10 passi per imparare a vivere senza rimorsi

rimorsi

“Ecco di cosa è fatta la coscienza, di tessuto cicatriziale… Brandelli e pezzetti di rimorso cuciti insieme un anno dopo l’altro, fino a tracciare un motivo preciso, irrepetibile. “(Margaret Millar)

Vivere senza rimorsi implica non pochi sforzi ma sta di fatto, che dal punto di vista psicologico, i rimorsi hanno effetti molto negativi; quando siamo in balia dei rimorsi, tutte le nostre funzioni cognitive sono “assorbite” e dedicate ad eventi del passato che non esistono più se non nella nostra mente.

Quando osserviamo dietro di noi e facciamo un rapido ripasso delle decisioni che abbiamo preso durante la vita, forse ora, riconsiderandole sotto nuovi punti di vista, ci rendiamo conto che ci siamo sbagliati e questo ci causa ansia e, ovviamente, rimorso. Questo inevitabilmente toglie preziose risorse al presente, ci impedisce di cogliere nuovi stimoli, perchè intrappolati nei sensi di colpa.

Ecco perché è necessario stabilire le nostre priorità

Non dobbiamo sentirci responsabili verso persone che ostacolano la nostra libertà o che ci feriscono. I carichi pesanti e le catene causano profonde ferite nella nostra crescita personale.Nel corso della vita arriviamo a nascondere molte cose e lo facciamo pensando che, in questo modo, riusciremo a mantenere in equilibrio tutto quello che ci circonda:

  • Zittiamo i nostri desideri e i nostri bisogni perché non si adattano alle necessità della nostra coppia o della famiglia
  • Ingoiamo molte parole per non ferire le persone
  • Tratteniamo la voglia di fare certe cose perché ci diciamo che non è il momento, che è troppo tardi, che ci renderemo ridicoli.

In qualche modo, si può dire che viviamo più concentrati sul fuori che sul dentro. Ma quanti aspetti comporta il nostro atteggiamento?

Non possiamo considerare egoista una persona che tiene conto delle proprie necessità e agisce liberamente e in accordo al suo modo di essere. Fare quello che si vuole può e deve rientrare nei limiti del rispetto e dell’equilibrio.

La felicità si fonda sulla fiducia e sul rispetto

La libertà è una necessità e un’aspirazione essenziale dell’essere umano. Dobbiamo ricercarla, nei limiti delle nostre possibilità. Dobbiamo essere liberi di scegliere ciò che vogliamo e ciò che non vogliamo, sempre e comunque. È importante disporre di questa libertà per poter decidere il cammino personale e professionale da intraprendere.

La libertà all’interno della comunicazione è basilare, solo con essa riusciamo ad essere coerenti con quello che proviamo, pensiamo, facciamo. Una discrepanza tra questi tre aspetti, alla lunga, finirà per ferire la nostra autostima.

Fate quello che sentite con rispetto e saggezza, senza tenere conto delle critiche

Quando agiamo in base ai nostri desideri, considerando i nostri limiti e le priorità, non dovremmo essere ostacolati o frenati da nessuno.

“Non indugiare sui peccati e gli errori del passato in modo così esclusivo che non ti restino energia e risorse mentali per vivere correttamente oggi, e non pensare che i peccati di ieri possano impedirti dal vivere puramente oggi.”(James Lane Allen)

Chi ha un figlio lo mette al primo posto, sa di avere obblighi familiari e lavorativi. Tuttavia, questi aspetti non devono per forza farci innalzare muri davanti alla nostra crescita personale. Il segreto sta nel trovare il giusto equilibrio, perché niente e nessuno può avere il controllo assoluto delle nostre vite. Si tratta di fare tutto con passione e piacere, sapendo che i nostri sforzi sono ben spesi.

Le 10 chiavi per imparare a vivere senza rimorsi

1. Dai valore alle tue priorità

Come abbiamo già detto, le priorità sono un aspetto vitale a cui non possiamo e non dobbiamo rinunciare. Teniamo però conto che:

Le priorità non devono assumere il dominio della nostra vita. La vita non è solo lavoro, non è solo orbitare intorno alla coppia né vivere tutto il giorno concentrati sui figli, soprattutto se sono già grandicelli (ricordiamo che è importante stimolare anche la loro libertà personale e la loro indipendenza).
Le priorità non possono essere troppe, di solito non sono più di tre: famiglia, lavoro, crescita personale (ovvero la sfera che riguarda solo noi stessi).

2. Convinciti: pensare a se stessi non significa essere egoista

Quanto è difficile seguire questo consiglio! “Come faccio a pensare a me stesso/a quando tante persone hanno bisogno di me?” Ma questo approccio non è corretto. Il pensiero “sano” è: “mi preoccupo per me stesso/a e cerco di essere felice, solo così posso dare il meglio di me agli altri”.

3. Relativizza le critiche

Probabilmente i tuoi familiari si stupirebbero a vedere un simile cambiamento. Come ti è venuto in mente di iscriverti a quel corso? Perché vuoi fare questo viaggio? Non posso credere che vi siete lasciati dopo tutto questo tempo!

Quello che pensano gli altri non importa e le spiegazioni le diamo solo una volta. Ognuno è artefice della propria felicità e per essere felici, è necessario trovare l’equilibrio tra quello che vogliamo, pensiamo, necessitiamo e facciamo. Arriva sempre un momento nella vita in cui cominciamo a dire “faccio quello che sento e non mi dispiace”. È il passo verso la maturità e la libertà personale, la fase in cui ci muoviamo rispettando gli altri, ma soprattutto noi stessi.

4. Amati

Può sembrare stupido ma è certo che le persone si auto colpevolizzano costantemente perché sono troppo rigide con se stesse e non si vogliono abbastanza bene. Per liberarci da questo problema ti invito a immaginarti di essere un bambino piccolo e indifeso. Cosa faresti trovandoti davanti a un bimbo indifeso? Certamente ti avvicineresti e offriresti il tuo amore tentando di trasmettergli sicurezza.

Tuttavia, ciò che facciamo con il nostro “io” interiore è colpevolizzarlo e recriminargli tutto ciò che non ha saputo fare in modo diverso. Certo, avevamo altre possibilità ma … che senso ha piangere sul latte versato?

A questo punto dobbiamo renderci conto che il nostro “io” non è perfetto, sbaglia e soffre tante paure e disagio per la difficoltà a decidersi proprio come un bambino piccolo. Insomma, piuttosto che gridargli la nostra disapprovazione dovremmo dargli amore e sicurezza. Dovremmo comprendere che anche se abbiamo sbagliato siamo comunque sempre persone di valore.

5. Concediti di sbagliare

Il fatto che ci concediamo di sbagliare non vuole dire che la nostra vita si trasformerà in una catena di decisioni sbagliate. Piuttosto vuole dire che comprendiamo di essere umani e che a volte possiamo anche sbagliare.

Le persone che vivono con i rimorsi non si rendono conto che stanno semplicemente valutando le decisioni prese in passato alla luce di nuove informazioni con le quali non contavano in precedenza. Per questo motivo, quando valutiamo le nostre decisioni, è imprescindibile renderci conto che abbiamo fatto la cosa migliore possibile rispetto ai dati che avevamo a disposizione.

6. Chiedi aiuto

Se esiste una ragione per la quale vale la pena di avere dei rimorsi è di non avere mai chiesto aiuto quando potremmo averlo fatto. Normalmente le persone esterne al nostro problema possono intravedere soluzioni che non riusciamo a vedere. Infine, chiedere consiglio agli altri è fondamentale per assicurarci che stiamo prendendo la decisione giusta.

7. Esprimi i tuoi sentimenti

La società ci insegna spesso a nascondere i nostri sentimenti, ad ogni modo esprimere ciò che proviamo è un ottimo esercizio per alleviare lo stress ed essere più felici. Quando le persone sono capaci di dimostrare in modo assertivo ciò che provano, riescono ad avere una vita molto più felice e possono lasciare perdere i problemi con molta più facilità. Quando il nostro comportamento, pensieri e sentimenti, sono congrui, non esistono ragioni per avere dei rimorsi. Dobbiamo reclamare più spesso i nostri diritti ma anche dire “ti amo” a noi stessi con più frequenza.

8. Godi di ogni istante

I problemi che dobbiamo affrontare quotidianamente fanno sì che il nostro corpo e la nostra mente si trovino in due posti distinti allo stesso tempo. In questo modo, non risolveremo il problema e tanto meno godremo appieno dei momenti piacevoli che ci regala la vita.

Per vivere con meno stress ed essere un poco più felici, è essenziale imparare ad essere pienamente coscienti e questo significa che dovremo vivere ogni situazione con l’intensità che merita. Riscoprire il piacere della natura e della buona compagnia possono essere un buon inizio.

9. Assumi dei rischi

Una delle cause principali del rimorso dipende dal non avere colto una opportunità quando questa si è presentata. Il problema sta in che le diverse opportunità si presentano sempre sotto forma di rischio e tutti abbiamo la tendenza ad essere cauti.

A questo punto, sottolineo che rischiare non significa lanciarsi nel vuoto per vivere semplicemente delle emozioni forti ma piuttosto soppesare tutti i pro e contro, valutare se ne vale la pena ed eventualmente accettare la sfida. Non vi è nulla di peggio che chiedersi: “cosa sarebbe accaduto se avessi fatto …?”

10. Impara a lasciar perdere

Quando siamo compromessi emotivamente con una persona o con una situazione non è facile lasciare perdere tutto. Certamente non è qualcosa che avviene immediatamente ma è fondamentale che ci sforziamo di mantenere questo atteggiamento.

Dobbiamo ricordare che “lasciare perdere” non significa dimenticare ma piuttosto ricordare senza rancore, gelosia o rimorsi. Lasciare perdere significa che la vita segue il suo corso e che il passato resta solo come esperienza utile alla quale attingere.

RICORDA…

Il presente che passa mentre siamo impegnati a pensare al passato o a decidere cosa fare nel futuro non ce lo ridarà mai più indietro nessuno. Troppo spesso, come diceva John Lennon “la vita è quello che ci succede mentre noi pensiamo ad altro” e, rubando le parole a Woody Allen, “si vive una volta sola e qualcuno neanche una”.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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