La lettera che la tua autostima scriverebbe a chi ti ha ferito

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Il dolore, soprattutto se causato gratuitamente da un nostro caro, logora nel profondo fino a consumarci nell’animo.

Ancora più triste è constatare che spesso tendiamo a sguazzare nel dolore: lo facciamo ogni volta che ci aspettiamo da qualcuno quello che poi non riceviamo, ogni volta che sopravvalutiamo o sottovalutiamo noi stessi, ogni volta che permettiamo a qualcuno di farci del male non solo per la prima volta, ma anche per una seconda, terza, quarta…. creiamo interi equilibri che vertono sul nostro malessere, senza ribellarci.

E se, come per incanto, riuscissimo a ottenere la forza e la lucidità per liberarci dal dolore estirpandolo alla radice, proprio come se fosse un erbaccia? In questa evenienza potremmo scoprire un modo nuovo di vivere, un modo inedito di rapportarsi al prossimo, potremmo sentirci alleggeriti sia nel corpo che nell’anima. Un salto di qualità tangibile… ma come ottenerlo? Proviamo a iniziare con un esercizio introspettivo, una semplice lettera.

Prepara carta e penna. “scrivere una lettera e poi bruciarla è un atto psicomagico che esercita grande potere riparatorio sull’inconscio” – A. Jodorowsky.  Se è vero ciò che sostiene lo scrittore Alejandro Jodorowsky, non ci resta che mettere tutto “nero su bianco”.

“Non so se è meglio amare o essere amati, ma è bello sapersi sempre meritevoli d’amore.”

Proviamo a scrivere una lettera al nostro carnefice, ma il vero scrittore non sei tu che soffri, resisti e annaspi, la penna dovrai impugnarla tu per compilare il dettato che arriva direttamente dalla tua autostima ferita.

Un’autostima che attende le sue rivincite, che vuole essere nutrita e alimentata. Prova a scrivere la lettera che la tua “autostima scriverebbe a chi ti ha più ferito”. Elimina ogni filtro e lascia parlare il tuo amor proprio.

La lettera che la tua autostima scriverebbe a chi ti ha ferito

“Non cerco vendetta, sei una persona tossica. Anche se ho tutte le ragioni di sentirmi sdegnata ed emotivamente devastata, devo andare avanti e voltare pagina.

E aver aperto gli occhi mi fa stare bene e in pace con me stessa: mi amo, mi guardo allo specchio e vedo di nuovo la mia luce, quella che a causa tua avevo smarrito e che mai più intendo perdere. Come ci sono riuscita? Beh, non è stato facile, mi hai fatto molto male.

Per lungo tempo il dolore ha respirato con me, si è seduto a tavola con me, mi ha seguito in ogni ora del giorno. Lo stesso dolore che si è nascosto dietro a ogni mio pensiero, ogni mia emozione, ogni mia azione.

Ti ho amato con la sensazione di non meritarlo, questo amore. Mi hai fatto sentire vuota, sbagliata, stupida, indegna… eppure non cercavo nulla di straordinario; volevo semplicemente essere amata e rispettata.

 Non dimenticherò mai questo dolore insopportabile, né tutto quello che mi hai dato: un grande amore maltrattato, offeso e imbrogliato. Non credi?

Che cosa potrei raccontare di te, se non sprazzi della mia sofferenza?  È difficile raccogliere i pensieri, rievocare la nostra storia e visualizzare un solo episodio non contaminato dall’egoismo che c’è in te. Non c’è stata gioia intorno a me. Non ho visto sorrisi rassicuranti, non ho sentito abbracci confortanti, non ho ascoltato parole incoraggianti…

Ovvio, essendo tu senz’anima, senza emozioni e senza amore è stato facile svuotarmi e farmi morire lentamente. Non mi hai ucciso, però. E ora mi sento viva più che mai.

Di colpo, all’istante sei diventato un estraneo. In piena serenità potrei perfino chiederti: hai mai provato imbarazzo o rimorso? Forse sono stata presa di mira perché sono tutto quello che tu non puoi essere?

Beh non importa, non intendo capire il perchè. Rischierei di cadere nel rancore;  un sentimento che non voglio con me. Il rancore fa provare paura, odio…sensazioni di cui voglio sbarazzarmi. Non ti temo!

Ora sono pronta ad affrontare le persone come te, a stare faccia a faccia con chi offende l’amore. Sto riprendendo il comando su me stessa.

Mi sto riappropriando della voglia di vivere, oltre della voglia di credere in me stessa. Ora, il mio tempo scorre in armonia con i miei valori; so cosa piace A ME, cosa scegliere e soprattutto chi scegliere e chi merita la mia attenzione. Mi accetto volentieri e accetto il mio carattere. Certo, ho i miei limiti  ma non ho te che li amplifichi o che ne inventi di nuovi per sminuirmi  e insinuarmi dubbi sul mio valore.

Ho riscoperto quanto sia meraviglioso vivere in funzione di ciò che desidero IO e sono giunta alla conclusione che scrivere questa lettera sia il più grande atto di amor proprio che possa fare a me stessa. All’ombra di un amore sbagliato e maltrattato ho dato alla luce l’amore per me stessa”

Firmato,
LA MIA AUTOSTIMA

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