Le lodi che condannano tuo figlio a diventare insicuro

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor

Quando un genitore guarda il proprio bambino con occhi colmi d’amore, il desiderio più grande è vederlo felice, sicuro di sé e capace di affrontare il mondo con fiducia. Le parole che usiamo ogni giorno hanno un potere immenso: possono costruire un senso di sé solido e positivo, oppure – se scelte con leggerezza – minare le fondamenta della sicurezza interiore di un figlio.

Lodare un bambino sembra un gesto naturale, quasi dovuto. “Sei il più bravo di tutti!”, “Che bambino intelligente!”, “Sei un genio!”. Frasi come queste, pronunciate con le migliori intenzioni, possono però avere un effetto boomerang, trasformando la lode in un’arma a doppio taglio. Come mai? Perché lodare in modo inappropriato può generare ansia da prestazione, paura di fallire e un’autostima fragile, legata più al riconoscimento esterno che alla consapevolezza del proprio valore intrinseco.

Ma allora, come possiamo lodare i nostri figli senza danneggiarli? Come possiamo esprimere apprezzamento in modo che li aiuti davvero a crescere sicuri e fiduciosi? In questo articolo esploreremo le lodi che rischiano di creare insicurezza e vedremo come trasformarle in strumenti di crescita autentica.

Le lodi che creano insicurezza

Non tutte le lodi sono uguali. Alcune, pur sembrando innocue, possono avere effetti negativi a lungo termine. Per comprendere il perché, è necessario analizzare il modo in cui il cervello di un bambino recepisce il rinforzo positivo. I bambini piccoli costruiscono la propria identità attraverso il rispecchiamento negli occhi dei genitori: quando un genitore loda, il bambino apprende quale aspetto di sé è più apprezzato. Se l’attenzione si focalizza solo sul risultato o su una qualità innata, si crea una sorta di “dipendenza dall’approvazione”, in cui il bambino sviluppa l’idea che il suo valore sia determinato esclusivamente dal successo e dal giudizio degli altri. Vediamo quali sono le lodi più rischiose e quali effetti possono avere:

Le lodi globali e assolutistiche: “Sei il più bravo di tutti!”, “Sei un genio!”, “Sei perfetto!”

Perché sono dannose? Creano aspettative irrealistiche e mettono pressione al bambino. Un bambino che si sente definito come “il migliore” potrebbe sviluppare una paura latente di non riuscire sempre a mantenere quel livello di eccellenza. Questo può portare a comportamenti evitanti: per esempio, il bambino potrebbe smettere di affrontare sfide nuove per il timore di fallire e perdere il riconoscimento ottenuto fino a quel momento.

Inoltre, queste lodi non sono legate a un comportamento specifico, ma a una definizione statica della personalità. Questo implica che, se in futuro il bambino incontrerà una difficoltà, potrebbe interpretarla come una “prova” del fatto che non è più così bravo, sviluppando un’autostima fragile.

Le lodi basate sull’identità anziché sull’impegno: “Sei proprio intelligente!”, “Hai un talento naturale!”

Perché sono dannose? Portano il bambino a credere che il valore personale dipenda da doti innate e non dallo sforzo. La ricerca psicologica dimostra che i bambini lodati per la loro intelligenza tendono a sviluppare meno persistenza di fronte alle difficoltà rispetto ai bambini lodati per il loro impegno. Se un bambino crede che il suo successo derivi da una capacità innata, quando incontra un ostacolo potrebbe pensare di non essere più “intelligente” e quindi evitare di provare, per paura di smentire l’etichetta ricevuta.

Un esempio classico è il bambino che, dopo aver ricevuto molte lodi per la sua “intelligenza”, alla prima difficoltà scolastica si scoraggia e non prova a superarla, convinto di non essere più all’altezza delle aspettative.

Le lodi esagerate e disconnesse dalla realtà: “Sei il migliore in assoluto!”, “Nessuno è come te!”

Perché sono dannose? Quando la lode non è ancorata a un risultato reale o a un comportamento specifico, il bambino potrebbe interiorizzarla come un’aspettativa difficile da mantenere. Inoltre, può sviluppare un senso di superiorità che lo rende meno disposto ad accettare la critica costruttiva o a riconoscere i propri errori.

A lungo termine, i bambini abituati a ricevere lodi esagerate possono sviluppare una percezione distorta delle proprie capacità, il che li rende vulnerabili nel momento in cui si confrontano con situazioni reali in cui non eccellono immediatamente.

Le lodi condizionate: “Se fai questo, sarai davvero un campione!”, “Se ti comporti bene, sarò orgoglioso di te!”

Perché sono dannose? Questo tipo di lodi implicano che il valore del bambino dipenda da una performance specifica o da un comportamento approvato dagli altri. Il rischio è che il bambino sviluppi una bassa autostima legata alla paura di deludere chi lo circonda. A lungo termine, queste lodi possono portare il bambino a cercare costantemente il riconoscimento esterno, sviluppando una personalità dipendente dall’approvazione altrui.

Come lodare in modo sano e costruttivo

Lodare nel modo giusto significa spostare l’attenzione dal risultato all’impegno, dal talento innato al percorso di crescita. Questo approccio aiuta il bambino a costruire una mentalità di crescita, ovvero la convinzione che le capacità possano migliorare con il tempo e l’impegno. Ecco alcuni suggerimenti per lodare in modo efficace:

Loda l’impegno e il processo, non solo il risultato

I bambini che imparano a dare valore al loro sforzo e alla loro costanza sviluppano una maggiore resilienza di fronte agli ostacoli. Per esempio, invece di dire “Sei un genio della matematica!”, è più utile dire “Ho visto quanto hai lavorato su questo problema, ti sei impegnato davvero tanto!”. Questo aiuta il bambino a comprendere che il successo non dipende solo da doti innate, ma dall’impegno e dalla dedizione.

Similmente, invece di dire “Che bravo pittore sei!”, prova con “Mi piace molto come hai usato i colori, raccontami come hai fatto!”. Questo incoraggia il bambino a riflettere sul proprio processo creativo e a sviluppare un senso di autoefficacia.

Sii specifico e descrittivo

Invece di un generico “Bravo!”, prova con “Ho notato che hai trovato una soluzione creativa a questo problema!”. Questo tipo di feedback aiuta il bambino a costruire un’immagine più realistica e dettagliata delle proprie capacità, evitando etichette generiche.

Invece di “Sei sempre gentile”, prova con “È stato molto bello quando hai aiutato il tuo amico, si vede che tieni a lui”. Questo aiuta il bambino a riconoscere il valore delle sue azioni e a sviluppare empatia.

Lodare in modo sano significa aiutare il bambino a costruire una sicurezza interiore che non dipende dall’approvazione esterna, ma dalla consapevolezza del proprio valore e delle proprie capacità in continua evoluzione.

Una lode autentica ha il potere di costruire una sicurezza interiore profonda

Quando un bambino riceve un riconoscimento specifico e legato ai suoi sforzi, non solo si sente visto e apprezzato, ma interiorizza il messaggio che il valore non risiede in un talento innato, bensì nella dedizione e nella crescita personale. Questo concetto è alla base della “mentalità di crescita” (growth mindset), teorizzata dalla psicologa Carol Dweck, che dimostra come lodare il processo piuttosto che il risultato porti a una maggiore capacità di affrontare le sfide future.

Un altro aspetto cruciale della lode autentica è il suo legame con l’autonomia. Un bambino che si sente lodato per il suo impegno, la sua strategia e la sua perseveranza, sviluppa una fiducia che non dipende dagli altri. Questo gli permette di affrontare ostacoli con un atteggiamento positivo e di non farsi abbattere dagli insuccessi. Al contrario, i bambini abituati a ricevere lodi generiche o esagerate possono sviluppare una dipendenza dall’approvazione esterna, cercando costantemente conferme per sentirsi validi.

Infine, è fondamentale ricordare che la lode autentica non deve essere costante o forzata. I bambini percepiscono la sincerità e, se vengono lodati in modo eccessivo o non meritato, possono iniziare a dubitare dell’autenticità delle parole ricevute. La lode, quindi, deve essere spontanea, sincera e mirata a evidenziare i progressi, l’impegno e la determinazione, piuttosto che un presunto talento innato.

Da adulti siamo artefici del nostro destino

È arrivato il momento di liberarci da tutto ciò che ci ha insegnato a cercare conferme fuori da noi stessi, per tornare a riconoscere il nostro valore autentico. Non siamo qui per aderire a modelli imposti o per rispondere a aspettative che non ci appartengono, ma per scoprire chi siamo davvero e vivere in armonia con la nostra essenza più profonda.

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A cura di Ana Maria Sepe, psicologo e fondatrice della rivista Psicoasvisor
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