Test psicologico: quanto sei felice?

Ecco un test psicologico basato sulla scelta di un’immagine, per scoprire qualcosa del nostro animo e della nostra identità. Ogni immagine che incontriamo nel mondo esterno, come pure nei pensieri e nella fantasia, riesce immediatamente ad evocare in noi una sensazione (positiva o negativa), questa stimolazione psico-sensoriale influisce sulla nostra percezione della vita e delle emozioni.

Le sensazioni non sono mai casuali, l’individuo che le segue e le indaga raggiunge sempre uno “specchio” nascosto nel suoi Io inconscio ove, se vuole, può vedere il vero riflesso delle sue emozioni.

In altre parole ogni emozione può svelarti qualche cosa di te e, molto più spesso di quanto tu non possa immaginare, anche piccolissime sensazioni possono rivelare grandi aspirazioni e segreti dell’animo, scoprirli aiuta a vivere meglio.

Scegli una chiave fra le quattro proposte nella foto in basso, segui il tuo istinto e fermati su quella che ti impressiona o emoziona di più.
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Risultati test psicologico

Chiave numero 1
La felicità dipende dalla capacità dell’individuo di cogliere l’attimo sfruttandolo a proprio vantaggio, se hai scelto l’immagine numero 1, probabilmente, tu questo lo sai bene. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e per quanto sia facile osservare il cielo terso e un bell’arcobaleno, la vita spesso pretende un coraggio e una forza che non sempre siamo pronti a mettere in campo.

Chi ha scelto questa immagine conosce la teoria della felicità e sa osservarla, tuttavia, in pratica, stenta a godere pienamente dei momenti propizi della vita, spesso manca di autostima, facilmente teme che i propri mezzi intellettivi, emotivi e fisici non gli assicurino una sufficiente protezione contro le avversità.

Attenzione: la felicità è un bene passeggero che, tuttavia, può essere conservato e preservato, ma per tutelarlo spesso bisogna rischiare! Ricordate sempre che Davide riuscì a sconfiggere il gigante Golia e lo fece con un patrimonio di forza fisica “teoricamente insufficiente”.

Davide con una pietra ed una fionda dimostrò che anche il più forte e temibile sfidante cade dinnanzi ad un’azione saggia, mirata e motivata. Siate come Davide, aggirate il Gigante che temete (cioè le vostre paure), rubategli la spada e finitelo (cioè abbiate fiducia in voi stessi)!

Chiave numero 2
Chi ha scelto questa chiave probabilmente vive la propria felicità come espressione di un bisogno: il bisogno di attenzioni ovvero è felice quando è amato, allorquando qualcuno manifesta fattivamente il proprio affetto.

Chi ha scelto questa chiave è probabilmente un pensatore cronico e, cioè, una persona malamente abituata a riflettere su tutti i dettagli della propria vita.

L’esame critico e pedissequo di ogni azione, atteggiamento e difetto di sé è pericoloso: crea delle fragilità e scardina l’autostima. I pensieri possono schiacciare o innalzare l’uomo: schiacciano ed appiattiscono i pensieri negativi, innalzano quelli positivi , mai primi certamente inibiscono i secondi.

Perciò chiudersi nei pensieri negativi rende difficili, se non impossibili, gli slanci positivi dell’animo. Tal volta è un bene sentirsi leggeri e permettere a se stessi anche di sbagliare interpretando l’errore non come un difetto, ma come un umano diritto!

Ricordate che siamo creature imperfette e se la terra è fatta per accogliere le nostre cadute, il corpo è fatto per sostenere l’anima mentre ci rimettiamo in piedi dopo essere inciampati. Il cielo, invece, è il luogo dei desideri e della libertà ed è l’unica cosa fatta per non cadere mai.

Chiave numero 3
La più grande felicità della nostra vita è quella che ancora non ci ha sorpresi. Chi ha scelto l’immagine numero 3 è un individuo perennemente alla ricerca della felicità. Non solo la immagina e la vuole, non solo la idealizza e la insegue, ma non teme nemmeno di soffrire pur di conquistarla.

La vita è una bilancia dove bene e male non possono che equilibrarsi, la loro coesistenza è parte dell’essere e, quindi, è parte anche dell’esistere. Chi accetta questo equilibrio accetta di vivere secondo natura e indaga la vita beneficiando con pienezza della gioia che da essa viene.

Attenzione: la ricerca della felicità non deve, però, divenire utopica, l’individuo che voglia essere felice deve conoscere ed accettare i propri limiti e deve rispettare quelli degli altri. In questo senso la felicità non si sposa con l’ostinazione, tal volta, anche per evitare frustrazioni o insuccessi, è opportuno pure saper rinunciare.

La rinuncia non è, sempre e comunque, una sconfitta, spesso essa rappresenta la matura consapevolezza che la vita può offrire di meglio. Così, in quest’accezione positiva, chi “libera una rinuncia” non perde nulla, semplicemente incomincia un nuovo percorso di ricerca

Chiave numero 4

La saggezza insegna che la felicità è uno stato interiore e non un bene oggettivo, perciò la felicità non esiste la creiamo e la distruggiamo noi stessi.

Chi ha scelto l’ultima foto è perennemente alla ricerca di un equilibrio interiore, più che alla felicità è interessato alla saggezza. La saggezza, però, non si costruisce come un progetto tecnico, non si pianifica, non si computa, non si misura, essa è un’alchimia fatta di emozione e di esperienza.

Attenzione a non confondere la saggezza con l’ostilità alle emozioni a cui nessuno è mai immune.


Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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