Attacchi di panico: 3 consigli per imparare a gestirli

L’obiettivo di questo articolo non è quello di dilungarmi in una spiegazione specifica e dettagliata di cosa siano gli attacchi di panico. Ormai è facilissimo e molto fruibile ricercare argomenti a riguardo attraverso libri, articoli, link, blog, video..

Ho voluto approfondire questo argomento proprio perchè in questo ultimo periodo sono state tante le richieste di aiuto che ho ricevuto. L’ansia e gli attacchi di panico sono diventati il disagio del secolo, un problema davvero diffuso nella nostra società, sicuramente perchè la società è cambiata, caratterizzata da tanta incertezza, imprevedibilità, paure, sacrifici..e questo influisce ovviamente molto sulle nostre vite, sulla nostra persona, sui nostri legami, sulle nostre relazioni, sulle nostre emozioni.

Vorrei innanzitutto chiarire che il disturbo d’ansia e gli attacchi di panico non sono la stessa cosa. Molte persone tendono ad associare i due disturbi, in realtà, da un punto di vista clinico il panico e l’ansia hanno caratteristiche specifiche e sintomi diversi. Ma non voglio dilungarmi neanche in questo, poichè non voglio fossilizzarmi su tecnicismi clinici.

Il disturbo d’attacco di panico  (DAP) si manifesta con episodi molto intensi di ansia. Sono caratterizzati da assalti improvvisi ed imprevedibili di paura e angoscia, senza che esista un motivo concreto che possa giustificare tale paura. Questa paura porta a sperimentare alcuni sintomi specifici, quali:

  • difficoltà a respirare
  • sudorazione
  • tremore
  • tachicardia e palpitazioni
  • dolori al petto
  • vertigini
  • paura di morire
  • formicolio
  • nausea

Quanti si riconoscono in questi sintomi? Sicuramente in molti.

Quando si sperimenta per la prima volta un attacco di panico è molto facile che si inneschi un circolo vizioso negativo che è quello di AVER PAURA DELLA PAURA. Quell’esperienza terribile diventa un ricordo angosciante che porta ad aver ulteriore paura di ritrovarsi in quella situazione. La paura diventa quindi un motivo IRRAZIONALE ed è proprio per questo che diventa difficile da prevedere, gestire e affrontare.

E allora come si può uscire da questo circolo vizioso?

L’ uomo le prova tutte! Davvero tutte! inizia a prendere farmaci, evita quelle situazioni che gli procurano paura..ma il panico ogni tanto ricompare, così..all’improvviso. E tutte le sue strategie sembrano non funzionare. E allora quali sono le possibili soluzioni?

Questo mio articolo vuole essere proprio un punto di partenza per apprendere alcuni semplici consigli per imparare a gestirle e affrontare gli attacchi di panico.

Parto dal presupposto che il lavoro terapeutico non è caratterizzato sul dare consigli.
Assolutamente no!

Il lavoro terapeutico è basato su un PERCORSO che ha come finalità quello di:

– ricercare e valorizzare le RISORSE individuali per affrontare il tuo disagio.
– indagare le possibili CAUSE SCATENANTI dell’attacco di panico attraverso il colloquio clinico, ricostruendo la tua storia di vita, conoscendo meglio il tuo bambino interiore. Sicuramente c’è ed esiste una causa scatenante dell’attacco di panico ma tu non la vedi o non vuoi vederla. Un lavoro terapeutico ti induce a guardarti dentro e a capire quello che tu non vuoi o non riesci a vedere.
– insegnare ad ASCOLTARE le tue emozioni, i tuoi bisogni, le tue esigenze e i tuoi impulsi più profondi.
– aumentare le TUE consapevolezze per arrivare ad un CAMBIAMENTO.

Dopo questa piccola premessa ribadisco che SI POSSONO IMPARARE A GESTIRE GLI ATTACCHI DI PANICO SENZA FARMACI.

Il farmaco agisce solo da un punto di vista fisiologico, quindi a livello cerebrale, inibendo o sollecitando alcuni neurotrasmettitori. Quindi il farmaco non fa altro che PLACARE il problema perchè apparentemente e/o temporaneamente procura benessere psico-fisico, ma di certo non risolve il problema a lungo termine, anzi ne innesca altri, come ad esempio quello di creare una vera e propria dipendenza da farmaco, assuefazione, astinenza. Ovviamente gli effetti collaterali da farmaco sono anche altri e non pochi, come ad esempio: sonnolenza, scarsa concentrazione, scarsa lucidità, impotenza sessuale..

Saresti disposto ad assumere farmaci a vita? Penso proprio di no!

Gli attacchi di panico sono sintomi acuti che urlano emozioni non riconosciute.

Un lavoro terapeutico ti dà l’opportunità di Ascoltarti e Guardarti dentro,

  • Ti dà l’opportunità di dare ascolto alle tue emozioni, ai tuoi reali bisogni, ai tuoi impulsi
  • Ti dà l’opportunità di diventare più consapevole di te stesso
  • Ti dà l’opportunità di cambiare
  • Ti dà l’opportunità di trovare il CORAGGIO di cambiare.

Intanto ti illustro qui di seguito 3 consigli utili e pratici per iniziare ad apprende come gestire e affrontare gli attacchi  di panico:

  1. NON ISOLARTI E NON VERGOGNARTI DEL TUO DISAGIO.

Il primo meccanismo di difesa è quello di isolarsi perchè quasi ci si vergogna del proprio disagio. Sbagliato! Parlarne con gli altri, con amici, familiari, genitori, professionisti perché questo ti aiuta, oltre che a sfogarti, ad essere più consapevole di quello che ti sta accadendo, a sentirti meno solo e a capire che puoi contare anche sugli altri! L’isolamento porta a rimuginare con se stessi, a reprimersi e ad implodere dentro e questo ovviamente non aiuta. Parla apertamente del tuo malessere con tutti! Parla di come ti senti!

  1. EVITA DI EVITARE LE SITUAZIONI CHE TI PROCURANO PAURA

Immagino sia difficile mettere in pratica questo consiglio, ma sforzati, poco alla volta di fare quello che può scatenarti paura. Evitare quelle situazioni ti fa stare apparentemente bene all’inizio proprio perchè la eviti, ma questo evitamento ti condurrà progressivamente  ad evitare sempre più situazioni fino ad arrivare ad un vero e proprio isolamento e quindi  a non vivere appieno la vita.

  1. L’ ATTACCO DI PANICO NON TI UCCIDE

La sensazione di morire e di impazzire è un sintomo tipico dell’attacco di panico, ma è buono sapere ed essere consapevoli che l’attacco di panico non ti uccide.

E’ un segnale che il tuo corpo ti manda e che vorrebbe dirti:

“Forse c’è qualcosa che non va? Forse dovresti cambiare qualcosa per essere felice?”

Inizia a mettere in pratica questi piccoli consigli e se hai voglia o bisogno di ulteriore aiuto io sono qui per aiutarti, ascoltarti e supportarti nel tuo cammino di vita.

A cura di: Margherita Giordano, psicologa clinica


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Psicologa clinica e dell’età evolutiva, esperta in Art-Counseling e tecniche di rilassamento. Riceve nel suo studio di Milano.

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