Il tuo è un amore sano o malato? 17 indicatori per capirlo

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Illustrazione di Carolina Buzio

Potremmo definire la Dipendenza Affettiva (DA) come una forma insana di relazione con l’altro, in cui il dipendente si pone in una condizione di sottomissione, accettazione incondizionata e continuo prodigarsi verso l’altra persona.

Lo scopo è quello di garantirsene l’approvazione e la presenza, perdendo volutamente di vista i propri bisogni e desideri profondi in questo processo di graduale spostamento dell’attenzione sull’altro.

Diversamente dal disturbo di personalità dipendente, in cui chi ne soffre mantiene un comportamento prevalentemente passivo, di accettazione e sottomissione, nella Dipendenza Affettiva la persona affetta mostra piuttosto un atteggiamento consapevolmente volto ad anticipare e soddisfare le richieste dell’altro con la conseguente graduale svalutazione dei propri bisogni e del proprio punto di vista.

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Il primo passo, per uscire dalla condizione di dipendente affettivo, è rendersi conto di avere un problema, che si manifesta nel portare avanti una relazione distruttiva ed insana:

1) Occorre rendersi conto di essere collusi e partecipi di una danza in cui si riveste il ruolo complementare del manipolatore: la vittima dipendente.

2) Occorre comprendere che, gradualmente, ci si è messi nella condizione di non percepire più il proprio valore ed il senso della propria esistenza senza l’altro.

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Elementi indicativi di una condizione di Dipendenza affettiva

Tendenza a scegliere partner emotivamente non disponibili, inaffidabili, instabili, freddi e incostanti

Tendenza a far dipendere la propria serenità e la propria felicità dall’altro

Incapacità crescente di “vedere” i propri bisogni profondi e le proprie priorità nella relazione

Incapacità di stabilire i propri “confini” e dire di NO all’altro

Incapacità di capire cosa davvero possiamo accettare e tollerare e cosa ci offende e ferisce

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Tendenza a tollerare e giustificare sempre di più comportamenti sgradevoli e offensivi da parte dell’altro

Continuo stato di allerta nel timore di fare o dire qualcosa che potrà offendere o infastidire l’altro

Focalizzazione dell’attenzione su ciò che l’altro vuole, sente, desidera o preferisce

Assoluta difficoltà a mostrarsi ed esprimersi per ciò che si è, nel timore di non essere accettati o di essere feriti

Sensazione di svuotamento e perdita di energie e motivazione. Lo stato di DA porta spesso a provare una sensazione di esaurimento e vuoto interiore dopo aver trascorso del tempo con l’altro

Sensazione di avere bisogno di una quantità di tempo crescente da trascorrere con l’altro, anche se la qualità di questo tempo è scadente o addirittura pessima

Sensazione di sfiducia e dubbio sull’affidabilità dell’altro, che deve quindi essere controllato continuamente al fine di garantire che non ci abbandonerà o non si allontanerà dalla relazione

Controlli ossessivi sulla vita sociale dell’altro (Facebook, posta, Whatsapp ecc…), finalizzati di mantenere un’illusione di controllo su di lui/lei:

1) Insorgenza, permanenza o aggravamento progressivo di sintomi di natura psicosomatica che “coprono” il reale problema: insonnia, tensioni muscolari, disturbi gastrointestinali, cefalee, malattie cutanee, ansia e attacchi di panico, abuso di sostanze o farmaci

2) Incapacità di gioire della propria vita e dei doni che essa ci offre (amicizie, soddisfazioni professionali, momenti di piacevole relax, letture ecc…)

3) Crescente disistima e rabbia nei confronti dell’altro

4) Atteggiamento di richiesta continua di tempo, attenzioni e conferme da parte dell’altro.

Se le vostre risposte indicano la presenza di un problema di Dipendenza Affettiva è consigliabile rivolgersi ad un professionista Psicologo per valutare approfonditamente l’eventuale necessità di sostegno o di una terapia.

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Bibliografia:
“La Dipendenza Affettiva”, di Franco Nanetti, Ed. Pendragon
Giddens A., “The transformation of intimacy: sexuality, love and eroticism”. Cambridge: Polity press; 1992
Griffiths, 1995
“Il problema della comorbilità”. La Cascia C., Ferraro L. e Mulè A.2008
Caretti e La Barbera: “Le dipendenze patologiche, clinica e psicopatologia”. Milano: Raffaello Cortina; 2005
Miller D., “Donne che si fanno male”. Milano: Feltrinelli, 1994Albano T., Gulimanoska L., “In-Dipendenza: un percorso verso l’autonomia”. Vol. I-Manuale sugli aspetti eziopatogenetici, clinici e psicopatologici delle dipendenze. Milano: FrancoAngeli; 2006
Guerreschi C., “New addictions. Le nuove dipendenze”. Edizioni San Paolo, Milano; 2005
Harriet Goldhor Lerner, “La danza della rabbia”. Edizioni Corbaccio, 1996

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