Pensieri negativi: ecco come imparare ad eliminarli

“Smettila di pensare a cosa potrebbe andare male e inizia a pensare a cosa potrebbe andare bene.” R. Benigni

“Smettila di pensare a cosa potrebbe andare male e inizia a pensare a cosa potrebbe andare bene.” R. Benigni

“Un pessimista vede difficoltà in ogni opportunità, un ottimista vede opportunità in ogni difficoltà” diceva Winston Churcill.  La maggior parte di noi ambisce a traguardi che, per le leggi di natura, sono assolutamente raggiungibili. Tuttavia la strada verso questo traguardo è spesso piena di difficoltà, e qui nasce la differenza tra chi ha pensieri positivi e chi si lascia gestire dai pensieri negativi.

Il pessimista crede che la difficoltà sia ciò che lo ostacola nel raggiungere il proprio obiettivo, e si arrende. L’ottimista sa invece che la difficoltà è ciò che deve superare per raggiungere il proprio obiettivo, e questo significa che di fronte ad una difficoltà abbiamo una grande opportunità.

Volete cambiare qualcosa nella vostra vita? Forse avete intenzione di rompere con il vostro partner, trovare un nuovo lavoro o intraprendere il viaggio dei vostri sogni? Non importa quale sia il vostro obiettivo, i cambiamenti iniziano nella vostra mente, trasformando i vostri pensieri.

Perché? Semplicemente perché i pensieri negativi sono il principale ostacolo che dobbiamo abbattere. Fino a quando nutriremo delle credenze che ci limitano non saremo in grado di realizzare i nostri sogni e non saremo abbastanza motivati per agire. Se credete di non valere nulla e non avere delle capacità, non azzarderete mai i passi necessari a raggiungere i vostri obiettivi.

Naturalmente, questo non significa che il pensiero positivo possa aiutarvi a realizzare qualsiasi cosa vi proponiate, ma senza dubbio vi aiuta a lasciarvi alle spalle il vittimismo e il disfattismo, così potrete proseguire più leggeri.

Perché ci concentriamo in ciò che è negativo?

Si tratta di un processo che avviene automaticamente e ha diverse spiegazioni. Secondo la teoria dell’evoluzione, se guardiamo al passato, ci rendiamo conto che si tratta di un meccanismo di sopravvivenza perché nel mondo pericoloso in cui vivevano i nostri antenati era più importante ricordare gli eventi negativi piuttosto che i positivi.

Il ricordo nitido di una situazione pericolosa poteva salvarci la vita permettendoci di rilevare in tempo i segnali di minaccia ed evitarli. Quindi ricordare gli eventi negativi è anche un meccanismo di difesa.

Tuttavia, non si limita tutto ai ricordi dei nostri antenati. È stato anche dimostrato che l’aspettativa che generano gli eventi negativi è generalmente superiore a quella dei positivi. Infatti, di solito tendiamo ad esagerare le conseguenze di un evento negativo e a minimizzare quelle di uno positivo. Un tale livello di stress emotivo può anche fare in modo che i ricordi negativi vengano fissati con maggiore intensità nella memoria.

Inoltre, non possiamo ignorare il condizionamento sociale. Nella nostra cultura si considerano gli errori come qualcosa di negativo, qualcosa da evitare. Così che l’educazione si concentra spesso nel castigo piuttosto che nel premio. Se siamo cresciuti con questa impronta fin da piccoli, è normale che ci concentriamo nell’evitare gli errori e, quindi, non negli ostacoli che dobbiamo superare.

Eliminare i pensieri negativi con 3 domande

La mente vaga spesso senza meta. In realtà, è una delle sue attività preferite. Molte volte durante il monologo, ci ritroviamo a ripeterci delle cose che ci stressano o ci denigrano. Sono pensieri negativi che ci limitano e che dobbiamo evitare. Come potremo farlo se abbiamo la tendenza a concentrarci negli aspetti negativi delle situazioni?

Considerate che la maggior parte dei pensieri negativi sono idee irrazionali, così che la migliore arma di cui disponiamo è il pensiero critico.

1. Da dove nasce il pensiero?

Non lasciate vagare la vostra mente, quando un pensiero negativo diventa ricorrente e causa disagio o scoraggiamento, prendetelo e sezionatelo come farebbe un chirurgo. Chiedetevi dove nasce questa idea. Si basa nella paura? Pensate che sia rilevante nella fase della vita che state vivendo in questo momento o è una reminiscenza del passato? È uno dei vostri pensieri o qualcuno ve l’ha inculcato? Se scoprite l’origine del pensiero gli toglierete il potere che ha sul vostro stato d’animo.

2. Quali sono le probabilità che questo avvenga?

A volte i pensieri negativi sono semplici esagerazioni, possibilità molto remote che un evento spiacevole si verifichi. Chiedetevi quali sono le reali possibilità che accada qualcosa del genere e come vi sentireste nel caso ipotetico che avvenga. Vi renderete conto che vi state preoccupando senza motivo. Se vi serve d’aiuto e vi fa sentire più tranquilli, potete anche sviluppare un piano B che vi consenta di affrontare il problema nel caso si presenti.

3. Quali vantaggi mi può offrire?

Quando avete un pensiero negativo in mente, chiedetevi in quali diverse prospettive lo potete inquadrare. Ci sono sempre altre angolazioni e risvolti diversi. Ad esempio, se state pensando che dovrete trascorrere una giornata infernale in una noiosa riunione di lavoro, pensate che dopo il lavoro potrete concedervi un piccolo regalo. Questo vi farà sentire molto meglio. Si tratta di trovare una controparte positiva ad ogni pensiero negativo.

Infine, ricordate che i pensieri negativi non sono vostri nemici. Sono l’espressione di qualche incertezza, paura, rischio o barriera e come tali vanno affrontati. Se tentate di sfuggire ai pensieri negativi solo sostituendoli con delle idee positive è come se metteste un piccolo cerotto su di una ferita che ha bisogno di punti di sutura. L’idea non è quella di negare o nascondere i pensieri negativi ma comprenderli e prevenire che influenzino il vostro umore. Per farlo sarà necessario lasciarli fluire mentre li analizzate, come uno studioso che guarda attraverso il microscopio, con curiosità ma senza stress.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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