Teoria psicodinamica di depressione e somatizzazioni: l’emulazione del mito genitoriale

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Illustrazione: MERRILEE LIDDIARD

Le aspettative naturali che ogni individuo ha, se vengono ripetutamente frustrate, determinano una naturale reazione di rabbia e di risentimento nei confronti di se stessi o delle persone che ci circondano. Tali rancori spesso non vengono estrinsecati ma interiorizzati e compressi, diventando la causa di depressione e somatizzazioni.

L’infanzia è un momento di ” seduzione emotiva”fondamentale per la salute fisica e mentale del futuro adulto ed è molto importante la formazione di un buon “legame di attaccamento” fra il bambino e chi si prende cura di lui. Con il procedere della costruzione del legame, il bambino s’identifica e cerca attivamente il contatto con i genitori o con chi ne fa le veci.

La frantumazione o la mancata formazione del “legame di attaccamento”, può produrre un bambino – ed un futuro adulto- incapace di provare empatia. Alla base del mancato processo di attaccamento, molte volte c’è un problema di abbandono genitoriale.

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Nella misura in cui siamo in grado di vivere le relazioni armonizzando in noi stessi l’istanza logica con l’emotiva, si consegue il benessere interiore. Nella vita di ciascuno di noi la relazione originaria più significativa è proprio quella genitoriale esplicitata nel duplice modello rispettivamente di madre e di femmina per la mamma e di padre e di maschio per il papà.

L’Emulazione del mito Genitoriale

L’Emulazione del mito Genitoriale venne studiata inizialmente da Stefano Benemeglio che si rese conto conto che l’individuo è portato istintivamente ad aver paura che sono presenti in lui gli stessi difetti e vizi comportamentali riscontrati al genitore del medesimo sesso e al contempo ritiene che persone significative di sesso diverso possano avere gli stessi difetti o vizi comportamentali attribuiti al genitore di sesso opposto

Il processo identificativo nei confronti del genitore assume così risvolti determinanti per ciascuno di noi. Rispetto a modelli comportamentali genitoriali positivi si verifica una identificazione di tipo attrattivo che favorisce l’introiezione; rispetto invece al genitore conflittuale, l’identificazione emulativa si presenta prevalentemente come repulsiva (perché non si vogliono subire le medesime sofferenze provate dal genitore e perciò si evitano i suoi vizi e difetti).

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Nel momento in cui l’atto di ribellione, espresso contro il genitore conflittuale, fallisce, la persona prende atto di essersi comportata proprio come lo stesso genitore che non voleva emulare: l’aspetto comparativo comporta di conseguenza che l’individuo se, per esempio, ha subito un blocco genitoriale si aggancerà sempre nei confronti di coloro che lo faranno soffrire e pentirsi con sensi di colpa.

Genesi della depressione e delle somatizzazioni

Secondo la teoria psicodinamica del professor Benemeglio, la depressione scaturisce da sentimenti di rabbia e rancori implosi per sensi di colpa: l’individuo accusa infatti se stesso di non essere stato in grado di gestire al meglio i rapporti di relazione con le persone significative della sua vita, con i propri sogni o desideri.

Ecco perchè l’individuo manifesta un’ espressione di rabbia attraverso la depressione o le somatizzazioni

Psicodinamica della depressione

Come già accennato, secondo questa teoria psicodimnamica, un individuo è portato istintivamente a temere di avere in sé gli stessi difetti e vizi comportamentali che attribuisce al genitore del medesimo sesso, e al contempo teme che le persone significative che incontra nella vita possano avere i medesimi difetti e vizi comportamentali attribuiti al genitore del sesso opposto al suo. Nel primo caso accuserà depressione, nel secondo caso somatizzazioni.

Depressione come meccanismo di difesa

La paura dell’emulazione del mito genitoriale porta l’individuo ad adottare una maschera nel tentativo di nascondere e correggere tali difetti. L’attuazione di questo meccanismo di difesa può risultare imperfetta e pertanto condurre l’individuo ad errori comportamentali in cui prende corpo il conflitto tra l’istanza logica e l’istanza emotiva.

In altri termini l’individuo accende una guerra con se stesso talmente forte che per motivi di auto protezione risulta necessario attivare un sistema per anestetizzare la rabbia e i rancori verso se stesso. Tale anestetico è la depressione. Paradossalmente, più l’individuo è depresso e meno rabbia avverte verso se stesso, più somatizza e meno rabbia avverte verso gli altri.

Quando invece si riducono la depressione e le somatizzazioni l’individuo tende ad atti di autolesionismo e di aggressività che rappresentano il momento in cui l’effetto anestetizzante della depressione e delle somatizzazioni viene meno, abbassando i suoi freni inibitori.

(Fonte: Stefano Benemeglio)

Sono stati fatti numerosi studi, scritti altrettanti libri, ma questa teoria che vede il nostro rapporto con i genitori quale possibile causa scatenante della depressione (quando non e’ fisiologica) sembra piuttosto valida.

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