Giochi di potere nei rapporti di coppia

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Una coppia sana è quella in cui si riesce a mantenere un equilibrio tra dipendenza e autonomia, tra l’affermazione del proprio sé e il riconoscimento di quello dell’altro. Ma cosa succede quando questo equilibrio si sbilancia? I giochi di potere nelle coppie si manifestano quando uno dei due oppure entrambi smettono di guardare anche all’altro per concentrarsi solo su stessi.

Cosa sono i giochi di potere

I giochi di potere avvengono in qualsiasi tipo di rapporto interpersonale, da quello familiare a quello amicale, finanche a quello lavorativo. Sono determinati dalla capacità di dirigere e influenzare la relazione e possono riguardare diversi ambiti, come ad esempio la gestione economica e la sessualità.

Quando si parla leadership, spesso ci si riferisce a comportamenti di autorità e comando, ma la leadership è in realtà tutt’altra cosa e riguarda l’affidabilità e il carisma di una persona. Il leader è colui che riesce a spronare l’altro a sviluppare la propria autonomia e la propria realizzazione personale. Se all’interno della coppia c’è un leader, essa non può che beneficiarne. Il problema è che spesso, al posto di esso, c’è solo qualcuno che ha bisogno di esercitare una forma di controllo sull’altro.

Chi per primo ha teorizzato i giochi di potere all’interno delle relazioni è lo psicoterapeuta statunitense  Stephen Karpman, il quale ha identificato – nel suo Triangolo Drammatico (1968) – tre ruoli principali che solitamente si assumono all’interno di questi tipi di relazioni: il ruolo di vittima, di persecutore o di salvatore.

Come si manifestano

In generale, i giochi di potere nella coppia si manifestano con comportamenti manipolatori che tendono a sottomettere l’altro e a renderlo dipendente. La sensazione più volte manifestata, anche durante le mie terapie con persone che hanno vissuto questa esperienza, è che non si è più un soggetto ma un oggetto.

A volte si fa fatica a comprendere che si è vittime di giochi coppia. Ma è anche difficile rendersi conto di quanto si sia carnefici, per questo alla fine ti lascerò un esercizio da fare, in modo che possa avere consapevolezza di ciò che sei all’interno del rapporto di coppia che stai vivendo.

La parità di coppia

Parlando di parità di coppia, spesso la si confonde con la suddivisione equa delle responsabilità nella gestione quotidiana oppure con la collaborazione. In realtà la parità in una relazione non riguarda la decisione su chi debba lavare i piatti o fare la lavatrice, su chi si occupa della gestione economica e chi di quella dei figli.

La parità si riferisce invece proprio alla gestione del potere all’interno della coppia, e questo potere riguarda l’espressione equilibrata di forza, valore e competenza.

Una coppia equilibrata è quella in cui entrambi i partner hanno le stesse possibilità di scelta; in cui i soggetti sentono di appartenersi ma non di essere dipendenti l’uno dall’altro. Il potere, in una coppia equilibrata, è condiviso, non è sbilanciato solo da una parte.

Il dominio all’interno della coppia

Quando all’interno della coppia uno dei due partner sente la necessità di confermare la sua personalità e il suo dominio, e l’altro tende ad assecondarlo per non deluderlo o per paura di perderlo, assistiamo appunto ai cosiddetti giochi di potere.

Gli squilibri in una coppia possono essere causati da differenze individuali ma anche sociali o culturali, da differenti storie di vita o possibilità di accesso a quelle che vengono definite fonti di potere, come il denaro o il sesso.

Alcuni esempi…

Potresti per esempio esserti visto negare un rapporto sessuale oppure potresti esserne stato indotto con la forza. Potresti avere a che fare con una persona che gestisce il suo denaro senza fartene partecipe, magari sottolineando spesso che non sei in grado di partecipare economicamente alle finanze. O ancora con una persona che non ti fa partecipe della sua vita e non parla di sé, ma pretende di sapere ogni che ti riguarda. Ma potresti essere anche tu questa persona, senza che ne abbia ancora consapevolezza.

In conclusione ricorda che, nella gestione dei rapporti di coppia è molto importante anche il tipo di comunicazione che viene utilizzata. Per parlare di questo però servirebbe un post dedicato, per cui per ora preferisco rimandarti alla visione di un mio video sulla comunicazione empatica, che potrà aiutarti a chiarirti un po’ le idee.

Giochi di potere nella coppia: capire chi è vittima e chi è carnefice

È bene precisare, innanzitutto, che anche chi si sente vittima ha una grande responsabilità nelle relazioni in cui esistono dei giochi di potere. Se sei arrivato a comprendere che qualcuno ti domina e ti dirige, dovresti anche chiederti: Perché? Chi lo ha permesso? Chi decide davvero?

Le relazioni hanno un meccanismo circolare e non seguono una logica lineare. Le azioni di uno causano la risposta dell’altro. Ed è questa risposta che determina il verificarsi di situazioni di potere o di equilibrio. Oppure di rinuncia, qualora ci si dovesse render conto che quel tipo di relazione non è ciò di cui si ha davvero bisogno.

Per concludere, ti lascio un esercizio da fare, in modo che tu possa avere consapevolezza del tuo rapporto di coppia e riesca a capire quale ruolo ricopri all’interno di essa.

Esercizio – Vittima o carnefice?

In questo esercizio, non solo capirai se all’interno di una relazione detieni il potere o ne sei vittima, ma anche a come fare per provare a riportare equilibrio. Cominciamo!

Mettiti comodo, in un posto silenzioso, e pensa alla relazione che vivi e che ritieni essere squilibrata. Guardala come se fosse un filmato. Osservati dall’esterno, come se colui che osservi non fossi tu, ma un’altra persona. Solo in questo modo potrai giudicare obiettivamente.

Scoprire chi, in una coppia, è in stato di diseguaglianza, non è facile. Non lo è perché, come ti ho già detto, le relazioni sono circolari e proprio per questo si mantengono come in un “circolo vizioso”. Osservando la tua relazione come se stessi vedendo un film, dovresti chiederti:

  1. Chi si trova in uno stato di diseguaglianza?
  2. Chi risulta essere superiore o inferiore?
  3. In quali contesti avviene questo disequilibrio?

Osserva bene le azioni e chiediti cosa fa l’uno e cosa fa l’altro per non permetterlo. Non fermarti solo sulle parole che vengono dette ma anche sul linguaggio non verbale, che è spesso quello che ci rivela più cose. Un gesto, uno sguardo, un’azione…

Una volta individuata questa diseguaglianza, passa ad immaginare quale tipo di nuova direzione vorresti dare alla tua relazione. Anche qui, dovrai creare un filmato nella tua mente. Dovresti immaginare quali nuove azioni o risposte ad esse vorresti mettere in atto in futuro per permettere alla relazione di riequilibrarsi. Tutto ciò ti permetterà di stabilire l’obiettivo delle tue azioni o delle tue reazioni future.

Ti faccio un esempio

Poniamo il caso che ti sia riconosciuto nel ruolo di vittima. Prendi ad esempio una delle azioni che ritieni sia stata fatta per esercitare potere su di te. Supponiamo che questa azione riguardi il dissenso del tuo partner in merito al tuo desiderio di poter andare a mangiare una pizza con gli amici. Adesso immagina due opzioni di risposta alla sua disapprovazione. Potrebbero essere per esempio queste:

  1. Sorridi, bypassando il suo dissenso e comunicando che è tua intenzione farlo e che saresti contento se lo facesse di tanto in tanto anche lei.
  2. La abbracci e le dici che saresti contento se ogni tanto fosse presente alle serate con i tuoi amici.

Ovviamente è solo un esempio, ma puoi immaginare tutte le situazioni e formulare anche più opzioni di risposta. Immagina anche quale sarebbe la sua reazione e se le tue risposte potrebbero contribuire a riportare equilibrio nella coppia.

Non ti resta a quel punto che mettere in pratica ciò che hai immaginato, nel momento in cui si presenta la medesima situazione. Ricorda sempre che per vivere in modo equilibrato ogni tua relazione, devi prima di tutto imparare ad amare te stesso.

A cura di Gerry Grassi, psicologo psicoterapeuta, specialista in Psicoterapia Breve Strategica e Ipnosi Ericksoniana. Riceve nei suoi studi di Milano e Livorno. Email info@gerrygrassi.com

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