Sentirsi una cattiva mamma: il circolo vizioso della disfunzionalità genitoriale

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Fin da prima che nasca il nostro bambino ci chiediamo: sarò  una buona madre? Quella di educare e crescere un figlio è una grande responsabilità che può portare con sé anche innumerevoli ostacoli, difficoltà e inciampi.

Nel momento in cui nasce un bambino nasce anche una madre

Fare il genitore e in particolar modo essere mamma è sicuramente il più impegnativo fra tutti i mestieri e a complicare ulteriormente questo compito vi è la completa assenza di un modello per esercitare una genitorialità funzionale. In altre parole, non solo il manuale della “brava mamma” non esiste ma nessuna istituzione ha fatto mai nulla per sensibilizzare alla genitorialità consapevole.

Esperienze traumatiche passate o vissuti irrisolti, possono influenzare la capacità di svolgere il difficile compito di mamma. E’ interessante osservare come le ricerche indichino che il 30-60% dei bambini maltrattati o “mal curati” in famiglia, crescano a loro volta con genitori vittime di pregresse trascuratezze.

Dinamiche disfunzionali mamma-figlio

La responsabilità nei confronti del piccolo è grande e proprio per questo motivo pensiamo spesso di non essere all’altezza di una missione di vita così importante.

Ci ritroviamo così a paragonarci ad altre mamme, a sminuire ciò che siamo e ciò che facciamo, ci sentiamo sempre inferiori e in difetto. E di conseguenza cerchiamo di essere e di fare sempre di più, di andare sempre oltre le nostre possibilità fisiche e mentali facendo così nascere dinamiche disfunzionali quali:

  • Ci sentiamo in colpa per qualsiasi mancanza nei confronti dei figli
  • Ci sentiamo inadeguate quando cercano di imporsi
  • Temiamo che possano ereditare i nostri punti deboli
  • Non sopportiamo vederli di cattivo umore
  • Ci sentiamo responsabili di qualsiasi loro piccolo fallimento (anche un cattivo voto a scuola)
  • Siamo molto accondiscendenti
  • Cerchiamo di compensare le loro carenze non facendoli mancare nulla
  • Abbiamo costantemente bisogno della loro approvazione (abbiamo bisogno di sentirci bravi genitori)

Come interrompere il circolo vizioso della disfunzionalità genitoriale

La formula perfetta, come sempre, non esiste. Tuttavia è possibile seguire alcune linee guida per accompagnare tuo figlio durante la crescita e aiutarlo a diventare quello che realmente è, e non quello che vorresti che fosse.

Liberati dal passato

Se vivi con ansia qualsiasi suo approccio alla vita, inevitabilmente tuo figlio percepirà il mondo come estremamente pericoloso. Si sentirà molto fragile e vulnerabile e si convincerà che solo tu puoi proteggerlo.

Chiediti perché sei così protettiva e ansiosa. Chiediti perché ti senti così inadeguata nel tuo ruolo di mamma. Forse hai avuto una madre anaffettiva oppure evitante o magari iperprotettiva?  In ogni caso, non permettere al tuo vissuto di intromettersi nella tua vita; ora più che mai meriti di amartinon rimanere insabbiata nelle tue paure!

Non colpevolizzarti

Tu sei perfettamente in grado di offrire il meglio per i tuoi figli; ma per farlo dovrai smetterla di colpevolizzarti per ogni loro mancanza, dovrai smetterla di sentirti inadeguata nel tuo ruolo di mamma.

Non paragonarti a nessun’altra

Non esiste una mamma uguale a un’altra. Ciascuna madre ha infatti doti, caratteristiche, pregi e difetti che la rendono unica e inimitabile e per questo anche insostituibile! Inutile quindi cercare di essere la mamma perfetta, perché anche se non ci credi, tuo figlio ha bisogno di te esattamente così come sei!

Fai pulizia nel tuo modo di pensare!

Cambia le tue abitudini rendendole compatibili con il tuo essere madre e donna. Mamma non significa annullarsi! Le tue paure, le tue insicurezze spariranno solo quando smetterai di percepirti come una mamma sbagliata, solo allora potrai iniziare davvero a dare il meglio per i tuoi figli.

Smetti di accollarti responsabilità che non ti appartengono: se tuo figlio è stato bocciato a scuola oppure durante le partite fa la panchina, non pensare che questi risultati siano da attribuire a tue mancanze. Una mamma presente non può prevedere o provvedere a tutto. Sii razionale e obiettiva nelle tue auto-valutazioni: dal momento in cui lo hai supportato tuo figlio, non devi ritenerti responsabile in caso di suoi fallimenti, tuo figlio crescerà e trarrà grande insegnamenti dalle sue sconfitte… quindi non farle diventare tue.

 

Sembra un paradosso ma ogni qual volta ti prodighi per tuo figlio con apprensione stai donando  la tua assenza non la tua presenza.

Amati

Sei una mamma non la carceriera di te stessa! Valorizza i tuoi lati migliori, quelli che riescono a farti sentire bene, quelli che ti divertono…Avere una considerazione positiva di te stessa ti consente di superare più facilmente ogni difficoltà  e affrontare in modo efficace tutto ciò che la vita famigliare ti porta.

E non preoccuparti per i tuoi figli….

Questa tua presa di consapevolezza sarà per loro un grande insegnamento di vita! È proprio di questo che hanno bisogno i figli: di mamme vere, presenti prima di tutto con se stesse.

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