La lettera che la tua autostima scriverebbe a chi ti ha ferito

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor

Il dolore, soprattutto se causato gratuitamente da un nostro caro, logora nel profondo fino a consumarci nell’animo. Ancora più triste è constatare che spesso tendiamo a sguazzare nel dolore: lo facciamo ogni volta che ci aspettiamo da qualcuno quello che poi non riceviamo, ogni volta che sopravvalutiamo o sottovalutiamo noi stessi, ogni volta che permettiamo a qualcuno di farci del male non solo per la prima volta, ma anche per una seconda, terza, quarta…. creiamo interi equilibri che vertono sul nostro malessere, senza ribellarci.

A minare più duramente l’autostima è soprattutto la fine di una relazione e la separazione definitiva dalla persona amata. Tristezza, sconfitta, senso di perdita e paura di affrontare il futuro tolgono il respiro. Se poi non riusciamo a capirne le ragioni, allora disperazione e rabbia si alternano alla sensazione di abbandono e, al tempo stesso, di essere in qualche modo responsabili del comportamento dell’altro.

La prima cosa che viene in mente in momenti come questo, infatti, è: “Se mi fossi comportata/o diversamente, forse non mi avrebbe lasciato/a”. Insomma, la fiducia in se stessi viene meno e la sensazione di aver sbagliato tutto ci assale. E’ facilissimo sentirsi inadeguati e senza valore, anche se si ha una lista infinita di ragioni per essere soddisfatte di sé e della propria vita. E se, come per incanto, riuscissimo a ottenere la forza e la lucidità per liberarci dal dolore estirpandolo alla radice, proprio come se fosse un erbaccia? In questa evenienza potremmo scoprire un modo nuovo di vivere, un modo inedito di rapportarsi al prossimo, potremmo sentirci alleggeriti sia nel corpo che nell’anima. Un salto di qualità tangibile… ma come ottenerlo? Proviamo a iniziare con un esercizio introspettivo, una semplice lettera.

La scrittura è uno strumento prezioso, soprattutto quando si soffre

Scrivere consente di mettere nero su bianco i propri pensieri, il dolore, la sofferenza; permette di dare una forma a delle ferite invisibili, ci permette di tirarle fuori dal cuore, ed è questo il primo passo per riuscire a guarirle, a lasciar andare ciò che ci ferisce.

“Scrivere una lettera e poi bruciarla è un atto psicomagico che esercita grande potere riparatorio sull’inconscio” – A. Jodorowsky.  Se è vero ciò che sostiene lo scrittore Alejandro Jodorowsky, non ci resta che mettere tutto “nero su bianco”.

Prova a scrivere una lettera al tuo carnefice, ma il vero scrittore non sei tu che soffri, resisti e annaspi, la penna dovrai impugnarla tu per compilare il dettato che arriva direttamente dalla tua autostima ferita. Un’autostima che attende le sue rivincite, che vuole essere nutrita e alimentata. Prova a scrivere la lettera che la tua “autostima scriverebbe a chi ti ha più ferito”. Elimina ogni filtro e lascia parlare il tuo amor proprio.

La lettera che la tua autostima scriverebbe a chi ti ha ferito

“Non cerco vendetta, sei una persona tossica. Anche se ho tutte le ragioni di sentirmi sdegnata ed emotivamente devastata, devo andare avanti e voltare pagina. E aver aperto gli occhi mi fa stare bene e in pace con me stessa: mi amo, mi guardo allo specchio e vedo di nuovo la mia luce, quella che a causa tua avevo smarrito e che mai più intendo perdere.

Come ci sono riuscita? Beh, non è stato facile, mi hai fatto molto male. Per lungo tempo il dolore ha respirato con me, si è seduto a tavola con me, mi ha seguito in ogni ora del giorno. Lo stesso dolore che si è nascosto dietro a ogni mio pensiero, ogni mia emozione, ogni mia azione. Ti ho amato con la sensazione di non meritarlo, questo amore. Mi hai fatto sentire vuota, sbagliata, stupida, indegna… eppure non cercavo nulla di straordinario; volevo semplicemente essere amata e rispettata.  Non dimenticherò mai questo dolore insopportabile, né tutto quello che mi hai dato: un grande amore maltrattato, offeso e imbrogliato. Non credi?

Che cosa potrei raccontare di te, se non sprazzi della mia sofferenza?  È difficile raccogliere i pensieri, rievocare la nostra storia e visualizzare un solo episodio non contaminato dall’egoismo che c’è in te.  Non c’è stata gioia intorno a me. Non ho visto sorrisi rassicuranti, non ho sentito abbracci confortanti, non ho ascoltato parole incoraggianti… Ovvio, essendo tu senz’anima, senza emozioni e senza amore è stato facile svuotarmi e farmi morire lentamente. Non mi hai ucciso, però. E ora mi sento viva più che mai.

Oggi è il primo giorno della mia seconda vita” E voglio farne la mia più grande opera d’arte. Mi sono resa conto di aver buttato al vento troppa energia, troppo tempo, troppe emozioni. Ho lasciato che i miei sentimenti fossero calpestati come delle foglie morte quando erano frammenti di me da maneggiare con cura. Ho sprecato troppo della mia vita finora, l’ho sprecata dando importanza alla persona sbagliata e non dandone alla persona giusta.

Di colpo, all’istante sei diventato un estraneo. In piena serenità potrei perfino chiederti: hai mai provato imbarazzo o rimorso? Forse sono stata presa di mira perché sono tutto quello che tu non puoi essere? Beh non importa, non intendo capire il perchè. Rischierei di cadere nel rancore;  un sentimento che non voglio con me. Il rancore fa provare paura, odio…sensazioni di cui voglio sbarazzarmi. Non ti temo! Oggi ho imparato cosa significano l’amor proprio, il rispetto per se stessi, il perdono, la gentilezza, la pace e ho imparato a dare il giusto valore a tutto.

Ora sono pronta ad affrontare le persone come te, a stare faccia a faccia con chi offende l’amore. Sto riprendendo il comando su me stessa.  Mi sto riappropriando della voglia di vivere, oltre della voglia di credere in me stessa.

Ora, il mio tempo scorre in armonia con i miei valori; so cosa piace A ME, cosa scegliere e soprattutto chi scegliere e chi merita la mia attenzione.  Mi accetto volentieri e accetto il mio carattere. Certo, ho i miei limiti  ma non ho te che li amplifichi o che ne inventi di nuovi per sminuirmi  e insinuarmi dubbi sul mio valore.

Ho riscoperto quanto sia meraviglioso vivere in funzione di ciò che desidero IO e sono giunta alla conclusione che scrivere questa lettera sia il più grande atto di amor proprio che possa fare a me stessa. All’ombra di un amore sbagliato e maltrattato ho dato alla luce l’amore per me stessa” (Ho scritto la lettera al femminile per rendere meglio il concetto ma è bene precisare che tali dinamiche non hanno distinzione di genere).

Firmato,
La mia autostima

Come tutte le esperienze, una relazione distruttiva ci segna e ci insegna

Il viaggio “di ritorno” alla tua autostima, cioè al senso del valore di te che avevi prima di conoscere quella persona e prima che la vostra storia finisse, può richiedere un po’ di tempo e certamente dedizione e determinazione da parte tua. Dopotutto, quello che stai vivendo non è certo il primo dolore che ti trovi ad affrontare! Quello che voglio trasmettere è che il dolore è superato quando si torna ad avere una propria vita, quando le decisioni non hanno più nulla a che vedere con il passato
Quando, nonostante le umiliazioni subite, si torna a guardare avanti e il dolore è integrato nel nostro psichismo, una parte di vita, come tante altre, allora possiamo dire di essere guariti.

Ciò di cui abbiamo davvero bisogno è sentirci al sicuro. In modo disfunzionale, per perseguire questo obiettivo, cerchiamo riparo dalla solitudine negli altri, cerchiamo accettazione negli altri, pretendiamo comprensione dagli altri e… se non l’avessi ancora capito, cerchiamo all’esterno tutto ciò che in realtà possiamo già trovare dentro di noi! Tutto ciò che, in realtà, è già dentro di te, ben sepolto, e aspetta solo di emergere in superficie.

Per imparare a conoscerti e scoprire davvero chi sei e cosa ti porti dentro, ti consiglio la lettura dei miei libri, “Riscrivi le Pagine della Tua Vita» e «d’Amore ci si Ammala, d’Amore si Guarisce”, entrambi già bestseller su Amazon.  Intendiamoci, un libro non ti cambierà la vita ma potrà fornirti gli strumenti utili per riconoscere, ai primissimi segnali, se la tua relazione si sta dirigendo nella direzione giusta. Non solo, avrai modo di capire se TU, riesci davvero a esprimerti per ciò che sei. Ognuno presume di conoscersi ma, in realtà, sono tantissime le cose che ignora e questo ignorare può far deragliare. Così finiamo per definirci come amanti della natura o dello sport ma non fare nulla per perseguire quelle “passioni”, finiamo in uno stato di passività e, tutto questo, si ripercuote sul proprio benessere e quello della coppia. Continuando a cercare fuori ciò che in realtà ci portiamo già dentro. Se vuoi iniziare a essere davvero il protagonista indiscusso della tua vita, è il libro giusto per te.

Come avrai capito, quando riuscirai a far entrare le scienze psicologiche nella tua vita, tutto assumerà un significato diverso, riuscirai a sperimentare modalità di esistere del tutto inedite e ti sorprenderà scoprire quanti meravigliosi doni può tenderti il tuo “groviglio”. Mi sono presa due anni per scrivere i due manuali di psicologia che io stessa avrei voluto leggere prima ancora di iscrivermi alla facoltà di Psicologia! Adesso sta a te. Se ti senti solo, ti consiglio di iniziare da questo: d’Amore ci si Ammala, d’Amore si Guarisce, mentre se sei molto sensibile e le emozioni sono troppo intense, inizia dal primo. Li trovi in tutte le librerie o su Amazon, a questo indirizzo:

A cura di Ana Maria Sepe, psicologo e fondatrice della rivista Psicoasvisor
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