La ricetta della felicità di coppia

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Si sa, per quanto possa essere piacevole avere una relazione con la persona che si ama (e che a sua volta ti ama), non sempre la vita di coppia è semplice.

Siamo abituati alle fiabe dove nonostante i vari ostacoli e le vicissitudini, il principe e la principessa finiscono sempre per sposarsi e “vivere felici e contenti”… senza però mostrare se effettivamente sia davvero così.

Forse nelle fiabe, che sono frutto della fantasia, può verificarsi questo, ma nella vita vera è diverso. Per quanto amore ci possa essere tra due persone, la quotidianità è una continua sfida.

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha vissuto nel ruolo di principe o principessa. Molto spesso infatti, i primi periodi di relazione sono una vera e propria fiaba. Ma come tutti i bei film, ad un certo punto “l’incanto” finisce.

E dopo cosa succede? Sopravvivono solo i sentimenti veri. L’amore vero, quello forte e capace di reggere la realtà senza abbagliamenti.

Ma anche i grandi amori sono soggetti a litigi e incomprensioni, la differenza è solo nel modo in cui vengono affrontati, perché conoscono le regole che permettono ad un confronto di non trasformarsi in uno scontro, ma anzi, che possa diventare qualcosa di costruttivo per la coppia.

Ricetta della coppia felice. Ecco quali sono gli ingredienti:

LA MAPPA DELL’AMORE

Quali sono i sogni, le speranze, le paure del tuo partner?

La mappa dell’amore è proprio questa, la conoscenza del profondo dell’altro. E questo lo si può conoscere solamente trascorrendo del tempo insieme, parlando, ponendo domande, cercando di capire quali sono le abitudini dell’altro.

Ritagliati del tempo per conoscere il tuo partner e non smettere mai di farlo, perché le persone cambiano nel corso del tempo. Gli eventi della vita plasmano la persona e non si è mai uguali. A volte ci si ritrova ad essere diversi da quello che si era solamente una settimana prima, quindi non smettere mai di voler “conoscere” la tua dolce metà

L’ASCOLTO

Ha molto a che vedere con il conoscere l’altro. Ascoltare è diverso da sentire (in senso uditivo), l’ascolto prevede anche la comprensione dell’altro.

Nel desiderio di ascoltare è insita la volontà di conoscere e capire l’altra persona. Facciamo un esempio: hai la possibilità di fare un’uscita a cena con una persona da scegliere fra: una che sa tante cose, legge molto, viaggia, ha tanti interessi e ha tanto da raccontare, l’altra persona invece ama ascoltare, fare domande, capire. Con quale delle due vorresti uscire? Nella maggior parte dei casi la scelta ricade proprio sulla seconda persona.

LA STIMA

Non c’è sensazione più bella di quella di sentirsi stimato/a da chi si ama. Se ci pensi bene, la stima, è anche l’ingrediente preponderante della fase dell’innamoramento.

È capitato a chiunque di aver conosciuto una persona, essersene innamorato e di aver avuto il desiderio di raccontare ad amici e parenti com’è la persona che fa battere il cuore. Com’è stata la descrizione? Sicuramente molto simile a quella che si farebbe di un supereroe, ricca di splendidi aggettivi e venerazione.

Ecco, devi fare in modo che questa ammirazione non venga mai a mancare. Certo, occorre anche oggettività nel valutare chi si ha accanto, ma scegliere di apprezzare il proprio partner, massimizzando i suoi pregi piuttosto che i suoi lati negativi, ti aiuterà a coltivare la gratitudine anziché malanimo e rancore.

Per farlo è sufficiente spostare la lente d’ingrandimento su ciò che di buono c’è nella vostra storia e nel tuo partner, piuttosto che puntare i riflettori su ciò che non va perché non farai altro che ingigantire qualcosa che oggettivamente potrebbe non essere così grave.

Prova a fare questo esercizio: immagina di dover descrivere la tua dolce metà a qualcuno con il quale generalmente ti confidi. Bene, ora pensa (o scrivi) cosa vorresti dire.

Che aggettivi hai usato? Hai sottolineato le mancanze o gli aspetti positivi della vostra storia?
Ogni volta che ti accorgi di lasciar spazio al risentimento, fai un passo indietro, prendi in mano il riflettore immaginario e puntalo su tutto ciò che di bello ha il tuo partner e la vostra storia. Che peso ha? Più o meno degli aspetti sfavorevoli?

LA PRIMA PERSONA SINGOLARE

Suona strano, lo so, ma fondamentalmente altro non significa che per avere una comunicazione ottimale con il tuo partner dovresti utilizzare meno il “tu” e più l’”io”.

È anche una regola della comunicazione assertiva. L’impiego del tu molto spesso viene percepito come accusatorio da parte del proprio interlocutore che potrebbe reagire chiudendosi, e così il confronto potrebbe non risolversi. Oppure potrebbe rispondere con un tono molto simile ad un “attacco” come per difendersi.

Utilizzando “io” metti in primo piano la tua persona, i tuoi sentimenti e inviti l’altro alla riflessione su quanto stai riportando. Facciamo un esempio.

“Tu non mi ascolti mai” , potresti trasformarlo in, “Non mi sento ascoltata/o”.

Il messaggio veicolato è sempre lo stesso, ma risulterà meno accusatorio da parte del partner.

L’ACCETTAZIONE DI CIÒ CHE NON PUÒ CAMBIARE

Questo si traduce in meno discussioni e più soluzioni, compresa anche quella di accettare la situazione per come è. Le discussioni basate sul tentativo di cambiare l’altro/a, sono destinate a perpetrare nel tempo.

Discussioni di questo tipo non si risolveranno mai perché difficilmente una persona può cambiare solo perché le viene richiesto. Accetta ciò che di buono c’è, senza pretendere che sia tutto così come lo si desidera. E ricordati, dovete litigare insieme, per difendere la coppia e non impostandovi uno contro l’altra.

Essere una coppia non significa non avere problemi, ma saperli affrontare insieme.

Veronica Rossi, Psicologa e Mental Coach 
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