Sei cresciuto in una famiglia disfunzionale o funzionale?

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Dott.ssa in biologia e psicologia. Esperta in genetica del comportamento e neurobiologia. Scrittrice e founder di Psicoadvisor

Non tutte le famiglie sono uguali, ma quelle disfunzionali hanno molte caratteristiche in comune e lasciano segni che il bambino porterà fino all’età adulta. E’ difficile sopravvivere in una famiglia disfunzionale e il più delle volte, chi c’è dentro, non sa neanche di star vivendo in un contesto malsano e dannoso. Un contesto che genera ansia, conflitti interiori, sensi di colpa, insicurezze, vergogna e che soprattutto frena un corretto sviluppo emotivo.

Caratteristiche di una famiglia disfunzionale

Se credi di essere cresciuto in una famiglia piena d’amore, non vuol dire che tu sia cresciuto in una famiglia sana. Anzi, fin troppe volte ho sentito frasi come “mia madre mi ha dato tutto” da chi ha avuto una madre alienante e opprimente… oppure “ho avuto un’infanzia felice” da chi ha subito continui abusi emotivi.

E’ questa la pericolosità dei meccanismi malati che si verificano all’interno di un nucleo familiare. Per fare un po’ di chiarezza, ti elencherò quali sono le principali caratteristiche di una famiglia disfunzionale con esempi pratici che, se presenti, potrai riconoscere tu stesso nella tua vita familiare.

DIPENDENZA

Il legame con i genitori, in particolar modo il legame materno, diventa un vincolo di forza e non di reale affetto. E’ atroce dover ammettere di aver instaurato un legame di dipendenza con la propria madre, chi vorrebbe ammettere di essere il burattino emotivo della propria madre? Questo scenario, purtroppo, è molto più frequente di quanto si possa immaginare e non solo nei maschietti ma anche tra le donne. La dipendenza è associata ad alienazione e manipolazione.

MANIPOLAZIONE E ALIENAZIONE

Il bambino viene egoisticamente investito del ruolo insostenibile di soddisfare i bisogni affettivi del genitore, di compensare la sua infelicità coniugale e/o esistenziale. Questo ruolo lo porterà fino all’età adulta.

Il genitore, fin dall’età infantile, ha messo il bambino in condizione di non prendere mai decisioni fino a condizionare ogni scelta del figlio anche in età adulta e anche in modo implicito (subdolo, non evidente). In casi di manipolazione, se il figlio dovesse esprimere la volontà di iniziare una psicoterapia, la mamma (o il genitore manipolatore) potrebbe subito mostrarsi ostile all’idea perché percepirebbe la psicoterapia come pericolo, come una forbice in grado di tagliare i fili che usa per muovere il suo burattino.

La manipolazione ha forti conseguenze sullo sviluppo della personalità, dell’autostima e anche sulla capacità di prendere decisioni o portare avanti progetti.

Per un bambino, la verità assoluta è quella riportata dal genitore. Spesso, crescendo, l’adulto continua a conservare quella verità assunta durante l’infanzia senza accorgersi che non trova riscontro nella realtà. Il bambino è una spugna ed è fin dalla tenera età che viene programmato ad assumere il punto di vista del genitore.

SENSI DI COLPA E SUDDITANZA

Se i figli crescono pensando che la madre ha rinunciato a tutto per loro, non potranno fare a meno che covare forti sensi di colpa. In realtà, i genitori innescano sensi di colpa nei figli in diversi modi, anche facendoli sentire “non meritevoli”.

I figli adulti potranno continuare a nutrire una certa sudditanza nei confronti del genitore manipolatore. La sudditanza, infatti, è spesso la sintesi di un legame manipolativo, alienante e basato sulla dipendenza affettiva… anche se talvolta le conseguenze possono essere opposte (vedi paragrafo finale)

INADEGUATEZZA E VERGOGNA

E’ difficile sentirsi a proprio agio in una famiglia disfunzionale. Così potresti non sentirti libero di esprimere le tue emozioni perché sei accompagnato da sentimenti di inadeguatezza e di vergogna.

Le tue iniziative non vengono incoraggiate, anzi, chi ti circonda tende a sottolineare i tue fallimenti senza riconoscere i tuoi successi. Così, anche tu, con te stesso, sei portato a essere severo e a non vedere quanto di buono c’è in te. Si aprono così le porte alla bassa autostima.

AMORE MALATO E MANCANZA DI RISPETTO

Si dà troppa enfasi all’amore. Osservando dinamiche familiari, ho avuto modo di assistere ad abusi emotivi o addirittura a violenze, commessi in nome di un amore malato. Non viene mai commessa alcuna atrocità in nome del rispetto.

Così in qualsiasi rapporto (familiare, di coppia, fraterno, amicale…) la parola “rispetto” deve essere anteposta a qualsiasi sentimento. Parlo di rispetto reciproco: da ricevere, da dare ma anche (e soprattutto) da nutrire verso se stessi. Chi vive in una famiglia disfunzionale finisce per assumere un concetto distorto dell’amore e finisce per non conoscere mai quello che è il rispetto per se stesso.

MANCANZA DI CONFINI

In una famiglia disfunzionale mancano i confini. Un genitore può sentirsi libero di invadere la privacy altrui senza alcun freno. Dovrai “faticare” per cancellare messaggi o mantenere il telefono in una zona di sicurezza.

Non esistono regole, si entra in camera senza bussare e si dà per scontato che non possa esistere privacy. Anzi, se tenti di mantenere una certa riservatezza, potresti essere malgiudicato e il genitore di turbo potrebbe giocarsi la carta dei sensi di colpa.

Il bisogno di “sapere” è affiancato al bisogno di “gestire/manipolare” la vita del proprio figlio, bambino o adulto che sia.

Famiglia disfunzionale, le conseguenze in età adulta

Le conseguenze sono molteplici e aprono le porte agli scenari più disparati.  Qui, per amor di sintesi, riporterò solo i due gli scenari più comuni. Il primo di ribellione (io non sono come i miei genitori) e il secondo di resa (sono fatto in modo sbagliato, meno male che mia madre mi ama). Questi due scenari possono aprirsi in seguito al perpetuarsi di manipolazioni, alienazioni e legami malsani in ambito familiare.

La manipolazione non è evidente come molti potrebbero pensare. Apre le porte alla frustrazione e l’adulto, anche se inconsapevole di essere manipolato, sente il bisogno di doversi svincolare. Può provare sentimenti ambivalenti per i genitori (amore e odio, rabbia e affetto, bisogno e disprezzo..). Per svincolarsi dai genitori, l’adulto (o l’adolescente), può decidere più o meno inconsapevolmente di tradire le aspettative dei genitori, fallire, deviare, anche gravemente, dai codici familiari. Questo si traduce in abuso di sostanze, comportamenti pericolosi, stile di vita promiscuo, fallimenti lavorativi… e tutto ciò che può infliggere dispiacere nel genitore.

In alternativa, può avvenire un meccanismo di resa, una sorta di auto-annullamento. In questo contesto l’adulto tenderà a manifestare di continuo il bisogno di approvazione dai genitori, uniformarsi passivamente alle attese familiari e riprodurre, nella propria vita, coppie e matrimoni infelici.

Le emozioni: il tuo migliore alleato

La vita è un bene troppo prezioso per lasciarlo nelle mani del caso. È meglio assumersi la responsabilità del proprio presente e iniziare a rispettare i propri bisogni, le proprie ambizioni di felicità e benessere. Quando si lavora su se stessi, un ottimo alleato possono essere le emozioni. Sottovalutate, represse, ignorate… le emozioni sono stimoli neurofisiologici che vedono un gran numero di variazioni nel nostro organismo e, si sa, il nostro corpo è molto saggio.

Oltre a una componente fisiologica, le emozioni hanno una forte componente comportamentale, se ci pensi, dirigono le tue azioni, guidano le tue relazioni, limitano o esaltano la tua capacità intrinseca di prendere iniziativa, agire e motivarti! L’insicurezza ti rallenta, la paura ti paralizza, l’ansia ti inibisce. La rabbia ti fa scattare! Il dolore e le delusioni attivano dei comportamenti protettivi (…). Le emozioni scandiscono anche i legami che stringi, come ti fai trattare al lavoro, cosa sei disposto a subire (…). Insomma, orchestrano, da dietro le quinte, un gran numero di attività.

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Autore: Anna De Simone, psicologo esperto in psicobiologia
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