Vivere all’ombra di legami invalidanti significa ristagnare

| |

Author Details
Psicologa Psicoterapeuta, specializzata in terapia Familiare Sistemica Relazionale. Autrice di libri.
Illustrazione: Henn Kim

Paura di lasciare andare. Succede spesso di trovarsi bloccati, con la paura di lasciare andare qualcosa o qualcuno.

Ci si sente incapaci di prendere decisioni, di cambiare una situazione anche quando non ci appartiene più. Accettare che lo scorrere di un cambiamento porti nuovi assestamenti spaventa.

Vivere il presente all’ombra di un’antica emozione

Il dubbio per il futuro, anche quando il presente è ormai sofferente e il passato è diventato una zavorra, impedisce il naturale ascolto delle proprie sensazioni e quando ci si accorge di non riuscire a lasciar andare ciò che si sta trattenendo si scopre anche di non riuscire più a lasciarsi andare, si continua a vivere il presente all’ombra di un’antica emozione.

Senza rendersene pienamente conto si attua un controllo su tutto ciò che si teme possa portare un cambiamento.

Tutte le energie convogliano sulla necessità di mantenere uno status quo anche quando non rispecchia più i propri bisogni.

La paura ci preclude il presente

Paura di lasciarsi andare. Può capitare che si resti immobili in attesa di un futuro agognato o ci si culli nella procrastinazione di ciò che si vorrebbe fare, per paura di fallire o di affrontare nuove responsabilità, in ogni caso il risultato resta sempre quello di non vivere il presente.

Quando non ci si lascia andare si è ancora bloccati in una trama costruita per tenersi legati a qualcosa, quella che inizialmente poteva essere una difesa, una probabile arma contro il dolore provato, diventa invece una trappola da cui non ci si riesce facilmente a liberare.

Alcuni legami sono difficili da sciogliere, fa paura sentirsi liberi, si teme la solitudine. Un nuovo confronto con qualcosa che ancora si ignora porta a preferire ciò che è più familiare anche se questo è un dolore.

Indipendentemente da ciò che si tenta di trattenere, ciò che spaventa in realtà è la percezione di se stessi.

Non ci si sente sicuri e indipendenti, la propria identità è vista in funzione dei ruoli e delle conferme che gli altri rimandano. Per questo il cambiamento spaventa.

Rompere certi schemi, riconoscere e inseguire i propri bisogni sembra una rivoluzione troppo grande da perseguire. Ci si adagia invece su ciò che si conosce, anche se ormai insoddisfacente e impoverito.

Perché è così difficile allontanarsi da un dolore o da qualcosa del passato che fa soffrire?

Sembrerebbe facile, istintivo e invece a volte viene custodito, messo da parte per paura di affrontarlo o perché farlo porterebbe a far riemergere sentimenti ancora più distanti nel tempo, ancora più dolorosi. Eppure tentare di tenere le emozioni sotto controllo, nascondersi o isolarsi porta inevitabilmente all’immobilismo da cui deriva la non crescita e un graduale indebolimento e impoverimento personale.

Come sciogliere i nodi

Affrontare le proprie insicurezze non è mai semplice, bisogna partire dall’accettazione di ciò che si sta vivendo, riconoscere che non si sta dando ascolto a se stessi e alle proprie esigenze.

Per poterlo fare bisogna imparare a contare su una propria fiducia personale, senza temere che la propria struttura ceda.

In questo modo ci si può permettere di affrontare ciò che non si conosce, sostenere i cambiamenti a cui si va incontro nel momento in cui si decide di vivere pienamente la propria vita, anche se questo può risultare difficile in un primo momento, non farlo però porterebbe a una sofferenza maggiore e a continue rinunce personali.

Nel momento in cui si inizia a dare ascolto alle proprie esigenze ci si sta prendendo cura di sé. Delegare ad altri questo compito porta inevitabilmente a relazioni di dipendenza da cui difficilmente ci si riesce a separare, fino a quando non si inizia a dare un valore a se stessi e al posto che si vuole occupare in ogni ambito della propria vita.

Per far questo, prima di poter sciogliere legami invalidanti e lasciar andare le proprie zavorre, bisogna eliminare i vecchi pensieri connessi all’improbabilità di farcela o di poter trovare altro.

L’attenzione deve tornare su ciò che può far star bene, iniziando a circondarsi di persone e situazioni che possono portare qualcosa di positivo alla propria vita, che possano nutrire altro.

Ritornare a creare la possibilità di scelta è il passo più importante per tornare a sentirsi liberi, senza vincoli che limitano la propria espressione e il raggiungimento di una piena realizzazione.

Lucia Cavallo, Psicoterapeuta 
specializzata in terapia Familiare Sistemica Relazionale
Se ti è piaciuto questo articolo puoi seguirci su Facebook:
sulla Pagina Ufficiale di Psicoadvisor o nel nostro gruppo Dentro la PsichePuoi iscriverti alla nostra newsletterPuoi leggere altri miei articoli cliccando su *questa pagina*.


I nostri articoli sono un riassunto semplificato di una “inestimabile complessità” che può essere trattata correttamente solo nelle sedi opportune (lo studio di uno psicoterapeuta). Ogni meccanismo spiegato è frutto di numerose generalizzazioni e va compreso sempre con una mente critica.

L’utente sarà l’unico responsabile per l’uso del Sito e dei suoi contenuti. Le informazioni raccolte su Psicoadvisor.com non costituiscono pareri clinici, diagnosi, strumenti emozionali o di supporto. Ancora una volta, rimandiamo l’arduo compito al terapeuta.