Come imparare a dialogare con l’inconscio e riprogrammarlo

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“Non faccio nulla contro me stesso, eppure sono il mio carnefice.” John Donne

Quanta influenza ha L’INCONSCIO nel dettare i nostri comportamenti, i nostri gusti, le nostre scelte nella vita?

L’inconscio, è il vero regista della nostra esistenza, poiché gestisce le nostre “scelte emotive”. Capire come comunicare e interagire con esso ci aiuterà a comprendere meglio le nostre istanze profonde, quelle che hanno plasmato la nostra vita.

L’inconscio detta le nostre aspirazioni fondamentali e i nostri coinvolgimenti emotivi. Saper dialogare con l’inconscio apre possibilità realizzative infinite.

L’inconscio gestisce le regole e le leggi che determinano l’emotività e il coinvolgimento umano

Le emozioni possono essere positive, e ingenerare benessere, o negative, e causare malessere, ma la classificazione in positivo e negativo non appartiene all’inconscio, che riconosce solo il “coinvolgimento emozionale”, bensì alla mente razionale, abituata ad analizzare, confrontare e classificare in base ai risultati.

La sfera emotiva non distingue il bene dal male

L’inconscio accetta la sofferenza come la gioia ed è disposto a rimanere per anni in uno stato di dispiacere da cui trae, comunque, alimentazione emotiva, ma da noi vissuta come sofferenza.

È importante osservare che tutto ciò che nella vita ci coinvolge, ci appassiona, ci attrae è fatalmente dettato dall’inconscio.  Dalla dinamica tra conscio e inconscio, tra esigenze reali ed emotive, nasce il divenire della vita di ciascun individuo e il formarsi della personalità.

In questa “eterna baruffa” il vincitore è sempre lui, l’inconscio

Ciò ci fa comprendere perché è così difficile ottenere le “mete razionali”, perché il “volere” non coincide spesso con il “potere”, come accade quando il nostro inconscio vuole cose opposte e “ci fa lo sgambetto”, così che ci troviamo a realizzare magari l’esatto contrario di quanto desiderato con la ragione.

Per funzionamento interno del nostro inconscio, noi siamo portati alla “COAZIONE A RIPETERE”

Siamo pertanto portati a ripetere continuamente i contenuti emozionali vissuti nell’infanzia e nell’adolescenza, periodi in cui si è formata la nostra personalità.

In India per addomesticare un elefantino, lo prendono da  piccolo e gli legano una zampa con una corda a un palo. Per due mesi l’elefante resta legato.  All’inizio cerca di liberarsi, ma dopo due mesi non tenta più di liberarsi  perché la corda ormai fa parte delle sue abitudini e lui  non ci prova più a liberarsi.

Quando cresce diventa forte e, se volesse, potrebbe tirar giù tutto il palo o una casa intera! Eppure basta attaccargli una corda alla zampa senza fissarla da nessuna parte e l’abitudine acquisita  lo porta a non provarci nemmeno a scappare  perché ormai è convinto che non può liberarsi dalla corda.

Il 95% della nostra vita viene regolato dalla mente inconscia

Tutti noi siamo stati programmati come quell’elefantino con delle credenze che ci limitano, che ci inducono ad auto-sabotarci. E noi agiamo con queste abitudini da cui non possiamo liberarci, proprio perché non le vediamo!

Siamo limitati da programmi che abbiamo acquisito quando eravamo bambini. Questa non è una nuova consapevolezza ma è una cosa che si sa già da molto tempo e che ha a che fare con l’ambiente in cui cresciamo.

L’inconscio ci porta reiteratamente a ricercare e a rivivere proprio quelle esperienze emotive su cui si è plasmato durante il processo psico-evolutivo, ciò perché esso si nutre e riconosce specificamente quelle emozioni, senza distinzione tra piacere e sofferenza a esse correlati.

E’ legittimo chiedersi: ciò che facciamo è frutto della nostra volontà o del nostro inconscio? L’inconscio indica gli obiettivi, la parte razionale li persegue. Tutto ciò che ci piace è dettato dall’inconscio”

Come nasce la sofferenza?

E’ bene precisare che benessere o sofferenza non dipendono esclusivamente dall’inconscio, ma dall’interazione tra parte conscia e parte inconscia. In pratica, ogni condizione di sofferenza psicologica è frutto di un conflitto tra loro; viceversa, il piacere e il benessere psicologico sono frutto della coincidenza e armonia tra gli obiettivi di queste due entità.

Soltanto se l’inconscio non oppone resistenza al conscio, (il che accade quando siamo entusiasti, soddisfatti e felici, e sempre che non vi siano grosse difficoltà oggettive alla realizzazione del nostro desiderio), diventa facile raggiungere qualsiasi obiettivo. Per esempio, le cose per le quali abbiamo una predisposizione naturale ci riescono facilmente e senza troppi intoppi perché non abbiamo resistenze inconsce.

Per evitare che questo conflitto ci renda la vita difficile e priva di soddisfazioni e di successi, dobbiamo equilibrare la nostra mente con pensieri totalmente opposti cioè con pensieri positivi; Siccome i pensieri negativi sono spontanei perché nascono nell’inconscio come effetto di vecchie programmazioni collegate a credenze limitanti, è necessario riprogrammare l’inconscio: questa è la chiave delle guarigioni dalle malattie e di tutte le realizzazioni!

Come equilibrare l’inconscio

Esistono diversi metodi per raggiungere l’inconscio e sicuramente il migliore è l’ipnosi. Un metodo altrettanto efficace, ma meno rapido e spettacolare dell’ipnosi per eliminare le convinzioni inconsce limitanti e autosabotanti è quello dei mantra potenziati.

Un mantra è una frase motivante che già di per se stessa raggiunge l’inconscio quando viene ripetuta spesso, ma potenziando la frase con l’emozione, la sua efficacia si accresce enormemente perché l’emozione esclude in maniera più o meno significativa la mente razionale.

Il mantra potenziato è un comando ipnotico per l’inconscio e consente di raggiungere qualunque obbiettivo grazie alla formazione di una nuova rete neuronale nel nostro sistema nervoso autonomo. In tal modo è possibile cambiare le vecchie convinzioni limitanti che abbiamo su noi stessi, proprio come una buona abitudine sostituisce quella cattiva, migliorando la nostra autoimmagine, ossia il rispetto e l’amore di sé!

Sono le idee opposte che causano i dubbi distruttivi e i blocchi interiori: per uscirne si deve passare all’azione.

Avere piccoli obiettivi che possano realmente essere concretizzati serve a disegnare un percorso di vita perseguibile e costellato di quotidiani successi, ma ci sono cose importanti che dobbiamo dire a noi stessi per raccogliere la nostra energia interiore. A tal proposito ti consiglio di leggere l’articolo “Ogni volta che ti senti triste e demotivata, prova a ripetere queste 6 frasi curative

“Cura le tue parole che diventeranno le tue azioni. Cura le tue azioni che diventeranno le tue abitudini. Cura le tue abitudini che diventeranno il tuo carattere. Cura il tuo carattere che diventerà il tuo destino. Quello che pensiamo diventiamo. Io penso di godere di un’ottima salute!” – Dal film “The iron lady”

L’EMOTIVITÀ È IL CIBO PER NOSTRO INCONSCIO

Per il nostro benessere non si deve mai dimenticarsi di nutrirlo di emozioni, curandoci di questa parte di noi altrettanto di quanto ci curiamo della parte razionale. Offrirsi delle emozioni significa migliorare la qualità della nostra vita.

Ricordate, nulla ha un valore di per sé, ha valore l’emozione che suscita in noi.


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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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