Giornata tipo con un narcisista, l’arte di lasciarsi rovinare la vita

Non è semplice avere una relazione con un narcisista, proprio perché è stato da subito (già nell’infanzia) ferito nelle sue relazioni, quelle più tangibili, quelle dalle quali si aspettava accoglienza e affettuosità e dalle quali è stato intimamente tradito e deluso.

Ciò che un narcisista ha imparato nel suo passato è che ciò che è non va bene: per essere apprezzato bisogna dimostrare altro, molto altro.

Il narcisista, in fondo, vede il suo partner come un “nemico”, non può e non deve fidarsi di nessuno…. anche se ha un disperato bisogno di essere riconosciuto e valorizzato.

Avere una storia con un narcisista è come cadere in un buco nero e profondo che ti risucchia, senza vie d’uscita

E a meno che non ci si renda conto, si rischia di pensare di essere pazze, non amate, o peggio ancora, di non essere all’altezza dell’amore altrui, di essere condannate a rimanere sole per sempre. Tra i comportamenti più difficili da capire quando si ha a che fare con un narcisista, sono i suoi sbalzi d’umore. Ha la capacità di portarti sulla luna e un attimo dopo buttarti giù senza alcun apparente motivo.

Non è facile avere una sana relazione con un narcisista. Il suo bisogno di sentirsi sempre superiore lo spinge a trattare gli altri con sufficienza. Il narcisista non cambia atteggiamento facilmente; è molto più facile cambiare il proprio comportamento piuttosto che aiutarlo a modificare il suo.

Giornata tipo con un narcisista maligno (tratto da un messaggio scritto da una mia lettrice)

Del narcisista se ne parla tantissimo e a mio parere con giusta causa; il mondo ne è pieno! Ne approfitto per condividere con voi una lettera che mi ha inviato una mia lettrice… Non ho approfondito; non so se racconta un pezzo della sua vita, se è una storia che si è inventata o un racconto tratto da qualche libro che mi sfugge. In ogni caso il contenuto rispecchia appieno quella che può essere davvero una giornata tipo con un narcisista. Una testimonianza da trasmettere a chi vive una situazione simile ora.

Mi sveglio la mattina nel suo appartamento​, lui si è già alzato, mi do una rinfrescata al viso stravolto e vado in cucina. Come al solito trovo la moka, abbandonata sul tavolo, ancora tiepida. Ma vuota. Accanto i resti di un pasto. Rabbia e angoscia affiorano pian piano. Mentre mi ri-preparo la colazione, lui fa capolino da dietro la porta e,quasi senza salutare, va di fretta a prepararsi.

Mentre io ingoio biscotti e caffellatte e sistemo il casino lasciato. Poi mi preparo anch’io, mentre mi osservo allo specchio, dietro appare lui come un fantasma a farmi notare che i capelli mi stanno di merda: ” Meglio la coda così non si notano​” dice.. e con un bacio da lontano e un sorriso sarcastico scompare di fretta nell’ansia del giorno.

Intanto noto che quel piccolo livido a lato dell’occhio sta svanendo. Non dovrò fare la straordinaria col trucco sta volta. Rimango a fissarmi attonita per un tempo indefinito e mi faccio schifo (da sola). Una lacrima scende ma stringo i denti. Le guerriere non piangono.

Mi sbrigo, l’ufficio attende, pranzo tardi, poi torno a casa (mia) dal micio, mio conforto. Se va bene (male) ricevo l’invito a cenare​ da lui, finisco di riordinare le mie cose, preparo lo zainetto e via, ritorno in quell’altra casa, dove l’ansia sale a +9. Alle 20.30 non è ancora tornato, vabbè sarà a giocare al bar dopo lavoro con i vecchietti… Mi dico. Solito.

Mi do da fare per la cena, col terrore di non aver preso la carne giusta, che piace a lui (fa che sia di bovino e non di pollo, ti prego! Dico a me stessa), perché sennò son guai. Come l’altra volta. Intanto​ lui e’ tornato, fischiettando si avvicina e mi chiede come sto.

Come vuoi che stia? Mi chiuderei nel forno a 250° così finisce tutto… invece mi risveglio nella realtà e lui è lì col fiato sul collo e un bicchiere di birra in mano che versa sopra la carne ( “Altrimenti la bruci come al solito, imbranata”, dice)… Nel frigo qualcuno ha bevuto il tè che mi ero comprata per me, pazienza berrò acqua, fossero questi i problemi…

Discorsi vuoti si alternano a lunghi silenzi, assieme a osservazioni sulla cottura del cibo. un inizio di discussione viene stroncato dal suo balzo.. di scatto si alza dal tavolo e senza scusarsi corre a vedere la partita in camera da letto. Lasciandomi da sola a finire la cena. Ma non c’è tregua, le stoviglie da lavare mi aspettano.

A quel punto sono pronta per l’esplosione. O l’implosione? Alle 22 circa distrutta mi accingo a raggiungere la stanza da letto, odo in lontananza la TV accesa, il Milan sta vincendo, percorro il corridoio, apro la porta e lo trovo quasi addormentato.

Si desta giusto il tempo di dirmi di spostarmi dallo schermo che impedisco la visuale (non sia mai..). Ma non stava dormendo? Ansia a +10. Pigiamino, denti e a letto. Allungo la mano, teneramente, cercando calore, trovo come sempre il gelo… Seccato si allontana e dice” Di sera sono stanco, lo sai, lasciami in pace.. e poi con quella faccia che ti ritrovi chi vuoi che si avvicini?”.

In effetti un ghigno disperato appare sul mio viso. Inconsciamente. Indecisa se sradicare il comodino e darglielo in testa o lanciarmi io dal balcone, mi sposto più in là. Non parlare, mi dico, non rispondere , altrimenti son telecomandate in testa. O peggio…Lascialo dormire, il vecchio (finto) stanco. Il vampiro. Il carnefice. Spengo la luce. Dormi dormi tranquillo, che io non chiuderò occhio. Ma,mi dico, domani è un altro…Incubo.

A questo punto è legittimo chiedersi: si può uscire da questo incubo?

Per rispondere a questa domanda vorrei riportare la vera testimonianza di una ragazza che è stata intervistata e ha spiegato come è riuscita a chiudere una relazione devastante. L’intervista è stata riportata da diverse testate online e qui ne riporto quello che per me è il punto saliente.

“Si può tornare a vivere, assolutamente. Prima di tutto devi capire questo: la sola cosa che conta sei tu, il resto non conta se non relativamente. Anche se non hai una persona accanto, non è che vali di meno. Nel momento in cui lo capisci, riscopri te stessa. Devi dedicarti alle cose che ti piacciono e prendere in mano la tua vita. Si può uscire da queste condizioni e così scopri te stessa perché stare con queste persone significa l’annullamento totale di se stessi. Invece, dal momento in cui ne esci, entri a contatto con il tuo sé. E stai bene”.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

3 Commenti a “Giornata tipo con un narcisista, l’arte di lasciarsi rovinare la vita”

  1. CATIA

    Dic 08. 2017

    TUTTO VERO SONO DEVASTANTI FUGGITE LONTONO NON GUARDATEVI DIETRO LORO AMANO DISTRUGGERE LE COSE SANE .ODIANO LE DONNE ODIANO LA VITA SONO STATA VITTIMA PER 5 ANNI DI UNO DI LORO MA VI ASSICURO CHE MI SONO BATTUTA E NON GLI HO RESO LA VITA LISCIA DIVENTATE GUERRIERE AMATEVI COCCOLATEVI PROTEGGETEVI DA SIMILI INDIVIDUI CIAO AMICHE CARE CORAGGIO SE NE ESCE PIU FORTI E CONSAPEVOLI .

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  2. lisa

    Nov 16. 2017

    state lontane da questi esseri non abbiate pietà sono scaltri apparentemente buoni la loro calma è snervante vi trattano male vi offendono umiliano vi portano all’esasperazione fanno di tutto per farvi innervosire per portarvi dove vogliono loro alla distruzione della vostra psiche mentre scrivo sto piangendo sono una persona che legge molto è un giorno per curiosità stavo leggendo un articolo sul narcisista un paio di cose mi erano saltate alla vista da subito e da li mentre leggevo mi sono resa conto con chi avevo a che fare.oggi mi sono ripresa la mia vita non vi nascondo che ho palpitazioni a momenti durante la giornata.ho paura di soffrire d’ansia per causa sua .mai un uomo mi aveva trattata cosi .ora sto cercando un viaggio da fare da sola ne ho bisogno sono stata troppo male.vorrei ringraziarePSICOADVISOR per avermi fatto conoscere questa pazzia ho avuto la forza di dire basta

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  3. Dolly

    Ott 29. 2017

    Veritiero. Bisognerebbe insegnarlo alle ragazze nelle scuole.
    E non è facile andar via. Nessuno ti crede. E quando si riesce si è talmente in frantumi che non si riesce più a rimettere i pezzi a posto.

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