Perché ti senti in colpa? Alla radice del senso di colpa

Forse non sempre ne sei consapevole, tanto sei abituato a conviverci, ma esistono due grandi “mangiatori di energie” che minano la tua pace ed il tuo benessere psicologico:

1. IL SENSO DI COLPA
2. LA PREOCCUPAZIONE ANSIOSA PER IL FUTURO

Il senso di colpa è quella spiacevole e dolorosa sensazione di indegnità, vergogna e dispiacere legata a qualcosa che hai fatto/detto in passato. In casi limite addirittura che hai solo pensato!

La preoccupazione ansiosa per il futuro invece – che va distinta dalla normale progettualità – è caratterizzata dalla costante sensazione di inquietudine, apprensione, e paura di ciò che ti potrà accadere in un domani più o meno distante.

Cos’hanno in comune questi due “errori” di considerazione?

Rappresentano entrambi una forma di disagio, una trappola cognitiva legata a qualcosa che non è più possibile modificare (il passato) o che ancora non esiste (il futuro), ma che in entrambi i casi ti appare tanto minaccioso da assorbire molta parte delle tue energie, nel tentativo di cambiare qualcosa o prevedere qualcos’altro.

IL SENSO DI COLPA COME SCELTA

Sembrerà un’affermazione alquanto bizzarra dire che si può scegliere di vivere nel senso di colpa, ma in realtà si tratta di una condizione molto diffusa. Distinguiamo innanzitutto tra due forme di senso di colpa:

1. Il senso di colpa residuo

E’ quello che ti viene inculcato sin da bambino e che viene utilizzato da genitori, educatori, sacerdoti e tutti coloro che hanno influenza sui processi educativi, come strumento di sottomissione alle “regole” della società: “se fai così sei un cattivo bambino”, oppure “dovresti vergognarti per aver detto/fatto la tal cosa”, o ancora “se andrai via di casa mi farai morire di crepacuore” e così via… chi non si è mai sentito dire qualcosa del genere?

Questa forma di senso di colpa è sottile ma onnipresente ed emerge nei numerosi auto rimproveri che ti indirizzi, ed ogni volta che ti scusi troppo per aver commesso un errore (scorgerai facilmente in esso il tentativo di esorcizzare la paura di non essere approvato).

2. Il senso di colpa autoimposto

E’ questo il caso in cui ti senti immobilizzato nel presente dal dolore e dalla vergogna che ti autoinfliggi come punizione, per aver violato una norma del tuo codice morale (o creduto tale). Ci troviamo in tal caso di fronte ad emozioni molto più tormentose delle precedenti. E’ questo il caso del senso di colpa come scelta.

In questo ultimo caso infatti, si “sceglie” più o meno consapevolmente il senso di colpa come compromesso di minor resistenza (resistenza al cambiamento che altrimenti sarebbe necessario fare) e di adattamento (alle richieste/aspettative altrui):

  1. Come forma di espiazione per sentirti sollevato dal dolore di aver violato le tue norme morali (o credute tali)
  2. Per evocare la pena ed il perdono altrui (incapace di perdonare te stesso)
  3. Per guadagnarti l’approvazione e la protezione degli altri
  4. Per farti compatire ed ottenere attenzione
  5. Per deresponsabilizzarti nei confronti dei tuoi comportamenti (la colpa è degli “altri” che ti fanno sentire in colpa…)
  6. Per non impegnarti in un processo di rivalutazione e cambiamento dei tuoi valori e comportamenti. Infatti, è meno impegnativo vivere dolendosi per ciò che si è fatto (e che peraltro non potrà MAI e dico MAI essere modificato), piuttosto che rimboccarsi le maniche e crescere, comprendere i propri errori e far sì di non commetterli ancora.

Invece di tentare di modificare il passato – che per sua natura modificabile non è – occorre modificare il tuo atteggiamento nei confronti di ciò che desta in te i sensi di colpa: si tratta molto spesso di retaggi culturali che hai assorbito in maniera più o meno passiva e “fatti tuoi” senza troppo ragionarci su e senza chiederti, nel tempo, se sei ancora d’accordo a considerare valide certe regole morali e di comportamento.

Ad esempio, nella società cattolica e puritana sono facilmente identificabili alcune equazioni, responsabili di sensi di colpa:

• SE ti diverti ALLORA sei una persona cattiva e sciocca (e devi sentirti in colpa)
• SE ti piace il sesso ALLORA sei una donna di facili costumi (e devi sentirti sbagliata quindi in colpa)
• SE sei allegro ALLORA sei un superficiale (quindi devi sentirti in colpa)
• SE non ti rattristi e non ti addolori abbastanza a lungo (e inutilmente aggiungo io) ALLORA sei una cattiva persona (e ti devi sentire in colpa per questo).

E così via… gli esempi potrebbero essere davvero molti. Per integrare questo articolo vi consigliamo la lettura delle pagine:


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Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, dottore di Ricerca in Neuropsicologia ed esperta in Mindfulness.

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