Perché dici bugie anche quando non ne hai bisogno

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dire bugie senza motivo

Esiste il bugiardo patologico? Certamente, e sono anche sicuro che ognuno di noi ne ha almeno conosciuto uno nella sua vita. In questo post cercherò di tracciare un identikit del bugiardo patologico, per riuscire a riconoscerlo e capire meglio il perchè del suo agire.

La bugia patologica si presenta quando una persona mente senza scopo, o peggio quando non riesce a distinguere la verità dalla fantasia, e le bugie che dice finiscono per danneggiare la sua vita.

Una di queste forme alterate di realtà riguarda la figura dell’uomo-Pinocchio.
 Tutti conosciamo la favola: il burattino Pinocchio si opponeva alle figure genitoriali (Geppetto/padre e Fatina/madre), usando le bugie come giustificazione del suo operato.

Nei bambini è normale questo tipo di comportamento, perché è necessario per il corretto sviluppo ed equilibrio psicologico.

 Esistono però dei casi in cui il bambino, vive un rapporto poco sereno con i genitori (secondo il SUO punto di vista).

Non è necessario che i genitori siano davvero crudeli o menefreghisti, se il bambino li percepisce così si comporterà di conseguenza, tenderà a mantenere questa linea di condotta ben oltre i primi anni preadolescenziali.

Preferiscono cosi rimanere “eterni fanciulli”, e continuare a mentire.
 Questo finisce per generare due mondi: quello reale e quello fantastico, che nella mente del bambino si confondono ma che, nel caso in esame, proseguono anche in età adulta.

Il bambino cresce seguendo i desideri dei genitori come un attore con una parte, senza però volerlo fare e rifugiandosi nel suo mondo ideale dove le cose non stanno così, e si sente accettato e capito.

La paura di doversi trovare in una situazione simile da adulti, li indirizza nella strada della manipolazione altrui: per evitare di soffrire, di avere responsabilità non volute e compiti non accettati, l’adulto bugiardo cercherà sempre di evitare la verità, e di presentare la propria versione come unica e vera.

Tale adulto non riesce a comprendere il suo operato, e lo ritiene anzi normale.
 Se interrogato sulla vita infantile riporterà alla mente sempre gli eventi più innocui, tralasciando qualsiasi genere di contrasto genitoriale.

Si è quindi così abituato alla sua vita “fantastica”, da non riuscire più a distinguerla dalla realtà, e anche se gli si dovesse provare che le cose non stavano così, rifiuterà la realtà spiacevole.

Illudendo sé stesso, illude anche gli altri, perché lo ritiene necessario per vivere bene.

Tali uomini hanno un fortissimo bisogno di mantenere l’autostima alta, e lo faranno mentendo e cercando conferme per il proprio operato.

Quasi mai si rendono conto della propria condizione, e anzi riterranno di essere del tutto normali ed equilibrati.

Quando è scoperto l’inganno, di solito si pente per quel che ha fatto, ma dopo poco tempo torna a ripetere il copione iniziale e a mentire a tutti.
 Non prova un vero senso di colpa o vergogna per le sue azioni, in quanto ritiene sempre di agire nel giusto e di doversi difendere da chi lo accusa.

È in genere simpatico e abile a costruire buoni rapporti con gli altri, che non lo conoscono per davvero, ma non sa mantenere una linea di condotta a lungo: vive per l’attimo, e odia fare programmi a lungo termine.

Il rapporto che preferisce con gli altri è quello di superiorità.
 Finge infatti di avere capacità, doti, risorse molto superiori alla media, in modo da ottenere ammirazione e riconoscimenti dagli altri.

Il suo modo di agire però ha bisogno di un contrasto, di una “Fatina buona” che cerca di salvarlo.
La sua compagna cercherà nei primi tempi di aiutarlo, fino a che non capisce che non c’è, purtroppo, molto da fare a parte l’abbandono. 
Questa è la cosa che l’uomo-Pinocchio teme di più, dopo l’esser stato smascherato, e talvolta per evitarlo rinuncerà alle bugie e cercherà di seguire una retta via.

È molto difficile che un uomo-Pinocchio guarisca, in quanto lui per primo nega di essere così e rifiuterà quindi l’aiuto di chi cerca di “salvarlo”. 
La sua versione è molto più gradevole: qui riceve incoraggiamenti e stima, e stare in un mondo dove invece è una persona con problemi non gli piace affatto.

Esistono comunque delle speranze, ma non sarà facile trovare il modo giusto: ogni uomo-Pinocchio ha il suo, e bisogna aiutarlo a trovare ciò cui tiene di più. L’uomo-Pinocchio adora l’ammirazione femminile, e cercherà di circondarsi di donne che lo adorano e lo stimano.

Per lui è molto difficile scegliere di avere una sola donna alla volta, perché questo lo vive come un limite ai propri desideri. Questa condizione è di sicuro più diffusa tra gli uomini che tra le donne, in quanto per evoluzione l’uomo tende a volere più partner e a cercare altrove, mentre le donne sono più desiderose di un rapporto unico a lungo termine alla volta.

Inoltre sono più gli uomini a vivere come “bambini cresciuti”, e spesso le differenze tra un uomo e un bambino sono minime.

Ho approfondito il tema del bugiardo patologico e dei segnali non verbali che possono smascherare una bugia nel mio libro (edizione psiconline) “Comunicare bene. La comunicazione come forma mentis“.

A cura di: Fabio Pandiscia, esperto in linguaggio del corpo


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Un commento su “Perché dici bugie anche quando non ne hai bisogno”

  1. Buonasera.
    Quello che viene descritto è tutto vero.
    L’articolo parla dell’uomo ma anche la donna può avere questo atteggiamento. Purtroppo ho vissuto per oltre 20 anni con una donna affetta da questo disturbo che, alla fine, ha portato alla separazione. Fin da subito avevo notato il comportamento ma, naturalmente, veniva sempre giustificato e da me creduto. Come descritto nell’articolo, persona solare, socievole con tutti ma incapace di avere amicizie a lungo termine. Le bugie erano e sono tuttora all’ordine del giorno, anche con i figli. Non sono mai “cattive” anzi, spesso sono banali, ingenue, infantili, non solo, addirittura messe per iscritto cosi’ da essere facilmente contestate ma nulla, per coprire una bugia ne viene inventata un’altra. In occasione della separazione abbiamo affrontato un percorso di coppia presso un centro di ascolto e anche li, in alcune occasioni, ha inventato motivazioni che anche gli psicologi si sono resi conto della falsità. E’ molto difficile convivere con una persona/situazione del genere. Pur amandola si perde la fiducia, arrivando ad un punto di rottura. Ancora adesso, benché messa davanti al fatto compiuto, non accetta l’invito di farsi aiutare, di affrontare la difficoltà.

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