Comportamenti tipici delle persone permalose e come difendersi

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Dott.ssa in biologia e psicologia. Esperta in genetica del comportamento e neurobiologia. Scrittrice e founder di Psicoadvisor

Essere sensibili alle critiche non è una caratteristica peculiare di una determinata personalità. Questa caratteristica si riscontra trasversalmente in diversi tipi di personalità anche se si presenta per motivazioni differenti. Si può essere più o meno sensibili alle critiche in base al proprio vissuto. Di seguito riporto quelle che sono le cause che fanno insorgere quella spiccata sensibilità alle critiche tipica del permaloso. I profili sono sempre sovrapponibili e, in un certo senso, le cause hanno tutte radici nell’infanzia.

Segnali tipici delle persone permalose

Le persone permalose possono mettere a dura prova non solo la tua pazienza ma anche la tua capacità di espressione. Talvolta, infatti, per quanto tu possa sforzarti di trovare «le parole giuste», ogni tentativo sembra essere vano! Anche quando cerchi di fornire spiegazioni, hai la sensazione di star peggiorando la tua posizione. Non temere, non è solo una tua impressione, relazionarsi con persone permalose è difficile. Vediamo quali sono gli atteggiamenti tipici delle persone permalose e proviamo a capire come relazionarci in modo efficace.

Sfidano la logica

Le persone permalose sfidano la logica. Sono beatamente inconsapevoli della loro rigidità e così finiscono per credere di essere circondate da persone poco sensibili, offensive e disattente. Se provi a conversare con una persona permalosa, noterai attriti fin dal primo scambio di idee non allineate. Le persone permalose, infatti, tollerano mal volentieri chi ha idee differenti dalle proprie. In ogni conversazione, tendono a innescare inutili complessità e conflitti. È difficile costruire con loro uno scambio lineare e semplice.

Si conoscono poco

Tutti abbiamo conflitti irrisolti,  quando ne siamo consapevoli, questi possono influenzare la nostra vita ma anche darci la possibilità di lavorarci su e migliorarla. Le persone permalose si conoscono poco, non sono consapevoli dei conflitti che si portano dentro. Credono di conoscersi ma ignorano la gran parte delle complessità che si portano dentro. Il fatto che si offendono facilmente è un fattore autolimitante perché impedisce ogni sorta di crescita e miglioramento. Sono troppo impegnate a dover gestire le emozioni legate all’offesa e al torto subito, da non lasciare spazio al dubbio. La conseguenza? Solo raramente riescono a mettersi in discussione.

Rinfacciano e tengono il punteggio

Hanno difficoltà a lasciarsi il passato alle spalle, tanto che sentono il bisogno di rinvangare i tuoi errori senza mai ammettere e riconoscere i propri! Che bel paradosso eh?! Sai perché avviene? Questo si verifica perché ogni sbaglio compiuto dalle persone che li circondano viene letto dalle persone permalose come uno spietato attacco alla propria identità, già messa a dura prova da altri affetti durante la loro infanzia.

Quindi, spesso, con le persone permalose è tutto un «tu hai detto, tu hai fatto…», pongono tutto sul piano di accusa, poi, però, accusano che sei tu ad accusarli. In effetti, nella loro mente, si stanno solo difendendo dalle tue offese.

Sono sempre sulla difensiva

Diciamocela tutta, le persone permalose sono difficili e anche un po’ spigolose! Lo sono perché si sentono costantemente minacciate nella propria identità, nel senso dell’amor proprio. Possono apparire persone molto orgogliose ma non si tratta meramente di orgoglio o principio come gli piace credere. Per loro, infatti, è sempre una questione di principio. Per quanto tu possa sforzarti di trovare le parole giuste, ricorda che l’essere permalosi non è nelle parole che tu scegli ma nella mente di chi le ascolta.

Sono malpensanti e prevenute

Le persone permalose vivono radicate nelle proprie credenze. Nella loro infanzia sono state sicuramente sminuite, umiliate, non considerate… E da quel momento credono che ogni persona le tratterà in quel modo. Cosa significa questo? Significa che se tu dici, ingenuamente una frase che tocca un tema per loro sensibile, ecco che la leggeranno con accezione negativa. Tenderanno a interpretare qualsiasi tua frase nel modo peggiore possibile, poi non ci sarà spiegazione che regga! Sarà difficile convincerli che in realtà volevate intendere altro!

Ti svalutano

Questo non lo fanno tutti i permalosi ma molti. Vivono con una difesa così radicata che attaccano, rispondono con rabbia e svalutano l’altro, compresi gli affetti più sinceri. In questo caso, la persona permalosa avrà enormi problemi relazionali, tenderà anche a sentirsi incompresa e sola.

Alcuni consigli per migliorare il rapporto

La forte sensibilità alle critiche (e la tendenza a vedere critiche anche dove non ce ne sono) è solo frutto di un vissuto difficile e di credenze profondamente radicate. Talvolta, a questa sensibilità alle critiche si possono associare altri tratti più corrosivi. L’essere permalosi, infatti, non è una caratteristica peculiare di una determinata personalità. Sta a te capire chi ha di fronte. Usando il principio della tolleranza e della buona fede, ti consiglio di essere gentile e non prenderla a tua volta sul personale. Ti argomenterò questi due punti.

Sii gentile

Una battuta spinosa, un’allusione offensiva, una critica velenosa… In questi casi, innescare un’offesa è inevitabile. Ecco perché ti consiglio di evitare minuziosamente frecciatine e abbracciare uno stile comunicativo compassionevole. Scegli sempre parole gentili. Se riesci e ritieni che sia lecito, cerca di valorizzare l’operato della persona permalosa.

Se è necessario un richiamo, sposta l’attenzione dal «chi» al «cosa». Come hai potuto capire, le persone permalose prendono tutto sul personale. Se un tuo collega ha fatto un pasticcio a lavoro, cerca di dirglielo solo dopo aver sottolineato una sua dote. «Ciao Carlo, ho visto il tuo lavoro. Sei puntualissimo come al solito. Ottimo, ho notato che a pagina 3 e 4 mancavano alcune cose, hai da integrare qualcosa?». Se chi ha commesso un errore è il partner, la musica non cambia: scegliere parole morbide, facendo in modo di anticipare l’osservazione tenue con un apprezzamento!

Se stai pensando che si tratta di un approccio sciocco, dipende dal tuo scopo. Se vuoi sfogarti per l’errore commesso dall’altro, allora non è la formula per te. Ma se riesci a regolare in autonomia le tue emozioni senza doverle riversare necessariamente sul prossimo, allora è l’approccio più efficace! Tutti dovrebbero assumersi la piena responsabilità dei propri errori, talvolta, però, sottolinearli in modo aperto o addirittura sprezzante, potrebbe essere controproducente allo scopo, se lo scopo è correggere quell’errore!

Non offenderti

Cerca di non prenderla anche tu sul personale. Sappi che le eventuali risposte di rabbia e le estenuanti conversazioni per scagionarti da qualcosa che non hai detto, riflettono chi hai di fronte e non parlano affatto di te. Impara a vivere in autonomia le tue emozioni, senza la necessità di scaricare a tua volta rabbia e ostilità sull’altro, altrimenti innescherai un circolo vizioso che non porterà da nessuna parte se non a farti stare male.

Vicinanza affettiva

Quando la persona permalosa abbassa la guardia e fa scendere le sue difese, prova a farti conoscere per ciò che sei, a fargli capire che non tutti vivono per giudicare/condannare/screditare l’altro! Se quella persona è il tuo partner, prova a interrogarti perché hai scelto una persona con queste caratteristiche di personalità.

Sai? Il partner non è quello che ti capita, ma chi scegli! Anche se pensi che ti sia capitato, sei stato tu a costruire insieme all’altro e, inconsapevolmente, a sceglierlo. Parti dall’assunto che, sul tuo conto, esistono un mucchio di cose che ancora non conosci! Puoi approfittare di ogni relazione che stringi per esplorarti e capirti. Nel relazionarti con la persona permalosa, cerca di trovare sempre un terreno comune, un campo in cui potete sentirvi alleati.

Domande per riflettere

Se ti identifichi come una persona permalosa, sappi che sei a ottimo punto. Con la consapevolezza hai la possibilità di lavorare su te stesso e migliorare la tua vita! Che tu sia permaloso o meno, ci sono delle domande che puoi proti per migliorare gli scambi con gli altri e conoscere meglio te stesso.

  • Quali sono i comportamenti o le parole che più mi turbano?
  • Come reagisco, come rispondo all’altro?
  • Le azioni che metto in scena, dove mi portano?
  • Cosa potrei fare di diverso?
  • Di cosa ho bisogno e cosa cerco nelle relazioni con gli altri?
  • Un mio comportamento può frenare questa ricerca?
  • Cosa posso fare per far funzionare meglio la mia relazione con…?
  • Sono disposto a farlo?

Rifletti su ciò che risuona in te

Come premesso, ci sono molte parti di noi ancora da esplorare. Diamo per scontata l’autoconsapevolezza ma in realtà non facciamo abbastanza per conoscerci davvero.  Pensa ai libri che ti sono piaciuti, ai film e ai programmi TV. Quali sono i personaggi che risuonano emotivamente con te? Per esempio, se sei «il figlio messo da parte», o peggio, «la pecora nera della famiglia», solo difficilmente riuscirai a risuonare con il protagonista più amato. Più facilmente potrebbe piacerti il non-protagonista o il cattivo della situazione. Beh, anche i tuoi gusti possono svelarti molto di te se sai come analizzarli!

L’autoriflessione può generare grandi intuizioni e spalancarti le porte su verità che ignoravi. E questo si traduce in nuove possibilità di essere! Se non l’hai già fatto, ti consiglio di leggere il mio libro bestseller «Riscrivi le Pagine della Tua vita», edito Rizzoli. Si tratta di un testo che va dissipare le più comuni ingenuità sul funzionamento della psiche, che fornisce nozioni e strumenti utili per conoscerti, capirti e apprendere nuovi modi di essere. Te lo consiglio da lettore a lettore. Se ti appassiona la psicologia e vuoi comprendere davvero la moltitudine di verità che risiedono dentro di te, è il libro giusto per te!

Autore: Anna De Simone, psicologo esperto in psicobiologia
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