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reattanza psicologica
Parliamo di psicologia inversa e reattanza psicologica, nonché di tutti i meccanismi che vedono una reazioni in risposta a una minaccia alla propria autonomia.

Se stai leggendo questo articolo, è perché, evidentemente, non hai seguito le indicazioni del titolo. Ed è proprio questo che volevo facessi. Perché la maggior parte delle persone quando gli viene chiesto di non fare qualcosa, poi, lo fa?

Sarà successo a tutti, almeno una volta nella vita di sentirsi dire di non fare una determinata cosa, in alcuni casi, anche sotto forma di consiglio, per poi, puntualmente disattendere ogni indicazione.

È qualcosa che succede molto spesso, sopratutto quando la richiesta assomiglia ad un ordine, è come se il “non” all’interno della frase non venisse nemmeno contemplato.  È ribellione? Curiosità? Desiderio di libertà?

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La reattanza psicologica

Questo comportamento ha in realtà un nome, in psicologia è conosciuto come: reattanza psicologica. Altro non è che un meccanismo inconscio, una reazione istintuale che spinge a non seguire le indicazioni o gli ordini imparatiti da qualcuno, anche da persone care come per esempio genitori o amici intimi.

Libertà e autonomia: è in nome di questi principi che la reattanza psicologica opera.

Quando una persona avverte che la propria autonomia e libertà (anche di scelta) viene limitata con indicazioni o divieti, inconsciamente si accende il desiderio di ristabilire la propria indipendenza, anche attraverso la lotta o la ribellione. Quindi quando vi siano elementi esterni che vogliono ridurre la libertà, si sarà portati a compiere la scelta opposta, a volte anche contro il proprio interesse. Questo accade altresì per dimostrare di essere individui liberi, che hanno la forza di agire autonomamente.

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Non necessariamente la reattanza psicologica porta a sbagliare, anzi, a volte permette di compiere le scelte giuste. Perché non è detto che gli altri, anche le persone amate, abbiano sempre ragione.

C’è un periodo della vita, durante il quale, più di ogni altro, siamo inclini ad attivare questo comportamento: l’adolescenza. Tipica di questa fase è infatti la ricerca di autonomia, il desiderio di sentirsi “grandi”, la ribellione. Tutti fattori questi, che rendono l’adolescente il perfetto disobbediente. Vi è però anche la voglia di sperimentare, di conoscere e avere a che fare con le conseguenze delle proprie azioni. Non è sufficiente sapere cosa potrebbe succedere se… , vi è anche il desiderio di scoprirlo provandolo sulla propria pelle.

Collegamento con la psicologia inversa

La reattanza consiste nel desiderio di ripristinare una libertà d’azione minacciata. Pertanto a un’imposizione si risponde con un comportamento opposto. Questo meccanismo psicologico è sfruttato in quella che viene definita “psicologia inversa“. La psicologia inversa è una strategia attraverso la quale si induce una persona a fare o dire qualcosa che in realtà non desidera fare, attraverso un processo psicologico-manipolativo. In breve, la tecnica consiste nell’assunzione di un comportamento opposto a quello desiderato, con l’aspettativa che questo approccio induca il soggetto della persuasione a fare ciò che realmente è desiderato.

La curiosità per ciò che non si conosce

Quanto ho appena detto deve far pensare, che vi è anche un altro fattore che incide e determina la reattanza psicologica: la curiosità. Probabilmente è proprio questa che ti ha fatto aprire questo articolo. Il titolo infatti non diceva nulla sul contenuto e questo ha probabilmente alimentato la curiosità essendo presente un alone di mistero.

Pensaci bene, anche se a volte conduce all’errore, la curiosità è anche quella risorsa che spinge a conoscere, a studiare, a capire. La curiosità consente di andare verso il progresso. La curiosità è la via verso la libertà individuale.

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Come incuriosire il prossimo

Bene, ora che siamo consci di questo meccanismo che riguarda noi esseri umani e che in numerose situazioni ci fa agire, potremmo utilizzarlo per incuriosire qualcuno. Come fare?

Se si desiderasse destare curiosità in qualcuno, si potrebbe dire per esempio, di non fare domande o di non trattare un determinato argomento. C’è poi una formula che è in grado di far raggiungere questo obiettivo: l’imposizione unita ad un pizzico di ambiguità. In questo modo si attiva il desiderio di ribellione e la curiosità. Sono strategie che si utilizzano costantemente nella vita reale, ne siamo “vittime” e talvolta anche “artefici” ma spesso non ne siamo consapevoli.

La stimolazione della curiosità per colpire, è un meccanismo molto usato soprattutto nei trailer cinematografici e nel giornalismo, basterà pensare a tutte le volte che per attirare l’attenzione vengono proposti titoli del tipo: “Ecco tutta la verità”, “Ora basta! Dico la mia”. Esempi eccellenti per innescare curiosità nel lettore.

Attenzione alla psicologia inversa

Come hai potuto vedere, a volte siamo vittime della psicologia inversa e non ce ne rendiamo minimamente conto. Anzi, siamo convinti di andare contro corrente ed essere ribelli. In realtà stiamo esattamente andando nella direzione che chi ha utilizzato la strategia, desiderava che seguissimo.

Usare la psicologia inversa con i bambini

E’ estremamente sbagliato e controproducente usare la psicologia inversa con bambini o persone particolarmente fragili. La psicologia inversa mina l’autorità genitoriale e getta delle pessime basi per l’autostima del bambino. Con un bambino, strategie basate sulla reattanza psicologica e la psicologia inversa, possono risultare confondenti e disorientanti. Inoltre, permettere a un bambino di fare il contrario di quello che gli viene consigliato, mina l’autorità e la credibilità del genitore.

Autore: Veronica Rossi, Psicologa e Mental Coach
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