Se hai questi comportamenti, durante l’infanzia sei stato trascurato emotivamente

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Scrittrice e fondatore di Psicoadvisor

L’infanzia è il periodo in cui impariamo cosa significa essere amati, accolti e compresi. È il momento in cui la nostra identità inizia a prendere forma, influenzata dall’ambiente in cui cresciamo e, soprattutto, dalla qualità delle relazioni con i nostri genitori o con le figure di riferimento. Quando un bambino riceve affetto, attenzione e supporto emotivo, sviluppa sicurezza in sé stesso e una sana percezione del mondo. Al contrario, quando queste necessità vengono trascurate, il bambino può crescere con ferite invisibili che influenzano profondamente la sua vita adulta.

La trascuratezza emotiva è un fenomeno spesso silenzioso e difficile da riconoscere, proprio perché non lascia segni tangibili come la violenza fisica o l’abuso esplicito. È una forma di mancanza che si manifesta nel non ricevere il sostegno emotivo di cui si avrebbe bisogno, nel sentirsi invisibili, non ascoltati o non considerati nelle proprie emozioni e bisogni.

Se hai questi comportamenti, durante l’infanzia sei stato trascurato emotivamente

Se durante l’infanzia hai sperimentato una costante sensazione di solitudine emotiva, se hai imparato a nascondere le tue emozioni per paura di essere respinto o giudicato, potresti essere stato vittima di trascuratezza emotiva. Gli effetti di questa esperienza possono protrarsi nel tempo, influenzando le relazioni, l’autostima e il modo in cui affronti le sfide della vita.

In questo articolo esploreremo i principali comportamenti che possono indicare che un bambino è stato trascurato emotivamente, analizzando come questi segni possano manifestarsi nell’infanzia e nella vita adulta. Identificare queste dinamiche è il primo passo per comprendere sé stessi e avviare un percorso di guarigione.

1. Difficoltà a riconoscere ed esprimere le emozioni

Le persone che hanno vissuto trascuratezza emotiva spesso faticano a identificare i propri sentimenti. Crescendo in un ambiente in cui le emozioni non venivano validate o accolte, imparano a ignorarle o a reprimerle. Questo può portare a un senso di distacco emotivo e alla difficoltà nel condividere ciò che provano con gli altri.

“Non so mai davvero cosa provo, è come se le mie emozioni fossero confuse o inesistenti.”
“Quando mi chiedono come sto, rispondo sempre ‘bene’ anche se dentro di me non so davvero come sentirmi.”

2. Paura dell’intimità e difficoltà nelle relazioni

Chi ha sperimentato trascuratezza emotiva può avere problemi a costruire e mantenere relazioni intime. La paura del rifiuto o dell’abbandono porta a evitare il coinvolgimento emotivo profondo o a instaurare legami instabili, caratterizzati da ansia e insicurezza.

“Ogni volta che qualcuno si avvicina troppo a me emotivamente, sento il bisogno di allontanarmi.”
“Non riesco a fidarmi delle persone completamente, ho sempre paura che prima o poi mi abbandoneranno.”

3. Sensazione di vuoto interiore

Uno dei segni più comuni della trascuratezza emotiva è la sensazione persistente di vuoto o di mancanza di direzione nella vita. Questo accade perché da bambini non si è sviluppata una connessione stabile con le proprie emozioni e i propri bisogni interiori.

“Anche quando tutto sembra andare bene, mi sento comunque vuoto dentro.”
“Non so mai cosa voglio davvero, mi sembra di vivere la vita senza una direzione precisa.”

4. Perfezionismo e iper-indipendenza

Molte persone trascurate emotivamente compensano la loro insicurezza cercando di eccellere in ogni ambito. Il perfezionismo diventa una strategia di sopravvivenza per ottenere il riconoscimento che non hanno ricevuto da piccoli. Altri, invece, sviluppano un’iper-indipendenza estrema, rifiutando qualsiasi aiuto per paura di essere delusi o abbandonati.

“Devo sempre essere perfetto in tutto quello che faccio, altrimenti mi sento inutile.”
“Non chiedo mai aiuto a nessuno, perché so che alla fine dovrò cavarmela da solo.”

5. Bassa autostima e senso di inadeguatezza

Quando le emozioni di un bambino vengono ignorate, il messaggio implicito che riceve è che i suoi sentimenti non contano. Questo può tradursi in un adulto con bassa autostima, che lotta con un senso costante di inadeguatezza e insicurezza personale.

“Mi sento sempre inferiore agli altri, come se non fossi mai abbastanza.”
“Anche quando ottengo risultati positivi, ho sempre la sensazione di non meritarmeli.”

6. Tendenza a minimizzare le proprie esperienze emotive

Un adulto trascurato emotivamente spesso si convince che il suo passato non sia stato poi così problematico. Questa forma di negazione è una difesa per evitare il dolore del riconoscere ciò che è mancato.

“Non è che la mia infanzia sia stata così brutta, c’era di peggio.”
“I miei genitori mi hanno dato tutto il necessario, quindi non posso lamentarmi.”

7. Difficoltà nel chiedere aiuto e nel fidarsi degli altri

Essere ignorati emotivamente da piccoli insegna a contare solo su se stessi. Molti adulti con questo background trovano difficile chiedere aiuto, delegare o affidarsi agli altri, temendo di essere un peso o di venire delusi.

“Se chiedo aiuto, sembrerò debole, quindi preferisco fare tutto da solo.”
“Ogni volta che mi fido di qualcuno, finisce per deludermi, quindi meglio non fidarsi di nessuno.”

8. Esaurimento emotivo e burnout

Reprimere le emozioni e cercare costantemente di dimostrare il proprio valore porta a un sovraccarico mentale ed emotivo. Molti adulti trascurati emotivamente sviluppano stress cronico, ansia o episodi di burnout.

“Sono sempre esausto, ma non so nemmeno il perché.”
“Mi sento svuotato emotivamente, come se non avessi più energia da dare a nessuno, nemmeno a me stesso.”

Spazio sottratto, sogni rubati

I vissuti difficili nell’infanzia generano emozioni dirompenti che rubano spazio ai sogni, sottraggono spirito d’iniziativa e operosità, demoliscono spensieratezza e ti fanno arrivare in età adulta disorientato. Con tante idee su chi sei e ancora tanta fame su chi avresti voluto essere. La verità è che un bambino iper-protetto o che abbia subito qualsiasi forma di pressione genitoriale, non ha avuto la possibilità di sperimentarsi. Non ha conosciuto libertà.

Quando poi arrivano abusi indicibili come violenze verbali, umiliazioni, violenze fisiche o abusi sessuali, le rinunce sono ancora più devastanti. Si rinuncia a vivere la sicurezza sotto ogni aspetto. Se la figura che più di tutte avrebbe dovuto proteggerti ti ferisce, la fiducia diventa un concetto che non ci apparterrà mai completamente.

Non importa oggi quanti anni tu abbia, non importa quante volte sei scivolato o quante altre sei rimasto imprigionato in emozioni scomode. Ciò che conta è che un’opportunità puoi concedertela. Puoi tenderti la mano e iniziare a garantirti quella libertà necessaria per esplorati, conoscerti e affermare la tua identità personale a prescindere dal ruolo che ti è stato conferito nel tuo ambiente, nei tuoi legami. È possibile e anzi, lo devi a te stesso. Puoi deviare il corso della tua traiettoria evolutiva e fare in modo che ciò che sei coincida in modo definitivo con ciò che vuoi essere.

Questo passaggio non arriva con fatica, è mediato dalla semplice libertà

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A cura di Ana Maria Sepe, psicologo e fondatrice della rivista Psicoasvisor
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