai sospettati di raccontare la loro storia in ordine cronologico inverso, dalla fine all’inizio.

È qualcosa che le persone sincere fanno senza problemi, mentre chi mente certamente mostrerà qualche dubbio.

Minimizzare le conseguenze

Uno dei motivi per cui le persone mentono è per paura delle conseguenze. Se la tecnica che utilizzate è quella di minacciarlo per ottenere una confessione, siete sulla strada sbagliata. Le minacce lo spingeranno a focalizzarsi sulle ripercussioni negative della confessione e lo convinceranno a restare fermo nella sua posizione. È importante invece persuaderlo che non si tratta di un problema grave, e che ammettere i propri errori è il primo passo verso la loro risoluzione.

Non farlo sentire giudicato

È importante far sì che non si senta troppo giudicato per il suo sbaglio. Fargli sapere che non è il solo a commettere quell’errore, e che magari anche noi l’abbiamo fatto in passato, farà abbassare le sue difese.

Non parlare

È importante non interromperlo per evitare di dargli consigli su come adattare la sua versione. Una tecnica sorprendentemente utile per ottenere informazioni è quella di restare in silenzio quando avrà risposto alla nostra domanda soltanto a metà. Le persone non sopportano di restare in silenzio, e a volte pur di riempirlo confesseranno la verità.

Mantenere la calma

Attaccarlo e mostrarsi agitati è il modo migliore per spingerlo a stare sulla difensiva, permettendogli di focalizzarsi sul nostro comportamento piuttosto che sul suo sbaglio. Ed attenzione alle parole: dire “hai preso” invece che “hai rubato” può fare la differenza, impedendo che si senta sotto accusa, temendo le ripercussioni. Meno il tono è percepito come accusatorio, più è probabile che cooperi aiutandoci a scoprire la verità.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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