Perché Ci Innamoriamo di Chi Ci Ferisce?

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor

L’amore, nella sua essenza più pura, dovrebbe essere fonte di gioia, crescita e appagamento. Eppure, molte persone si trovano ciclicamente attratte da partner che le feriscono, emotivamente o psicologicamente. Perché accade questo? È solo un caso, o c’è qualcosa di più profondo che ci porta a ripetere schemi dolorosi?

Vediamo le radici psicologiche, emotive e neurologiche di questo fenomeno, analizzando le dinamiche infantili, le influenze culturali e i meccanismi inconsci che ci spingono verso relazioni tossiche o disfunzionali. Capire queste dinamiche può essere il primo passo per interrompere il ciclo e costruire legami più sani.

Il Fascino del Dolore: Un Paradosso Psicologico

A prima vista, sembrerebbe illogico essere attratti da chi ci ferisce. La sofferenza è qualcosa che istintivamente evitiamo, eppure molte persone si ritrovano intrappolate in relazioni in cui il dolore sembra essere parte integrante del legame.

Alcuni fattori psicologici possono spiegare questo fenomeno:

  • La familiarità del dolore: Se da bambini abbiamo vissuto relazioni segnate dall’instabilità emotiva, il nostro cervello potrebbe associare l’amore alla sofferenza. Inconsciamente, possiamo cercare di ricreare quei modelli perché sono ciò che conosciamo.
  • L’illusione della trasformazione: Alcune persone credono, spesso senza rendersene conto, di poter cambiare il partner problematico, sperando che con il loro amore possano curare le sue ferite.
  • L’adrenalina del dramma: I litigi, le riconciliazioni, l’incertezza emotiva generano picchi di adrenalina e dopamina, creando una dipendenza chimica simile a quella di una sostanza stupefacente.

L’Imprinting Infantile: Le Origini della Nostra Attrazione

Uno degli aspetti più determinanti nell’attrazione verso persone che ci feriscono risiede nella nostra infanzia.

Il modo in cui abbiamo sperimentato l’amore da piccoli influisce profondamente sulle nostre relazioni adulte. Alcuni schemi che possono condizionare le nostre scelte includono:

  • Attaccamento insicuro: Se i nostri genitori o figure di riferimento erano imprevedibili o poco affettuosi, potremmo aver imparato a legare amore e ansia.
  • Condizionamento emotivo: Se abbiamo ricevuto amore solo a determinate condizioni (ad esempio, quando eravamo “bravi”), potremmo inconsciamente cercare partner che ci fanno sentire che dobbiamo guadagnarci il loro affetto.
  • Ferite dell’abbandono: Se un genitore è stato emotivamente assente o ci ha abbandonato, potremmo cercare relazioni in cui rivivere quel dolore sperando, questa volta, di ottenere un finale diverso.

Le esperienze infantili plasmano la nostra visione dell’amore, influenzando chi scegliamo come partner e come viviamo le relazioni.

Il Ruolo della Chimica del Cervello

L’attrazione per chi ci ferisce non è solo psicologica, ma anche biologica. Il nostro cervello può essere condizionato a cercare emozioni intense, anche quando queste ci fanno soffrire.

  • Dopamina e Adrenalina: Le relazioni turbolente generano alti livelli di adrenalina e dopamina, creando una dipendenza emotiva simile a quella generata da sostanze come la nicotina o la cocaina. Quando una relazione alterna momenti di passione intensa a periodi di conflitto o distanza, il cervello sviluppa un forte legame con queste dinamiche, rendendo difficile il distacco.
  • Cortisolo e Stress: Le relazioni tossiche possono causare un aumento cronico del cortisolo, l’ormone dello stress, che a lungo termine influisce sulla nostra capacità di prendere decisioni sane e di costruire legami affettivi equilibrati.
  • L’effetto del rinforzo intermittente: Se un partner ci tratta bene solo a tratti, il nostro cervello si aggrappa ai momenti positivi, rendendo difficile lasciare la relazione. Questo è lo stesso meccanismo che rende le slot machine così avvincenti: la ricompensa arriva in modo imprevedibile, ma proprio per questo diventa irresistibile.
  • Il meccanismo della scarsità: Più un partner si mostra sfuggente, più lo percepiamo come “prezioso”, aumentando la nostra attrazione verso di lui. Questo effetto è amplificato dall’idea che l’amore debba essere conquistato con fatica.

La Cultura e il Romanticismo Tossico

Anche la società e la cultura giocano un ruolo nel nostro modo di vivere l’amore. I film, i libri e le canzoni spesso romanticizzano relazioni disfunzionali, facendoci credere che l’amore debba essere sofferenza. Esempi comuni includono:

  • Il mito dell’amore redentore: L’idea che il vero amore possa “salvare” una persona problematica è radicata nella nostra cultura.
  • L’esaltazione della passione conflittuale: Litigi, scenate di gelosia e sofferenza vengono spesso rappresentati come segnali di un amore profondo.
  • L’ideale del sacrificio: Viene spesso trasmesso il messaggio che per amore bisogna sopportare sofferenze e sacrifici, quando in realtà un amore sano dovrebbe essere fonte di benessere.

L’attrazione per chi ci ferisce non è una condanna, ma un fenomeno che può essere compreso e superato

L’attrazione per chi ci ferisce non è una condanna, né un destino scritto nelle stelle, ma un fenomeno che possiamo comprendere e trasformare. Spesso, senza rendercene conto, ci troviamo intrappolati in schemi appresi nell’infanzia, in condizionamenti culturali che confondono l’amore con la sofferenza, in meccanismi neurochimici che ci legano alle emozioni forti, anche quando queste ci lacerano. Ma l’amore non dovrebbe essere un campo di battaglia. L’amore vero è casa, è luce, è nutrimento per l’anima.

Prendere coscienza di questi fattori è il primo passo per interrompere il ciclo del dolore e aprirsi a relazioni più sane, più profonde, più autentiche. È un viaggio di consapevolezza, una rivoluzione interiore che ci permette di riscrivere la nostra storia affettiva con dolcezza e rispetto per noi stessi. L’amore non è quello che ci lascia in sospeso, che ci svuota, che ci costringe a mendicare attenzioni. L’amore è ciò che ci fa sentire visti, accolti, al sicuro.

Nel mio libro “Il mondo con i tuoi occhi“, racconto proprio questo percorso: l’amore che guarisce, che trasforma, che ci insegna a scegliere con il cuore ma anche con la saggezza di chi ha imparato a riconoscere il proprio valore. Ogni relazione ci lascia un segno, ci parla di noi, dei nostri desideri e delle nostre ferite. E proprio attraverso questa comprensione possiamo imparare a distinguere l’amore che eleva da quello che consuma, l’amore che illumina da quello che spegne.

Ho scritto questo libro con l’intento di offrire una riflessione profonda sulle connessioni umane, sulle emozioni che ci attraversano e sui fili invisibili che ci legano agli altri. Pagina dopo pagina, accompagno il lettore in un viaggio dentro sé stesso, tra le pieghe dell’anima, per riscoprire che l’amore, quello vero, non è tormento ma dolcezza, non è buio ma luce, non è attesa ma presenza. Perché l’amore, quello che meritiamo, è sempre un abbraccio che scalda, mai una ferita che brucia. E nel libro non troverai solo parole. Troverai anche esercizi pratici, strumenti concreti che ti aiuteranno fin da subito a portare benessere nella tua vita. Perché non basta comprendere, serve agire, vivere il cambiamento, un passo alla volta, fino a sentire dentro di sé quella meravigliosa sensazione di libertà e pienezza. Per tutte le informazioni sul libro  ti rimando a questa pagina Amazon. Il viaggio inizia ora. Sei pronto a guardare il mondo con occhi nuovi?

A cura di Ana Maria Sepe, psicologo e fondatrice della rivista Psicoasvisor
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