Dico «ti amo» ma non è vero amore. Tipi di amore che feriscono

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Dott.ssa in biologia e psicologia. Esperta in genetica del comportamento e neurobiologia. Scrittrice e founder di Psicoadvisor

Si parla spesso di dipendenza affettiva ma questo non è l’unico falso amore che unisce le coppie. Se provi a chiedere a 10 persone diverse di spiegarti il concetto di amore, avrai 10 risposte completamente differenti. Eppure l’amore non dovrebbe essere così soggettivo. Le coppie che si uniscono in nome dell’amore sano riescono a impegnarsi spontaneamente nel rispetto e nel sostegno del partner. Una coppia sana è composta da due persone indipendenti che stanno insieme perché nutrono un profondo amore empatico l’uno per l’altro.

11 tipologie di amore insano

Chi ama in modo sano è in grado di dare e prendere. L’amore, però, non è sempre così. Esistono diversi tipi di amore insano e… iniziamo da quello più conosciuto, l’amore dipendente.

Amore dipendente

Qui l’amore non è un sentimento spontaneo ma indotto da un bisogno. Chi soffre di dipendenza affettiva sente la necessità di avere il partner costantemente accanto, al contrario, chi ama in modo sano, può stare a distanza anche per lunghi periodi, certo ne avrà nostalgia ma riuscirà a sentirsi tranquillo purché sia sicuro che il partner sia felice.

Amore ossessivo

Rifacendomi agli stili di attaccamento di Bowlby, l’amore ossessivo si addice a chi ha sviluppato uno stile di attaccamento ansioso ambivalente. Questa persona proverà più volte un amore folle facendosi trascinare dal vortice della passione. In realtà, andrà incontro a idealizzazioni eccessive del partner che presenterà, inevitabilmente, proprio quei tratti caratteriali che egli stesso odia.

Amore evitante

Anche in questo caso non manca un riferimento alle teorie sull’attaccamento di Bowlby. In questo caso si tratta di una forma d’amore davvero difficile da scorgere. Questi sfortunati individui non hanno sviluppato una sicurezza emotiva, così finiscono per vivere la coppia e l’amore, con un freno a mano tirato. Desiderano fortemente l’amore ma lo vivono come un limite al loro desiderio di autonomia e autosufficienza. In questo contesto, la persona riesce a mostrare amore ma solo quando non è nella coppia. E’ paradossale ma un partner evitante riesce meglio a “lasciarsi andare” con un partner già sposato che con un partner motivato e innamorato!

Amore patologico

Tipico di chi ha una personalità mal strutturata o comunque, di chi non è riuscito a interiorizzare il concetto di amore perché non ne ha mai ricevuto. In amore, queste persone, spesso, sono incapaci di scegliere partner affidabili e si lasciano coinvolgere in relazioni distruttive con persone violente e aggressive. D’altro canto, queste stesse persone, possono adottare atteggiamenti opposti, cioè tendono a dar vita e a mantenere nel tempo, relazioni improntate su modalità comunicative violente e fredde, presentandosi come partner maltrattanti, o abusanti, tutto questo sempre in nome dell’amore (insano).

Amore borderline

Al contrario di ciò che fa intuire il nome, non è una prerogativa della personalità con disturbo borderline ma di chiunque abbia radicata in sé la paura della solitudine e la paura dell’abbandono.

Sebbene chi soffre di disturbo della personalità borderline tende ad avere uno stile di attaccamento disorganizzato che, in questo articolo, si configura come amore ossessivo, è anche vero che in queste persone è radicata una profonda paura della solitudine così finiscono per rimanere “invischiati” in una relazione per la semplice paura di rimanere soli.

Amore limitante

L’amore vero fa sì che entrambi i componenti della coppia possano esprimere a pieno il loro potenziale. L’amore limitante, invece, frena la crescita emotiva (talvolta anche professionale) di uno o di entrambi i componenti della coppia. In questo sistema, la coppia vive un rapporto chiuso soffocando ogni possibilità di crescita. L’amore di questo tipo, generalmente caratterizzato da forte possessione e gelosia, è spesso destinato a soffocare e la coppia a separarsi, fatta eccezione poi se subentra un legame di dipendenza affettiva o codipendenza.

Amore codipendente

E’ un modello molto comune, soprattutto quando nella coppia il partner soffre di un disturbo narcisistico, borderline e talvolta anche evitante. Il sottomesso non deve necessariamente soffrire di un disturbo di dipendenza, semplicemente essere incline alla sottomissione (bassa autostima) e avere una personalità fragile.

Chi ha una bassa autostima sente il bisogno di essere guidato, non sentendosi capace di prendere decisioni, finisce con il legarsi e instaurare relazioni con persone dominanti, prevaricatrici e che finiscono per gestire la loro vita assottigliando ulteriormente la loro autostima. Purtroppo non c’è amore in questa coppia perché non esiste reciprocità: l’amore sano prevede un rapporto paritario e non ruoli rigidi.

Amore accudente

Certo, in qualsiasi coppia c’è sempre chi ha un ruolo un po’ più accudente ma come premesso, non esistono schemi rigidi e la relazione è paritetica. In genere, il soggetto che vive una relazione del genere è stato trascurato durante la sua età evolutiva e così, per compensare, si ritrova partner con disturbi emotivi o “difficili” con la missione di guarirli.

Non si tratta di amore perché il soggetto in questione, a causa delle sue pregresse carenze affettive, tende a compensare il suo vissuto attraverso un’identificazione con il partner, un tentativo di salvare il partner che in realtà coincide con un tentativo interiore di salvare se stesso.

Innamoramento

Molto comune, soprattutto tra le giovani coppie. In genere nella coppia non c’è molta autenticità e le relazioni basate su questa forma d’amore sono destinate a spegnersi nel giro di pochi mesi…. a meno che non subentri la dipendenza affettiva o la paura della solitudine. I partner non si conoscono abbastanza e tendono a mostrare solo la parte migliore del proprio carattere. L’amore non ha una sua forma ben delineata: si dovrebbe parlare di passione ma non amore.

Amore per missione

C’è poi chi vive l’amore come una missione. Portava avanti la relazione è l’unica cosa che conta, è un impegno che prescinde dalla passione, dall’intimità o dall’autenticità. Il motivo? Non vogliono accettare un fallimento, forse perché hanno idealizzato il concetto di coppia/famiglia o perché temono di vivere la fine della storia come un tragico fallimento personale. A volte, relazioni di questo genere vanno avanti a scapito dei figli e del partner stesso.

Amore rassegnato

Capita spesso nel matrimonio o nelle coppie molto mature dove uno dei partner (o entrambi) non riesce ad accettare la fine dell’amore e della relazione, così vive una continua dissonanza cognitiva.

In parole povere, uno dei partner si autoconvince che quello che c’è nella coppia è amore, che in fondo tutte le coppie arrivano a quel punto e che, in ogni caso, la passione è destinata a svanire così come i sentimenti ad affievolirsi. Insomma, questa persone vede più conveniente distorcere l’intero concetto d’amore piuttosto che accettare la fine della sua relazione! Non meravigliarti, si tratta di una dissonanza molto comune.

L’accordo implicito in coppia che crea la nostra gabbia

Nella coppia, la cosa non viene palesata ma c’è un accordo implicito che recita più o meno così: io soddisferò i tuoi bisogni inconsci e tu soddisferai i miei. Questo accordo non dovrebbe esserci ma è ciò che capita a tantissime coppie. Nell’ideale, ognuno dovrebbe soddisfare da sé i propri bisogni e con l’altro, persegue unicamente il desiderio di condivisione e unione. Solo così è possibile il vero appagamento perché solo in questo modo sarà possibile perseguire i due scopi fondamentali della vita: appartenere (e quindi coltivare vicinanza affettiva con l’altro) e affermarsi (e quindi coltivare la propria autonomia emotiva).

Allora cosa fare? Impara a osservare le relazioni che stringi e soprattutto, impara a sintonizzarti con il tuo mondo interiore, su quelli che sono i tuoi bisogni inconsci che cerchi di appagare mediante gli altri ma che potresti benissimo soddisfare da te! Semplicemente, nessuno ti ha mostrato ancora come si fa. Quando veniamo al mondo, ci insegnano a leggere e a scrivere, ci insegnano la matematica, la storia, tutti apprendimenti importanti, per carità… ma si dimenticano di fornirci una buona educazione psicoaffettiva, che è il presupposto necessario per crearsi una vita felice. Se ti va di fare un “corso di recupero accelerato”, ti consiglio la lettura del libro «d’Amore ci si Ammala, d’Amore si Guarisce» (disponibile in tutte le librerie e su amazon, a questo indirizzo), troverai un bel po’ di risposte su come funziona il tuo mondo interiore e finalmente riuscirai a perseguire i due scopi fondamentali della vita: coltivare intimità e vicinanza e, al contempo, affermare la tua identità e autonomia.

Autore: Anna De Simone, psicologo esperto in psicobiologia
Autore del bestseller «Riscrivi le pagine della tua vita» (tradotto in 5 lingue) e del nuovo «d’Amore ci si Ammala, d’Amore si Guarisce».
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