Non riesci a fare le cose? Ti manca la disciplina emotiva

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La disciplina emotiva è quella cosa che non ti fa mangiare fuori orario, che non ti trattiene a guardare serie tv fino alle 2 di notte quando devi essere a lavoro per le 8. La disciplina emotiva è quell’ingrediente che ti fa fare le scelte migliori per il tuo interesse, a prescindere dall’impulso del momento!

Ora, poniti questa domanda: sei dotata di disciplina emotiva?

Se così fosse, non dovresti avere difficoltà a seguire una routine, un programma di fitness in palestra, un sano regime alimentare, un piano di studi per un esame… o qualsiasi programma finalizzato al raggiungimento di un obiettivo.

La disciplina emotiva ha molto a che fare con i confini che hai con te stessa. I confini hanno molto a che fare con… la tua infanzia e l’educazione emotiva che hai ricevuto dai tuoi genitori. Facciamo il punto della situazione!

I confini personali in psicologia

Se hai letto i miei precedenti articoli, sai che i confini personali sono uno strumento indispensabile per regolare le distanze tra te e gli altri. Sono utili per “proteggerti” da chi è troppo invadente e prevaricatore e che servono per la tua auto-affermazione. In pratica i confini scandiscono come tu vuoi essere trattata.

Bene, però hai anche bisogno di porre dei confini con te stessa. I confini ti consentono di monitorare il tuo comportamento e di creare uno stile di vita adeguato alle tue aspettative. I confini ti fanno capire ciò che per te è giusto e ciò che non lo è. Riescono a tracciare una linea immaginaria tra ciò che puoi/vuoi fare e ciò che non farai, sono un modo per esprimere l’amore e la stima che nutri per te stessa.

In pratica, i confini vanno a creare una sorta di disciplina emotiva che ti autotutela, assolvono alle funzioni più banali (tipo, non bere caffè di sera, mantieni una buona igiene orale…) a quelle più complesse (ti fanno mantenere un comportamento adeguato per raggiungere obiettivi a lungo termine).

Carenza di disciplina emotiva

La tua amica Sara riesce a fare la dieta, sta seguendo un programma di training e tu, invece, a stento riesci a stare a passo con il lavoro. Perché alcune persone hanno una più spiccata disciplina emotiva?

L’errore di molti è pensare: “si tratta di volontà… quando c’è forza di volontà c’è tutto”. 

Eh, magari fossimo così lineari! Siamo fatti di incongruenze, emozioni dissonanti, vissuti irrisolti… Siamo davvero troppo complessi per poter ridurre tutto alla parola “volontà”. Certo, la forza di volontà è essenziale, è un motore trainante, ma è necessario che anche tutti gli altri ingranaggi funzionino a ritmo!

Se sei stata fortunata come la tua amica Sara, hai avuto genitori che hanno modellato bene i tuoi confini, così hai imparato ad assumere sane abitudini e sei riuscita a costruirti la tua routine personale.

Sara, crescendo è riuscita a interiorizzare quei confini che incorporano amore, autotutela e stima di sé. Ha imparato che la cura di sé è importante e comporta anche fare scelte sane.

Quando nasce l’autodisciplina emotiva?

Non tutti sono stati fortunati come Sara. C’è chi ha avuto genitori privi di confini (che bevevano, mangiavano o fumavano eccessivamente, che cambiavano spesso partner, vivevano in modo estremo…) o incoerenti (che ponevano regole ai figli che però non rispettavano in prima persona). Noi abbiamo modellato i nostri confini sul comportamento dei nostri genitori e sull’educazione che abbiamo ricevuto.

Quando tua madre ti chiedeva di smettere di giocare per l’ora di pranzo o di andare a dormire entro una certa ora, ti stava insegnando che alcune cose devono essere fatte anche se non si ha voglia. Ti insegnava, implicitamente, anche la differenza tra ciò che è giusto per te e ciò che è sbagliato.

Quando i tuoi genitori ti hanno assegnato delle mansioni da fare in casa su base giornaliera o settimanale e ti “controllavano” affinché tu svolgessi i tuoi compiti, ti hanno insegnato che fare qualcosa che non vuoi fare può portarti a delle ricompense piacevoli. Stesso discorso per i “no” che hai ricevuto quando volevi degli snack extra o degli spuntini fuori orario….

Tutte queste azioni amorevoli attuate dai tuoi genitori, funzionano solo se svolte con sufficiente sintonia emotiva. In altre parole, se i tuoi genitori ti hanno dato delle regole ma sono stati carenti da un punto di vista affettivo, le sole regole non sono bastate.

Se il bambino riceve dei compiti da svolgere percependoli come obblighi opprimenti, se le mansioni da svolgere sono troppe, troppo complicate o troppo controllate…. o al contrario, se non vi sono affatto mansioni da svolgere, il bambino non avrà modo di modellare dei confini sani.

Un’educazione lassista (hai presente quando i genitori lasciano fare qualsiasi cosa hai figli?) non insegna confini, ne’ insegna la differenza tra giusto e sbagliato. Stesso discorso per un’educazione rigida e severa.

Nella tua infanzia hai interiorizzato la capacità evitare di fare cose che non vuoi fare e l’inverso, cioè riuscire a portare a termine compiti che non vorresti svolgere. Hai fatto tue queste capacità interiorizzando le voci dei tuoi genitori che, in seguito, nella tua età adulta, sono diventate le tue decisioni. Se questo argomento ti affascina, puoi leggere il mio articolo dedicato alla struttura del sé (es, io e super io).

Allora è tutta colpa dei miei genitori?

Ecco un errore molto comune. Quando noi di Psicoadvisor.com descriviamo un meccanismo psicologico non stiamo incolpando nessuno, ne’ giustificando determinate condotte. Stiamo solo dando una spiegazione.

Sfortunatamente è vero, buona parte delle condotte che assumiamo sono state apprese durante l’infanzia e non è facile cancellare o cambiare un apprendimento così remoto. Il lato positivo è che siamo adulti pensanti e come tali possiamo adoperarci per migliorare, per affrontare un cammino di crescita personale.

Non è sano, ne’ saggio incolpare i genitori. I genitori hanno le loro lotte personali. Le vecchie generazioni sono cresciute (a loro volta) con genitori emotivamente negligenti. La maggior parte dei genitori (ma non tutti!) cerca di fare del proprio meglio. Un genitore può deluderti, può ferirti, può fare tante cose… ma tu puoi lottare per te stessa e per avere una vita migliore. Insomma, puoi costruirti da sola i tuoi confini e la tua autodisciplina emotiva. Non sarà facile, ci saranno battute d’arresto, sconfitte, vittorie… ma puoi costruire i tuoi nuovi percorsi mentali. Tu hai potere su te stesso.

Ti consiglio di leggere il mio articolo: puoi essere, per te stesso, un genitore interiore migliore del genitore biologico che hai avuto

Come aumentare la disciplina mentale e avere confini sani

Innanzitutto ti dico ciò che non devi fare: aspettarti un cambiamento catartico! Quindi non cercare di cambiare di punto in bianco imponendoti delle condotte comportamentali che ancora non ti appartengono.

Inizia a conoscere te stessa così da creare confini che davvero possano riflettere i tuoi valori.

Per esempio, vuoi andare a fare un’esperienza di lingue all’estero. Vuoi andarci perché sei una persona espansiva e avventurosa o perché è quella l’immagine di te che vuoi dare? Quante decisioni prendi per te stessa e quante, invece, solo per poter mostrare qualcosa agli altri? Imparando a conoscerti riuscirai a capire come prendere buone decisioni in base ai tuoi reali bisogni. Quindi conoscersi è un requisito propedeutico.

Ora che sai perché è importante scandire dei confini sani (anche con se stessi) ecco un esercizio utile che può aiutarti.

Identifica le diverse aree della tua vita che sono, per te, fonte di forte insoddisfazione (salute fisica, alimentazione, salute emotiva, routine quotidiana, procrastinazione, gestione del tempo, relazioni, gestione delle risorse economiche…). Se sei molto insoddisfatta della tua vita, agisci un’area per volta. Pretendere di cambiare tutto e investire energie in più ambiti potrebbe generare frustrazione e insoddisfazione. Procedi con questo principio elementare: una cosa per volta!

Una volta individuato l’ambito d’azione, poni dei piccoli obiettivi da portare a termine su base quotidiana. L’impostazione dei confini è un processo lento, i confini che usi attualmente si sono creati lungo tutta la tua infanzia; dovrai concederti tempi generosi se vuoi ridefinire le cose.

Usa la responsabilità compassionevole e il dialogo interiore per incoraggiarti nei piccoli cambiamenti. Sii sempre gentile con te. Essere troppo severi con se stessi o irrealistici nel fissare obiettivi, significa autosabotarsi. Ricorda che alla base dei confini e dell’autodisciplina emotiva c’è la stima e l’amore di sé. Sii, per te stesso, il genitore interiore compassionevole che non hai avuto.

Apporta modifiche incrementali. Quando la prima piccola modifica sarà rientrata nella tua routine, dai spazio ad altri cambiamenti.

Esulta per ogni piccolo “goal segnato”. Anzi, non limitarti a programmare le cose mentalmente ma scrivile. Metti nero su bianco quelli che sono i tuoi obiettivi della giornata.

Esempio di esercizio pratico

Fissa tre mansioni che vuoi portare a termine. Possono riguardare anche aree diverse, l’importante è che siano alla tua portata.

Esempi di cose da NON fare:

  • mangiare fuori orario
    Se sei abituata a fare tanti spuntini, allora conceditene 2 o 3 al giorno, magari più sano o impostando un limite massimo di calorie. Sul tuo foglio scriverai, “mangiare lo snack X in pomeriggio”.
  • Guardare serie tv fino a tardi
    Poni un limite al numero di episodi che puoi vedere. Sul tuo foglio scriverai, “interrompere l’episodio alle ore 23.30″ oppure “vedere solo 2 episodi in pomeriggio…”.
  • Rispondere alle email di lavoro dopo le 19
    Smetti di lavorare, ogni giorno, alla stessa ora. Sul tuo foglio scriverai “dalle h. 19 mi dedico al relax e stacco la spina dal lavoro”. 

La vita non è tutta un “devo devo devo…”. Chi non sa gestire i suoi confini finisce per sfociare in eccessi. Per esempio, c’è chi si ritrova a lavorare anche nei weekend senza mai staccare la spina… L’esercizio è finalizzato a cercare il giusto equilibrio per tracciare i confini tra “ciò che è buono” e “ciò che è dannoso” per sé.

Ogni sera, scrivi i tre obiettivi del giorno successivo.  Se si tratta di obiettivi difficili come impostare delle routine che avranno ricompense solo a lungo termine (piano di studi, raggiungimento del peso forma, preparazione atletica per una maratone…)  accompagnali anche con tecniche di visualizzazione così come ti ho spiegato nell’articolo: allenamento mentale per ritrovare la forma fisica.

Nota Bene:
per una scelta prettamente personale (che può essere non condivisa ma comunque rispettata) ho deciso di scrivere rivolgendomi a un pubblico femminile. E’ chiaro che tali dinamiche e consigli possono estendersi a chiunque!

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Un commento su “Non riesci a fare le cose? Ti manca la disciplina emotiva”

  1. Cara Anna, mi riservo di leggere altri suoi articoli in quanto ho trovato questo scritto con garbo e con giusto accompagnamento a poter credere che ci si possa migliorare.
    Molti altri colleghi trattano l’argomento in maniera superficiale, piena di ripetizioni di esortazioni che tutti già sappiamo.
    Come che dire che muoversi anziché stare fermi fa meglio, quasi nessuno ci avesse pensato.
    La resistenza al cambiamento (ne so qualcosa….ci lavoro da decenni…) spesso ha dentro di se radici antiche e profonde….e vissuti che sono una combinazione di eventi e di “vicinanze” che, in un elemento già compromesso di base, non aiutano ad uscirne.
    Quando si raggiunge la consapevolezza di tutto però, magari si é andati talmente avanti che tutto l’essere è intriso di comportamenti non funzionali, pensieri negativi con i quali devi farci i conti costantemente per deviare, cambiare, sostituire.
    E non è un lavoro da poco perché nel frattempo l’autosabotaggio inconsapevole ha fatto un ottimo lavoro…
    Non resta che andare avanti sperando che il lavoro che si sta facendo (eh si..un passo avanti e due indietro…) possa dare frutti.
    Anche se, per concludere, vorrei far presente un paio di aspetti spesso presenti in chi fa fatica a “esserci”…..: Il mancato riconoscimento dei propri , anche se piccoli, successi.
    La tendenza alla ciclicità umorale, per cui alternando stati positivi nei quali tutto par funzionare, e tutto ciò che provi a fare ha riscontro, ripiombi in stati negativi che annullano la sensazione positiva di te stesso e ti fanno pensare che fosse il caso e non i tuoi sforzi a fare andare meglio le cose.
    Una piccola testimonianza da chi da anni ci prova e sicuramente si autosabota perché più si va avanti e più si radica questa tendenza fino poi a essere, forse, un inconsapevole scelta di vita……..forse…boh.
    Cordiali saluti…

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