La falsità è una delle dinamiche relazionali più dolorose e difficili da gestire. Essere ingannati, manipolati o traditi da qualcuno che consideravamo vicino può minare la nostra fiducia nelle relazioni e, a lungo termine, nella nostra stessa capacità di giudicare il prossimo. Riconoscere chi si comporta in modo falso nei nostri confronti è fondamentale per proteggerci, per stabilire confini sani e per circondarci di persone autentiche e sincere.
La falsità si manifesta in modi sottili e talvolta difficili da individuare. Potrebbe essere un collega che ti fa i complimenti in pubblico ma poi parla male di te alle spalle, un amico che sembra sempre disponibile ma sparisce nel momento del bisogno, un partner che finge di essere devoto ma nasconde segreti, o un familiare che si mostra premuroso solo per ottenere qualcosa in cambio.
Le persone false hanno spesso un interesse personale nascosto e utilizzano la manipolazione, le mezze verità e le strategie relazionali per raggiungere i loro scopi. Possono essere spinte dall’insicurezza, dal desiderio di controllo o dalla necessità di apparire migliori di quello che sono. A volte, la loro falsità è una forma di autodifesa, mentre in altri casi è una tattica deliberata per sfruttare gli altri.
Imparare a riconoscere i segnali della falsità non solo ci permette di proteggerci da eventuali delusioni, ma ci aiuta anche a costruire relazioni più solide e genuine. Essere consapevoli dei comportamenti falsi ci dà la possibilità di affrontare le situazioni con maggiore lucidità e di scegliere con cura chi vogliamo davvero nella nostra vita.
In questo articolo esploreremo i comportamenti più comuni delle persone false nei diversi contesti della vita quotidiana, fornendo una lettura psicologica approfondita di queste dinamiche e presentando esempi pratici per aiutarti a identificarle e a proteggerti da interazioni dannose.
Falsità nelle amicizie
L’amicizia è un valore fondamentale per il benessere psicologico. Avere una rete di supporto basata sulla fiducia e sul rispetto reciproco aiuta a costruire una solida autostima e un senso di sicurezza emotiva. Tuttavia, non tutte le persone che si definiscono “amiche” sono sincere: alcune relazioni si basano su opportunismo, manipolazione o gelosia nascosta.
1. Parole dolci, ma azioni contraddittorie
Alcuni amici sanno usare bene le parole per mostrarsi affettuosi, ma quando arriva il momento di dimostrarlo con i fatti, spariscono. Questa discrepanza tra ciò che dicono e ciò che fanno è un segnale chiaro di falsità.
- Esempio psicologico: Una persona con una bassa autostima potrebbe cercare di mantenere il controllo su un’amicizia attraverso la manipolazione emotiva, promettendo supporto ma ritirandosi nei momenti critici per evitare un vero coinvolgimento affettivo.
- Frase tipica: “Puoi sempre contare su di me!” – ma al momento del bisogno, nessuna traccia di loro.
2. Pettegolezzi e doppiezza
Chi parla male degli altri con te, probabilmente parlerà male di te con gli altri. Gli amici falsi spesso usano i pettegolezzi per creare alleanze e controllare le dinamiche sociali.
- Esempio psicologico: Il bisogno di sentirsi accettati può spingere alcune persone a diffondere informazioni riservate per guadagnarsi la simpatia di un gruppo.
- Frase tipica: “Non volevo dirlo, ma sai cosa ha fatto Marco?” – salvo poi raccontare a Marco qualcosa di simile su di te.
Falsità in famiglia
I legami familiari sono tra i più complessi, poiché influenzano profondamente lo sviluppo della nostra personalità e delle nostre relazioni future. Una famiglia sana è un sostegno, ma una famiglia tossica può diventare fonte di manipolazione emotiva e opportunismo.
1. Sostegno apparente ma critiche costanti
Alcuni familiari si mostrano premurosi, ma poi demoliscono ogni decisione con critiche nascoste dietro un’apparente preoccupazione.
- Esempio psicologico: Genitori con un forte senso di controllo possono utilizzare la critica continua come strumento per mantenere il potere sui figli, minando la loro autonomia.
- Frase tipica: “Lo dico per il tuo bene, ma forse dovresti rivedere le tue scelte.”
2. Manipolazione emotiva
Alcuni parenti usano il senso di colpa per ottenere attenzioni o per mantenere il controllo nelle relazioni familiari.
- Esempio psicologico: L’attaccamento ansioso può portare un genitore a usare il vittimismo per impedire al figlio di allontanarsi.
- Frase tipica: “Dopo tutto quello che ho fatto per te, ecco come mi ripaghi?”
Falsità sul lavoro
L’ambiente lavorativo è spesso teatro di competizione e strategie interpersonali. Riconoscere la falsità in questo contesto è fondamentale per mantenere il proprio equilibrio psicologico e professionale.
1. Il collega opportunista
Alcuni colleghi sembrano amichevoli ma in realtà cercano solo di ottenere vantaggi personali.
- Esempio psicologico: La mancanza di empatia spinge alcune persone a sfruttare gli altri per raggiungere i propri obiettivi, senza sensi di colpa.
- Frase tipica: “Siamo una squadra!” – ma poi prendono tutto il merito per il tuo lavoro.
2. Il superiore che promette senza mantenere
Molti leader usano promesse per mantenere alta la motivazione senza avere reale intenzione di premiare i dipendenti.
- Esempio psicologico: Il bisogno di controllo spinge alcuni datori di lavoro a usare la lusinga per trattenere i dipendenti senza offrire reali incentivi.
- Frase tipica: “Se continui così, ti aspetta una grande opportunità!” – ma quella opportunità non arriva mai.
Falsità nelle relazioni di coppia
Le relazioni amorose sono spesso il terreno in cui la falsità può fare più danni, poiché la fiducia e la vulnerabilità sono al centro di un legame autentico.
1. Doppia faccia e incoerenza
Un partner falso può mostrarsi amorevole in pubblico ma distante o svalutante in privato. Questa dissonanza crea confusione e insicurezza nel partner, che non sa più cosa aspettarsi.
- Frase tipica: “Ma dai, davanti agli altri sei sempre così allegra, perché con me fai questi drammi?” – negando la realtà emotiva dell’altro.
2. Promesse non mantenute
Chi mente nelle relazioni spesso fa promesse senza intenzione di rispettarle, creando una continua attesa e dipendenza emotiva nell’altro.
- Frase tipica: “Lo faremo la prossima volta, te lo prometto!” – ma la prossima volta non arriva mai.
3. Svalutazione mascherata da ironia
La falsità può anche presentarsi sotto forma di battute apparentemente innocue che, in realtà, minano l’autostima del partner.
- Frase tipica: “Sei davvero adorabile quando cerchi di spiegarmi qualcosa di serio!” – sminuendo le capacità dell’altro.
4. Proiezione e inversione della colpa
Un partner falso potrebbe accusare l’altro dei propri errori, facendolo sentire responsabile di qualcosa che non ha fatto.
- Frase tipica: “Sei tu che non mi dai abbastanza attenzioni, per questo ho scritto a quella persona!” – giustificando tradimenti o comportamenti scorretti.
5. Mancanza di empatia e ascolto selettivo
Una persona che mente o manipola evita di affrontare i sentimenti del partner e si concentra solo su ciò che le fa comodo.
- Frase tipica: “Ok, ma parliamo di cose più importanti adesso?” – minimizzando le emozioni altrui.
Perché le persone sono false?
Capire perché alcune persone assumono comportamenti falsi è essenziale per affrontarle in modo efficace. La falsità non nasce dal nulla: è spesso il risultato di fattori psicologici, esperienze di vita e schemi di relazione appresi nel tempo.
1. Insicurezza e bassa autostima
Molte persone false temono di non essere accettate per quello che sono realmente. Per questo costruiscono un’immagine diversa da quella autentica, cercando approvazione e consenso a tutti i costi.
- Esempio psicologico: Un individuo che teme il rifiuto potrebbe fingere di avere interessi o opinioni diverse dalle proprie per adattarsi a chi lo circonda.
- Frase tipica: “Anch’io la penso esattamente come te!” – anche se in realtà ha idee opposte, ma non vuole scontrarsi.
2. Bisogno di controllo e manipolazione
Alcune persone usano la falsità come strategia di manipolazione. Vogliono controllare le relazioni e ottenere vantaggi personali, facendo credere agli altri di essere leali e affidabili.
- Esempio psicologico: Chi ha tratti narcisistici tende a manipolare gli altri per soddisfare il proprio bisogno di potere e attenzione.
- Frase tipica: “Sei l’unico a cui posso dire questa cosa…” – ma in realtà lo dice a più persone per manipolare le loro emozioni.
3. Competitività e desiderio di successo
La falsità può essere alimentata dall’ambizione e dal desiderio di primeggiare sugli altri, soprattutto in ambienti lavorativi o sociali competitivi.
- Esempio psicologico: In un contesto aziendale, un collega può mostrarsi amichevole solo per ottenere informazioni da usare a proprio vantaggio.
- Frase tipica: “Io voglio solo aiutarti!” – mentre in realtà sta raccogliendo dati per superarti.
4. Paura del conflitto
Alcune persone non sono intenzionalmente false, ma evitano la sincerità per paura di scontri e discussioni. Preferiscono dire ciò che gli altri vogliono sentirsi dire piuttosto che affrontare un confronto.
- Esempio psicologico: Una persona con difficoltà nella gestione del conflitto potrebbe essere gentile in apparenza, ma nutrire rancore in silenzio.
- Frase tipica: “Va tutto benissimo!” – mentre dentro di sé è infastidito o arrabbiato.
5. Esperienze di vita e traumi passati
Chi ha vissuto relazioni difficili o è stato tradito in passato può sviluppare meccanismi di difesa che lo portano ad adottare comportamenti falsi per proteggersi.
- Esempio psicologico: Una persona che ha sofferto per amicizie tossiche può adottare una maschera per evitare di sentirsi vulnerabile.
- Frase tipica: “Non mi interessa davvero.” – quando invece è molto coinvolto, ma teme di soffrire.
A volte ci fidiamo delle parole, degli sguardi, delle promesse
Ci affidiamo ai gesti di chi dice di esserci, di chi afferma di volerci bene. Perché è naturale credere che chi ci sta accanto sia sincero. Ma poi arriva quel momento sottile e amaro in cui qualcosa non torna. Le parole, che un tempo ci scaldavano il cuore, cominciano a sembrare vuote, prive di un reale significato. L’ascolto diventa solo di facciata, una presenza fisica senza vera connessione emotiva. Le promesse, ripetute sempre uguali, non trovano mai concretezza, lasciandoci in una continua attesa che qualcosa cambi.
Ed è proprio allora che lo capiamo: non sempre chi ci sorride è davvero dalla nostra parte. La falsità può avere mille volti. Può nascondersi dietro il sorriso di un amico, dietro l’abbraccio di un familiare, dietro le parole dolci di una relazione d’amore. Può essere una bugia raccontata per paura del confronto, ma anche il silenzio di chi preferisce nascondere piuttosto che affrontare la verità. A volte la falsità non si manifesta con menzogne eclatanti, ma si insinua nelle piccole cose, nei dettagli trascurati, in quel senso di disagio che sentiamo ma che non riusciamo a spiegare.
Non è solo dire il falso: è non dire la verità, è fingere interesse senza davvero ascoltare, è restare per convenienza e non per scelta, è costruire rapporti basati sulla paura della solitudine piuttosto che sulla volontà autentica di esserci davvero. E allora, come possiamo proteggerci da questa falsità che mina le fondamenta delle nostre relazioni? Credo che la risposta sia imparare a guardare il mondo con occhi nuovi. Smettere di fermarci alle parole, e iniziare ad ascoltare davvero, non solo ciò che viene detto, ma anche ciò che rimane taciuto. Dare più valore ai gesti che alle frasi, osservare le azioni che seguono le promesse.
Proprio per questo ho scritto “Il mondo con i tuoi occhi”. Per raccontare il potere di cambiare prospettiva, di allenare il nostro sguardo interiore a riconoscere ciò che è vero e ciò che è solo una maschera. Perché nelle relazioni, di qualsiasi tipo, conta ciò che è autentico, non ciò che appare. Solo così possiamo costruire legami che ci fanno sentire visti, ascoltati, amati per ciò che siamo davvero.
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A cura di Ana Maria Sepe, psicologo e fondatrice della rivista Psicoasvisor
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