Medicare le ferite dell’anima: come rinascere dopo la fine di un rapporto con un narcisista

Il passo più importante da compiere per riprendersi emotivamente dopo aver avuto una relazione con un/a narcisista e’ quello di mettersi al centro del proprio mondo, prendendo coscienza che non può esserci altra persone se non se stesso che può prendersi cura di sé, rispettare e garantire protezione e stabilità emotiva.

Trattare se stessi come vorremo che gli altri facessero con noi è l’unico modo per tenere lontano le persone che intossicano la propria esistenza con ricatti, manipolazioni e sensi di colpa.

Dopo aver interrotto la relazione con un/a narcisista e’ indispensabile non farsi piu’ riagganciare e ritornare a verificare se la persona e’ cambiata per alleviare il senso di vuoto e la sua mancanza. Il narcisista patologico nella maggioranza dei casi non cambia mai. Quando e’ presente il desiderio di tornare ad avere una relazione con un narcisista si innesca un processo di scissione e di rimozione, secondo il quale si separano i ricordi negativi da quei pochi positivi e si rimuove tutto ciò che ha fatto stare male, ricordando solo la sensazione di inebriamento e di piacere che le sue parole procuravamo quando raccontava quanto amava e teneva alla relazione.

Tali parole però non si sono mai tradotte in azioni e tanto meno hanno costituito la base per avviare un progetto di vita comune. Il ritornare sui propri passi su spinta della nostalgia e della mancanza puo’ essere evitato solo ricordando il dolore e le aggressioni verbali e fisiche ricevute, in questo modo si evitera’ di confondere la dipendenza e l’ossessione con la mancanza di un rapporto sano.

Come si vive il periodo successivo alla fine di una relazione con un narcisista?

Il periodo che segue la fine di un rapporto con un narcisista e’ molto complesso e doloroso da attraversare, puo’ essere paragonato al disturbo post traumatico da stress. Il Disturbo Post Traumatico da Stress si manifesta come conseguenza di un fattore traumatico estremo, in cui la persona ha vissuto o assistito ad un evento che ha implicato morte, o minaccia di morte, una minaccia all’integrità fisica e psicologica propria o di altri.

La risposta si caratterizza per paura intensa, sentimenti di impotenza e di paura, l’evento traumatico viene rivissuto frequentemente con ricordi spiacevoli che si manifestano sotto forma di immagini, pensieri, incubi, sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando, un disagio psicologico rispetto ad eventi che assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico, difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, irritabilità o scoppi di collera o pianto, difficoltà a concentrarsi, ipervigilanza ed esagerate risposte di allarme.

L’insorgenza del Disturbo Post Traumatico da Stress può presentarsi anche a distanza di mesi dall’evento traumatico e la sua durata può variare da un mese alla cronicità. I sintomi di chi vive il trauma da narcisismo assimilabili al DPS sono:

  • Forte agitazione, paura, nervosismo, ansia, rabbia, senso di perdita, timore
  • Perdita di appetito
  • Depressione, scarso o nessun interesse nel raggiungere i propri obiettivi di vita, perdita di entusiasmo e nei casi piu’ gravi mancanza di volonta’ di vivere
  • Difficolta’ nelle relazioni sociali, significativa diminuzione della socialita’, e paura di incontri con potenziali partner
  • Comportamenti autodistruttivi come abuso di alcool e droghe, promiscuita’ sessuale, pensieri ossessivi, per attenuare il dolore della perdita
  • Isolamento, diminuzione o azzeramento delle relazioni amicali e familiari
  • Instabilita’ emotiva
  • Significativa diminuzione delle strategie di coping (difesa): difficolta’ a prendere decisioni nella vita quotidiana, sentirsi travolti da sensazioni di disperazione, percezione di essere paralizzato e bloccato
  • Disturbi fisici come cambi di umore repentino, indebolimento del sistema immunitario, scompensi ormonali, emicrania
  • Disturbi del sonno: letargia o insonnia
  • Pensieri ossessivi: pensare continuamente alla relazione con il narcisista, cosa fa , con chi sta, gli manco, mi pensa, ecc.
  • Perdita di fiducia in se’
  • Irritabilita’ e sensazione di perdere la testa
  • Forte dipendenza dal narcisista pur sapendo che questa persona non e’ salutare per se’ ma allo stesso tempo incapacita’ di farne a meno
  • Percezione di non riuscire a sopravvivere senza il narcisista

Come posso affrontare la fase traumatica dopo che ho interrotto la relazione con un/a narcisista?

Quando si interrompe la relazione con un narcisista si acutizza la reazione di dipendenza e di ansia da separazione che diventa tanto piu’ forte quanto piu’ tempo trascorre dall’ultima volta che lo si e’ visto. Probabilmente dopo aver tentato piu’ volte di separarsi da un narcisista, pur non riuscendo nell’intento, perche’ il senso di solitudine e i pensieri ossessivi hanno spinto nuovamente verso lui/lei , si arriva ad immaginare che quello che si prova sia vero amore, poiche’ non si riesce a farne a meno ma in realta’ e’ solo dipendenza.

Un amore autentico e’ un sentimento sano, sicuro, non ossessivo e reciproco dove non si viene svalutati e ricattati e soprattutto dove le parole sono seguite da azioni. L’unico modo per liberarsi da un narcisista e’ quello di evitare qualunque contatto con lui/lei e chiedere aiuto ad uno specialista per lavorare sulle proprie emozioni e pensieri disfunzionali che non consentono di interrompere questo circolo vizioso.

Quali sono i pensieri che rendono difficile separarsi da un narcisista?

I pensieri disfunzionali:

  • Nessuna persona si puo’ sostituire a te ed aiutare a liberarti da un narcisista, e’ una battaglia che devi condurre da solo/a
  • E’ solamenete una perdita di tempo aspettarsi che il narcisista cambi o modifichi o riconosca i propri comportamenti; il narcisista non cambia
  • E’ solo in tuo potere uscire dal tunnel emotivo in cui ti trovi e risalire
  • Non credere di riuscire ad affrontare questa situzione
  • Non immaginare alcuna alternativa alla relazione con il narcisista
  • Il dolore della perdita e’ troppo forte per cui e’ meglio prendere quello che il narcisista da nella relazione (nulla, poiche’ il narcisista illude)
  • Non riusciere ad accettare l’idea che la persona amata sia un narcisista senza possibilita’ di cambiamento

Passare in rassegna questi pensieri disfunzionali permette di mettere a confronto quello che pensiamo con quello che sentiamo, prendendo contatto con le nostre emozioni e la realta’ che stiamo vivendo. Il processo di liberazione passa per l’assunzione di responsabilita’ delle proprie azioni e per l’accettare che nessuno ha il potere di rendere felici ma che siamo noi gli unici in grado di individuare ed appagare i nostri bisogni e successivamente di condividere parte della nostra vita con una persona sana e non con qualcuno che vuole sostituirsi a noi ma che in realta’ vuole solo piegarci al suo volere.

Il partner di un narcisista non viene visto come e’ realmente ma e’ una pedina, uno strumento funzionale a colmare i vuoti che il narcisista vive. La strada per la liberazione e’ quella di partire da se’ stessi.


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Bibliografia

M.T. Evans, Self care when recovering from narcissist abuse. www. Melanie Tonia Evans.com


Psicoterapeuta ad orientamento clinico

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