Come trovare la persona giusta in un mondo difficile

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trovare la persona giusta
Mi ha meravigliato scoprire che un buon numero di italiani digita sui motori di ricerca domande tipo: come trovare la persona giusta oppure come riconoscere la persona giusta. In effetti investiamo molte energie nel cercare la persona giusta, quella con la quale condividere la nostra vita. Ci affanniamo per fare la scelta giusta e tentiamo di carpire quali sono i segnali per riconoscerla… tuttavia, in questa ricerca tutta volta all’esterno, trascuriamo un fattore cruciale: noi stessi.

Come trovare la persona giusta

La persona giusta è quella che con noi condivide valori e obiettivi. Per riconoscere la persona giusta dovremmo prima imparare a conoscere profondamente noi stessi, tu ci hai mai provato? Hai mai provato a conoscere realmente quelli che sono i tuoi valori e i tuoi scopi di vita? Hai mai tentato di comprendere perché i tuoi valori sono organizzati in un certo modo? Scommetto di no… se avessi iniziato a scoprirti davvero, avresti capito che la persona giusta sei tu e ogni altro quesito sarebbe stato superfluo.

Scoprire che tu sei la persona giusta ti consentirà di stringere legami solo con persone altrettanto giuste. Sembra un gioco di parole ma ciò che sto tentando di dirti è molto semplice: riuscirai a trovare la persona giusta solo quando capirai che la persona giusta per te stessa sei tu, per prima!

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Il partner va cercato nel “Mondo esterno” e non nel “Mondo interno”

L’amore non ha il compito di colmare un vuoto o di terminare un’opera incompiuta. Alcuni aspettano la persona giusta con la pretesa che questa possa sistemargli in qualche modo la vita ma non funziona così. Ognuno ha il potere di completarsi da solo, di poter costruire una propria dimensione entro la quale sentirsi soddisfatti.

“Così uno pianta il suo giardino e decora la sua anima,
al posto di aspettarsi che qualcuno porti fiori.” – V. A. Shoffstall

Le persone vivono simultaneamente in un mondo interno e in un mondo esterno, l’errore in cui molti cadono nel cercare la persona giusta è confondere il proprio mondo interno con quello esterno. 

Nel mondo interno c’è la nostra storia personale, ci sono immagini e residui delle relazioni con gli altri importanti (genitori); questi “residui” (come definiti da Greenberg e Mitchell, 1983) influenzano fortemente il funzionamento psichico e il contesto di attaccamento che sperimentiamo da adulti. E’ stata la “Teoria delle Relazioni Oggettuali” il primo tentativo in ambito psicoanalitico di indagare la relazione tra mondo interno e mondo esterno fino a focalizzare l’interesse nell’ambito affettivo entro cui l’individuo si sviluppa. E’ alla Teoria delle Relazioni Oggettuali che dobbiamo il concetto di falso sé che sviluppiamo in base alle attese (implicite o esplicite) degli altri importanti.

Il “mondo interiore di ognuno di noi si sviluppa con le prime esperienze significative. In pratica ognuno di noi regola la propria affettività in base alla propria esperienza psicologica. La nostra mente nasce e si sviluppa mediante una serie di identificazioni con gli altri importanti.

Riconoscere la persona giusta

La scelta del partner, della persona giusta, può essere intesa come la ricerca della persona con cui realizzare un’aspettativa soggettiva in parte legata alla necessità di sperimentare quel Senso del Noi  già vissuto in passato (G. Klein, 1976). In pratica, nel presente cerchiamo un sentimento di appartenenza che possa in qualche modo rimodellare il nostro mondo interno, in particolare in relazione con la rappresentazione dei legami con i genitori e della dinamica della coppia parentale (detto in termini semplicistici, il modo in cui mamma trattava papà e viceversa).

Sentiamo il bisogno di rimodellare il nostro mondo interiore quando ci trasciniamo bisogni insoddisfatti e conflitti irrisolti mai emersi o poco affrontati a livello consapevole.

Quando cerchiamo la persona giusta, dunque, solo all’apparenza facciamo una ricerca in ciò che è esterno, tuttavia l’innamoramento e la ricerca sono fattori che hanno più a che fare con uno stato soggettivo del Sé piuttosto che alla ricerca di qualcosa che è fuori dal Sé.

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Nel cercare un partner selezioniamo quelle caratteristiche che possono servire allo scopo di rimodellare il nostro mondo interno, pertanto il partner dovrà accogliere tutti gli aspetti proiettati e coinvolgersi a sua volta in una dinamica di proiezione e identificazione incrociata.

Quando cerchiamo la persona giusta, il partner adatto, tale ricerca è influenzata dalla nostra immagine interna di coppia che a sua volta si è formata alla luce dei nostri ancestrali processi di Attaccamento/Accudimento, Ammirazione, Invidia verso i nostri genitori in quanto coppia e come successivamente abbiamo rielaborato tale immagine interna.

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E’ chiaro che chi ha una bassa autoconsapevolezza è in balia di tali meccanismi psicologici e può rimanere invischiato in una ricerca disfunzionale.

Tu sei la persona giusta per te

La selezione naturale del partner funziona solo quando inizierai a capire che la persona giusta sei tu. Se inizi a percepirti come una persona degna di stima, meritevole di amore, con un buon senso di auto-efficacia, la selezione della persona giusta avverrà in modo naturale.

Se vivi in pace con te stesso, in armonia con il tuo mondo interiore, nella tua vita saprai affiancarti con chi sa davvero apprezzarti. Non avrai difficoltà a stringere rapporti autentici e a coltivare, in ogni legame, una preziosa risorsa emotiva.

Al contrario, se hai conflitti irrisolti, se non vivi in armonia con il tuo mondo interno e ti trascini bisogni insoddisfatti, la tua ricerca della persona giusta sarà focalizzata verso un tentativo di rimodellare il tuo mondo interno. Il partner non sarà un’occasione per esplorare nuovi mondi esterni, non sarà la fonte di nuovi appagamenti, ma sarà inteso come il tentativo di aggiustare qualcosa. 

La relazione di coppia come realtà apparente

Entro certi termini, tutti noi ci lasciamo guidare dal nostro mondo interno nella scelta del partner. Il problema sorge solo quando questo “mondo interno” tende a delle collusioni. Il termine “cum ludere” significa “giocare insieme” e “ingannare”: la collusione è un gioco fatto da due persone che si ingannano a vicenda.

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Un individuo perviene a collusione quando trova nell’altro colui che lo conferma nel “falso sé che tenta di realizzare. In pratica, nella coppia è come se ogni componente trovasse nell’altro il rinforzo della falsa rappresentazione che ha di se stesso e del mondo esterno. Mediante l’altro, si tenta di conferire a questa rappresentazione interna l’apparenza di realtà.

Ecco perché in premessa hai letto che per trovare la persona giusta hai prima bisogno di trovare te stessoconoscerti nel profondo, così da radicarti nel tuo sé più autentico.

Basare la scelta del partner solo sul mondo interiore ha un grosso limite: nella collusione che si viene a trovare, ognuno accetta di sviluppare solo delle parti di sé che si conformano ai bisogni dell’altro, rinunciando ad altre parti di sé e a tante possibilità di essere.

Libro consigliato: Psicologia dello sviluppo affettivo

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