Quando temi qualcuno è perché a questo qualcuno hai concesso del potere su di te

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manipolatore emotivo
Tutte le relazioni umane si fondano su un certo grado di influenzamento inconsapevole che fa leva sull’emotività del legame bypassando, per così dire, il controllo della coscienza razionale.

Quando temiamo qualcuno è perché a questo qualcuno gli abbiamo concesso del potere su di noi.”  Ho scelto l’aforisma di Herman Hesse per introdurre il concetto di ricatto emotivo.  Le classiche frasi  “Un giorno capirai quello che stai facendo“, “se mi amassi davvero non lo faresti” oppure “Fai pure ma se avrai dei problemi non mi chiedere aiuto” possono essere considerati chiari esempi di ricatto emotivo.

Il ricatto emotivo comprende tutti quei comportamenti messi in atto al fine di modificare, nella direzione voluta, il comportamento, le opinioni, le emozioni e le percezioni di un’altra persona senza che quest’ultima possa attivare un pensiero critico per rendersi conto di quanto sta accadendo.

In realtà un certo grado di manipolazione è presente in tutti i rapporti umani. Questo non vuol dire che siamo tutti manipolatori emotivi. Si tratta piuttosto di un livello di manipolazione “ingenuo” che tutti noi adottiamo/e subiamo con conseguenze per lo più innocue.

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Fenomeni di “influenza emotiva”, ovvero determinate consuetudini e dinamiche fanno parte della normale vita di relazione e non escludono la co-presenza di dimensioni di maggior consapevolezza e scambio. I manipolatori emotivi rendono invece patologiche e dannose le relazioni in quanto adottano questa modalità in modo pervasivo con l’intenzione (deliberata o inconscia) di esercitare un potere sull’altro strumentalizzandolo perversamente per i propri scopi.

Vittime inconsapevoli e consapevoli del ricatto emotivo

Ebbene sì, in diverse occasioni quasi tutti noi siamo stati dei burattini i cui fili erano mossi da altri; per mano dei nostri genitori, dei nostri amici o per amore. Alcuni ricatti emotivi possono rivelarsi innocui altri però possono nuocere gravemente al rapporto e al benessere psicofisico della persona che ne è “vittima”.

In qualsiasi tipo di rapporto, può succedere che una delle due persone ricorra consapevolmente o inconsapevolmente a strategie che le consentono di ottenere qualcosa: solitamente si tratta di ricerca di vicinanza, attenzioni, favori…

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Riconoscere un ricatto emotivo non è sempre facile; la maggior parte delle volte, chi ne è vittima non interpreta in maniera corretta i segnali provenienti dalla persona che li invia, considerando questi particolari atteggiamenti come frutto di un carattere ansioso, scontroso o poco conciliante. Nella maggior parte dei casi, questa sorta di manipolazione si cela dietro una richiesta apparentemente innocua, che nasconde in realtà una pretesa che, in un modo o nell’altro, deve essere soddisfatta ad ogni costo, nonostante il volere contrario della vittima.

A volte, purtroppo, anche sapendo di essere vittima di una chiara manipolazione scegliamo di subirla per paura delle conseguenze o semplicemente perché il manipolatore o manipolatrice è una persona che amiamo e non vogliamo deludere. Quante volte per esempio, un genitore ci ha costretti a rimanere a casa perchè ha inscenato un malessere? Questo avviene quando il genitore usa la forza viva del legame per fare leva su di noi e piegarci al suo desiderio. Per approfondimento leggi “Relazioni tossiche in famiglia, come liberarsi”

Perchè diventiamo facile preda?

Come già accennato, è molto difficile capire di essere manipolati ed ancora più difficile uscirne, perché fa leva sulle nostre paure più profonde: la paura dell’abbandono, di non essere amati, etc.. Per approfondimento leggi “La trappola del ricatto emotivo”

Le persone che tendono a diventare facile preda alla manipolazione emotiva sono  persone con una spiccata sensibilità ed empatia, sono inoltre molto vicine ai bisogni degli altri ed emotivamente fragili. In genere, temono la solitudine e hanno paura di essere lasciate; condizione che le porta a idealizzare l’altro con facilità, a non voler deludere e a dare di sé un’immagine sempre positiva. I tratti sopra descritti sono comunemente riscontrabili nel disturbo dipendente di personalità (DPD), e non è infrequente che le persone affette da depressione siano soggette a rapporti manipolativi.

Forme più comuni di ricatto emotivo e come possiamo difenderci

Non è assolutamente semplice rendersi conto di essere vittima di un ricattatore emotivo, tuttavia se ci lasciamo guidare dalla nostra bussola interiore e ascoltiamo gli indizi che ci fornisce, forse il percorso verso la consapevolezza sarà meno difficoltoso.

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Intimidazione

Una forma di ricatto emotivo piuttosto comune consiste nell’adottare comportamenti minacciosi e intimidatori; spesso le minacce sono accompagnate anche da comportamenti aggressivi e violenti, come per esempio da scenate a base di urla ed offese, da minacce di abbandono, da affermazioni aggressive e taglienti che hanno lo scopo di fare leva sulle peggiori insicurezze della vittima e di ferirla, dal mettere il broncio e chiudersi in un ostinato e colpevolizzante silenzio.

Tipiche espressioni di questo tipo di ricattatori sono ad esempio: Se accetti quel lavoro me ne vado, Se mi lasci non vedrai più i bambini Se non accetti di fare gli straordinari scordati pure la promozione.

Seduzione

Si tratta del tipo più subdolo di ricattatori: sono quelli che incoraggiano, promettono amore o denaro o carriera e poi chiariscono che, se non ci comportiamo come vogliono loro, non riceveremo nulla.

Il seduttore, avendo delle finalità molto esplicite, spesso non viene considerato un vero manipolatore, che usa a suo vantaggio delle armi della seduzione e dell’innamoramento. Con ognuno dei personaggi da conquistare saprà interpretare la parte giusta per farsi apprezzare, da vero attore si trasformerà ogni volta in una persona diversa a seconda delle esigenze richieste dal caso e dalla persona che si trova davanti. Questo particolare tipo di manipolatore reagisce alle proteste facendo sentire la vittima inadeguata e deludente.

Vittimismo

Il suo comportamento disorienta! Non fa minacce e neppure minaccia di farsi del male, tuttavia ci tiene a farci sapere in modo inequivocabile che se non facciamo quello che vuole, loro soffrirà e la colpa sarà solo nostra.  Il terrorismo psicologico che mette in atto è estremamente subdolo e difficile da identificare nel breve periodo: perché caratterizzato da freddezza e scarsa partecipazione, o disappunto silenzioso, accompagnato da parole che negano ciò che palesemente dimostra con i fatti.

Come difendersi?

Il primo passo è quello di riconoscere cosa sta accadendo e rendersi conto di trovarsi implicati nelle modalità relazionali di un ricatto morale; il secondo passo consiste nel cercare cercare di correggere i comportamenti che ci fanno star male.

In tale processo è assolutamente essenziale fare chiarezza , quindi definire la propria posizione all’interno della relazione, mettere in luce i sentimenti che si provano, affermare ciò di cui si ha bisogno, indicare ciò che si è o non si è disposti ad accettare, dare la possibilità all’altro di esprimersi allo stesso modo e quindi lasciare all’altro la possibilità di scegliere liberamente ciò che intende fare rispetto al perdurare della relazione stessa, accettando poi le sue decisioni.

Da questo punto di vista è essenziale saper accettare il cambiamento, saper rischiare e tollerare che un comportamento adeguato possa anche avere come risultato immediato, seppur provvisorio, un disagio ancora maggiore rispetto a quello già esperito; tutto questo in vista di un maggior benessere personale e di un miglior funzionamento delle relazioni nelle quali siamo implicati.

Distaccarsi emotivamente da certe persone è la migliore cura, anche se non è facile

Ricorda, non è la solitudine che fa star male (anche se ne siamo convinti) ma è la ferita ed il senso di abbandono ed è li, nel profondo di queste leve, che dobbiamo andare a lavorare per maturare guarire e conoscere l’animo umano. Contro ogni forma di violenza c’è solo l’amore. Poiché il manipolatore, nella maggior parte dei casi, non è in grado di dare amore, questo va cercato dentro di noi e nelle persone che ci vogliono veramente bene.

Chiedi aiuto

Spesso non è facile riconoscere di essere stati manipolati, e ancora meno facile accettarlo. È importante in questo momento chiedere aiuto a chi è in grado di darlo: un familiare, un amico, uno psicoterapeuta.

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2 commenti su “Quando temi qualcuno è perché a questo qualcuno hai concesso del potere su di te”

  1. E una frase come “hai libero arbitrio con me, ma ricorda che tutto questo ha una conseguenza” è manipolatoria? È una minaccia?

  2. in un rapporto di amicizia frasi come: “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così” e simili…possono essere considerate manipolazione?

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