La difesa di Jacob, profilo del perfetto psicopatico

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la difesa di jacob recensione
La difesa di Jacob: recensione e trama

Titolo: La difesa di Jacob (Defending Jacob)
Miniserie di 8 puntate
Anno: 2020
Temi trattati: psicopatia, psicobiologia, psichiatria biologica, sindrome generale di adattamento, correlazioni tra corredo genetico e comportamento, strumenti diagnostici, teoria sui tratti di personalità, breack-down psicofisico (esaurimento nerovoso).
Voto: 3/5 
Colonna sonora: 7/10

La miniserie è basata sull’omonimo romanzo di William Landay. Per leggere l’estratto del romanzo, ecco la pagina ufficiale Amazon dedicata al libro.

La trama

Andy Barber (Chris Evans) è l’assistente procuratore distrettuale di Newton (cittadina del Massachussetts), vive una vita tranquilla con sua moglie Laurie (Michelle Dockery) e suo figlio Jacob di 14 anni. Le cose si complicano quando è chiamato a investigare su un crimine il cui autore potrebbe essere proprio il piccolo Jacob.

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Il crimine in questione è l’omicidio di un ragazzo di nome Ben, un bullo della classe di Jacob. Mentre la trama si svolge, Andy sarà sollevato dal caso e inizierà a raccogliere prove in difesa di Jacob, diversa sarà la reazione di sua moglie Laurie che inizierà a nutrire dei dubbi sulla reale innocenza del figlio.

Jacob è innocente?
Chi è stato ad uccidere Ben? 
Perché Andy è stato convocato dal grand jury?

Entro questi misteri si svolgono gli episodio del criminal drama “In difesa di Jacob”.

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I primi due episodi introduttivi sono molto lenti. Mark Bomback e Morten Tyldum (i creatori della serie per Apple TV+) hanno scelto una presentazione dei personaggi molto soft con il rischio di annoiare il telespettatore con le prime puntate. La resistenza iniziale sarà ripagata negli episodi di coda che sveleranno intrighi, misteri e un finale a sorpresa.

Piccolo curiosità: nell’episodio uno, Andy (Chris Evans, noto per il ruolo di Captain America dei The Avengers della Marvel) costringe suo figlio Jacob ad alzarsi dal letto mettendo la canzone Black in Black degli AC/DC, colonna sonora di Iron Man.

Recensione e rassegna psicologica

Attenzione!
Quanto riportato in seguito andrebbe letto solo dopo la visione. La spiegazione delle dinamiche psicologiche è ricca di spoiler. 

Andy Barber è un uomo introverso, riflessivo e dedito al lavoro che svolge con passione: vice procuratore distrettuale. Il procuratore distrettuale è un funzionario pubblico che svolge ruoli simili a quelli del nostro pubblico ministero. Ha a che fare con reati penali, in particolare con crimini violenti e ricopre la carica di avvocato per l’accusa.

Il tema dei crimini violenti sembra essere molto centrale nella vita di Andy. Ben presto si scoprirà che suo padre non è semplicemente andato via quando era bambino, ma che è un assassino detenuto in carcere per l’omicidio di una giovane donna. Andy non aveva rivelato l’identità di suo padre neanche alla moglie, tacendo a chiunque questo segreto.

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la difesa di jacob trama

Mentre si svolgono le indagini su Jacob, Andy prepara la sua difesa. Dato che il nonno di Jacob è un assassino, vale la pena un approfondimento genetico sull’intera famiglia. Lo stato dovrà provare la colpevolezza di Jacob e se riuscirà nel suo intento, Andy potrà ottenere uno sconto di pena invocando la vulnerabilità genetica.

Anche in Italia, come nei tribunali del Massachussetts, la vulnerabilità genetica può essere impiegata come attenuante per determinati crimini.

Il gene guerriero o gene della violenza

Nel preparare la sua difesa, Andy si affida a un ottimo avvocato e a una specialista in psichiatria biologica. Le indagini sul DNA di Jacob evidenzieranno la mancanza del gene guerriero (MAOA-L), che si eredita dalla madre. Il gene guerriero, anche noto come gene dell’omicida, è correlato a caratteristiche quali:

  • Comportamenti aggressivi, provocatori e conflittuali
  • Maggiore disponibilità ad assumere rischi nella vita privata e professionale
  • Capacità di valutare meglio le proprie possibilità di successo in situazioni critiche

Correlazione tra genetica e comportamenti violenti

Nonostante la mancanza del gene dell’omicida, l’analisi del DNA mette in evidenza delle caratteristiche genetiche che si ereditano dalla linea paterna e che sono presenti da tre generazioni:

  1. Il padre di Andy, cioè l’assassino,
  2. Andy, un uomo che è sempre a contatto con crimini violenti,
  3. Jacob, un ragazzino accusato di omicidio.

Le caratteristiche vedono il gene Grin1 (Glutamate Ionotropic Receptor NMDA Type Subunit 1) associato a tratti come impulsività e incoscienza. Un gene implicato nei meccanismi d’azione della dopamina correlato a una capacità limitata di empatia; inoltre l’analisi ha evidenziato una forma recettoriale per il testosterone nota per indurre comportamenti violenti.

gene guerriero
L’esperta in psichiatria biologica parla con Laurie, la mamma di Jacob

Grazie a queste prove genetiche, in caso di condanna, la difesa di Jacob avrebbe potuto invocare la vulnerabilità genetica, anche se la psichiatra saggiamente puntualizza che non è il patrimonio genetico a trasformare una persona ordinaria in un assassino, la matrice genetica non può prescindere dai fattori ambientali. “Se un giovane ha già sviluppato un senso della moralità, questi geni non fanno scattare di punto in bianco il cervello”.

La precisazione della psichiatra è stata doverosa, soprattutto considerando gli attuali movimenti contro la psicobiologia e la psichiatria biologica attivi soprattutto in Italia. Una matrice genetica è stata correlata a disturbi quali il bipolarismo, la schizofrenia e la depressione, tuttavia è sempre importante sottolineare che il corredo genetico da solo non basta ma che si parla di concause, dove i fattori ambientali come l’ambiente educativo, affettivo e sociale, giocano un ruolo altrettanto importante.

La carta della vulnerabilità genetica non verrà mai usata in tribunale, perché lo stato ritirerà tutte le sue accuse contro Jacob, ritenendo un’altra persona responsabile del crimine. Peccato che la persona accusata dallo stato si sia suicidata in circostanze sospette.

Test psicologici

Non solo test del DNA, la psichiatra ha usato con Jacob una serie di strumenti diagnostici come l’inventario della personalità e l’inventario dei tratti problematici. Gli Inventari di personalità per il DSM-5 (PID-5) misurano i tratti di personalità non adattivi in cinque domini: Affettività negativa, Distacco, Antagonismo, Disinibizione e Psicoticismo.

Il quadro d’insieme (cioè il risultato dei test psicodiagnostici e delle indagini genetiche) mostra una persona con tendenze antisociali, comportamenti violenti, condotte manipolative e compromesse capacità empatiche. 

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Sindrome generale di adattamento

Nonostante il ritiro delle accuse da parte della Procura, i genitori iniziano a nutrire dei sospetti su Jacob. Il motivo? Andy scoprirà che dietro la confessione del pedofilo suicida c’era sua padre che, dal carcere, aveva assoldato un killer. Anche questo è un segreto che Andy deciderà di tacere fino a un altro episodio.

La famiglia Barber, accusata di omicidio, in un primo momento aveva retto bene lo stress e le pressioni del caso. La prima a cedere è stata Laurie, la madre che durante le indagini sul figlio ha iniziato ad essere assalita da dubbi e immagini ossessive: suo figlio è un assassino?

Laurie aveva una percezione dicotomica del figlio: da un lato il tenero bambino che aveva allevato e dall’altro uno psicopatico privo di paura, di compassione ed empatia. Questa visione dualistica richiama l’illusione ambigua della figura di Boring, cioè un’immagine che al contempo rappresenta una giovane donna o il profilo una vecchia signora.

La figura di Boring citata nel film

La pressioni delle indagini per omicidio si sono fatte sentire molto sui coniugi, ad un certo punto lo stress è prevalso.

Hans Selye definì come “Sindrome Generale di Adattamento” quella risposta che l’organismo (mente e corpo) mette in atto quando è soggetto agli effetti prolungati di molteplici fattori di stress. Da un lato, Andy risponde allo stress chiudendosi in se stesso e annegando nell’alcool i suoi dubbi, Laurie risponde allo stress con la ruminazione ossessiva. Ruminazione che la porterà a non tollerare più una realtà in cui il figlio può essere uno psicopatico. Perché dopo un’attenta analisi, l’immagine di Laurie non è più ambigua come la figura di Boring, Laurie vede chiaramente il figlio come uno psicopatico.

Il raptus

Laurie va incontro a un vero e proprio break-down psicofisico, getta via l’album di fotografie del piccolo Jacob e con questo gesto è come se per lei l’innocenza di suo figlio fosse morta. La donna carica suo figlio in auto e inizia a pressarlo con domande sulla morte del compagno di scuola; in un raptus, la donna accelera ed esce deliberatamente fuori strada schiantandosi sull’ingresso di una galleria. Jacob va in coma e la procura convoca in grand jury per indagare le dinamiche dell’incidente.

Laurie non ricorda nulla del suo raptus (una rimozione legata alla commozione cerebrale e ai meccanismi di difesa dell’Io) e il grand jury la riterrà innocente.

Questo articolo è parte della rubrica cinematografica e delle serie tv di Psicoadvisor, curata dalla dott.ssa Anna De Simone. Se ti è piaciuto questo articolo, puoi seguirci su Facebook: sulla Pagina Ufficiale di Psicoadvisor e sul profilo FB di Anna De Simone 

Studi per approfondire

Studi sul “gene del guerriero

  • Cary Frydman et al., MAOA-L carriers are better at making optimal financial decisions under risk, Proc. R. Soc. B, (2010)
  • Rose McDermott et al., Monoamine oxidase A gene (MAOA) predicts behavioral aggression following provocation, Proc. Natl Acad. Sci., (2008)
  • Beaver et al., MAOA Genotype is Associated with Gang Membership and Weapon Use, Comprehensive Psychiatry, (2009)

Studi sul gene GRIN1

Curiosità: un polimorfismo del gene GRIN1 è associato alla schizofrenia. Il gene è studiato per la sua implicazione nell’autismo e nel comportamento alimentare, in particolare dei pazienti diabetici.

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