L’amicizia tossica, campanelli d’allarme e come uscirne

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Le amicizie tossiche sono dei legami subdoli e dannosi, che a lungo andare possono realmente fare del male?  L’onestà, la lealtà, la fiducia, l’impegno reciproco, il rispetto per la diversità e individualità, l’altruismo… sono i pilastri dell’amicizia. Ma spesso accade che siamo bloccati per anni, più o meno consapevolmente, in relazioni tossiche. Quando si parla di “relazione tossica” non si fa riferimento solo al rapporto sentimentale, ma anche a quello di amicizia.

La fine di un’amicizia è, nella maggior parte dei casi, un momento di cui faremmo volentieri a meno. A volte anche la peggiore delle amicizie, una volta conclusa, lascia il rimpianto di quel che poteva essere, o un’improvvisa assenza con cui confrontarsi.

Ma cosa induce un’amicizia che procedeva bene a diventare di punto in bianco tossica?

Innanzitutto è bene ribadire che l’amicizia si costruisce in due e definirla vuol dire definire il legame, non le persone che la vivono. È probabile anche che un’amicizia nasca in modo sano, ma con il trascorrere del tempo vada pian piano a virare verso la negatività. Ad avere natura tossica non è l’individuo, bensì il rapporto, che rimane legato a pattern comportamentali diventati abitudini. Alle volte le abitudini tendono a dare per scontato un rapporto di amicizia che in effetti non c’è più ma, proprio per abitudine, lo portiamo avanti.

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Chi è l’amica o l’amico tossico?

È difficile tracciarne un profilo completo e univoco, perché questo tipo di “carattere” può declinarsi in vari modi. A grandi linee, si può dire che la persona tossica è una presenza negativa nella nostra vita, che ci fa stare male e senza la quale staremmo (quasi) sicuramente molto meglio.

Le persone tossiche sono quelle che assorbono l’energia degli altri e le contagiano con la loro negatività. La tossicità si nutre di silenzi, di insicurezze, di mancanza di considerazione. Si manifesta in un’infinità di modi, alcuni banali, altri molto seri. Guardando a esempi più specifici, la persona negativa può manifestarsi nell’”amico/a che parla alle nostre spalle, chi si materializza solo quando ha bisogno di qualcosa o ci appesantisce di tutti i suoi problemi senza mai curarsi dei nostri. C’è chi non perde mai occasione per fare commenti passivo-aggressivi, o addirittura chi riesce a tirare fuori lati di noi che non ci piacciono o avremmo preferito rimanessero nascosti.

Alla nostra base assoluta, gli esseri umani sono una specie sociale. Ci siamo evoluti per fare affidamento l’uno sull’altro per tutto, dall’educazione dei nostri piccoli alla nostra salute mentale ed emotiva.

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Insomma, una persona tossica è un sabotatore spesso a sua insaputa. E’ così preoccupata per sè che si dimentica di noi. Non è difficile da individuare tra la propria cerchia di amicizie perché l’amica o l’amico tossico ha la tendenza a lamentarsi, incolpare, giudicare e criticare. Vuole gestire i nostri problemi come invece non dovrebbe.

Amicizia tossica, campanelli d’allarme

Voglio precisare che la persona tossica non è chi, in un momento critico, ci dice qualcosa che forse non volevamo sentire ma che andava detta comunque; non è nemmeno chi, senza volerlo, ci offende o ci fa torto oppure colui o colei che non riesce a essere presente come al solito. Lo è chi, con relativa consapevolezza e in modo sistematico riesce a farci stare male. La soluzione è quella di interrompere il legame con l’altra persona, togliere le catene per vivere meglio. Non si tratta di egoismo, ma bensì di sopravvivenza e voglia di serenità e tranquillità nella propria vita. Per riconoscere un legame d’amicizia tossico ci sono alcuni segnali da prendere in considerazione.

Questa amicizia è affidabile?
Mi sento accettata/o per quello che sono?
Mi critica sempre?
Mi giudica sempre?
Quando esco sono entusiasta o svuotata/o e annoiata/o?
E’ un’amicizia di convenienza?
E’ davvero felice per i miei successi?
Condivide il mio valore, la mia integrità o sono costantemente alla ricerca della sua approvazione?
Mi telefona parlando solo dei suoi problemi?
Se mi capita qualcosa di bello lo sminuisce?
Quando siamo insieme parla solo di se?

La tossicità scorre anche via social!

È facile ritrovarsi con un lunghissimo elenco d’amici online, e, indipendentemente dal fatto che questi siano ex compagni di liceo, ex colleghi di lavoro, o semplicemente persone conosciute sui social, con tutta probabilità qualcuno avrà da commentare e magari per invidia o semplicemente per il gusto di perdere tempo. Ciò non significa necessariamente che dobbiamo aver voglia di starlo/a a sentire. La vita è fin troppo breve per sprecare il nostro tempo a leggere le elucubrazioni mentali degli amici più “tossici” sui social. Consideriamolo un manuale, in nome del nostro benessere. La gioia deriva spesso dalle nostre frequentazioni. E gli studi dimostrano come la propria felicità possa essere connessa a delle interazioni sociali forti; interazioni che potrebbero perfino includere quelle online.

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Amicizia tossica, cosa potete fare?

Ognuno di noi fa scelte diverse, scelte che provengono da consapevolezze di sé, background famigliari e, soprattutto, desideri diversi.  Molto spesso ci si spinge a commentare le scelte altrui, facendo leva su quelle che si sanno essere le debolezze e i talloni di Achille di ognuno di noi, soltanto perché solamente in quel modo ci si sente migliori! Non è necessario che anche nel luogo in cui ci si dovrebbe sentire più se stessi ed accettati – l’Amicizia – ci si senta come circondati di mine vaganti.

Accettiamo il fatto che non possiamo cambiare una persona tossica. Chiediamoci se siamo disposti a tollerare ancora questa persona nella nostra vita.  In questi casi è normale provare sensazioni contrastanti. Aspettiamocele, ma non per questo siamo costretti a portare avanti un’amicizia tossica. Per esempio, il fatto che stimiamo e vogliamo bene al nostro amico e che questi abbia qualità meravigliose non esclude la possibilità che questo legame sia distruttivo. È giusto essere affezionati a un amico, ma la vita deve andare avanti.

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La vita è troppo breve per trascorrerla in compagnia di chi ci fa stare male

La tua salute e la tua sicurezza sono le tue priorità principali, e se sono messe in pericolo da un’altra persona, hai il diritto di prenderti cura di te prima di tutto. Non sei responsabile della salute e della sicurezza di nessun altro a meno che tu non sia un genitore. Sii gentile con te stesso e sappi che meriti di sentirti felice e al sicuro nelle tue relazioni.

A cura di Ana Maria Sepe, psicoanalista
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3 commenti su “L’amicizia tossica, campanelli d’allarme e come uscirne”

  1. Buongiorno, La ringrazio per la risposta. Leggo moltissimi dei vostri articoli, e molte volte non mi arriva la notifica della risposta…

  2. Sì Alessandra, sono una forma di ricatto morale molto palese. 🙂 Io e altri scritto di Psicoadvisor.com abbiamo risposto più volte a questa tua domanda 🙂 🙂

  3. Buongiorno, in un rapporto di amicizia frasi come: “se sei davvero mia amica come dici, fai così”, “se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto”, “mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così” e simili…possono essere considerate manipolazione/ricatti emotivi?

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