L’orbiter, il manipolatore affettivo che ti gravita attorno sui social

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Per alcune persone è un piacere di tipo sadico, tenere ancora l’altro in pugno sapendo di alimentare le sue speranze senza mai dare un seguito

Spesso abbiamo parlato di Ghosting, cioè quando, all’interno di una relazione o di una frequentazione appena iniziata, uno dei partner sparisce dalla vita dell’altro senza dare spiegazioni. Non legge i messaggi, visualizza e non risponde, insomma sparisce dalla circolazione non facendosi più raggiungere. Ultimamente, a questo nuovo fenomeno “relazionale”  si affianca una sua evoluzione: l’ Orbiting.

Tracciare un profilo dell’artefice della sparizione può aiutare a comprendere le motivazioni che inducono alla sparizione: il “ghoster” è una persona che non vuole assumersi nemmeno la responsabilità di spiegare cosa sia accaduto dentro di sé per suscitare una tale fuga. Non è tanto il prosieguo della relazione che li spaventa, quanto il fatto di dare una spiegazione. È meno impegnativo e faticoso tirarsi indietro anziché dire perché si vuole interrompere il legame.

Nel caso del ghosting, dunque, si sparisce di punto in bianco. La vittima a un certo punto se ne fa una ragione! Diverso è il caso dell’orbiting, in questo caso vi è una violenza psicologica gratuita e costante ai danni di chi ha investito emotivamente nella relazione.

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L’orbiting, invece, in cosa consiste?

L’orbiting sono le 3 gocce di speranza nel bicchiere mezzo vuoto: non chiama, però mi guarda. Mantiene un sottilissimo filo per lasciare intendere all’altra/o che la relazione esiste. L’unica incongruenza è che chi pratica orbiting tiene “viva” una “relazione agonizzante”, giusto per passare insieme una serata, per soddisfare eventuali appetiti….. o per ammazzare la solitudine. Insomma, la relazione esiste ma una delle due parti vive di assenze cercando di aggrapparsi a quelle esili presenze opportunistiche, fatte di mordi-e-fuggi.

Ci sentiamo, ci vediamo poi sparisce ma non troppo!

Non è la piena attuazione del ghosting, è qualcosa di più machiavellico…una strategia artificiosa e malvagia che ha come unico fine quello di “mantenersi buono” l’altro/a. La relazione funziona così: si fa sentire, si fa vedere,  poi sparisce ma non troppo. Continua a gravitare (orbitare, appunto) nella vita del partner giusto per non sparire del tutto. …una sorta di “non ci sono ma ci sono”. Non vi è presenza ma nemmeno assenza! È un “scusa se non ho risposto al messaggio” “Oggi sono molto impegnato per vederci” “Non so se posso chiamarti”..”.

E intanto il partner si trova a gestire una sorta di “presenza-assenza” che se da una parte può fargli/le piacere dall’altra può essere generatrice di ansie. Sta dunque lì ad arrovellarsi il cervello, a costruire congetture: “forse ha un’altra relazione? Ma la verità è che, lui/lei non nutre abbastanza interesse per quella persona!

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Cosa spinge le persone ad attuare l’orbiting?

Le ipotesi possono essere diverse. 

  • Lui/lei non è abbastanza appagato/a dalla relazione, ma…..

Continua a orbitare intorno alla sua cosiddetta “preda” per mantenere il terreno fertile così da farsi vivo/a all’occorrenza. Evidentemente usa la relazione come “esperienza passeggera” nell’attesa di trovare qualcosa di meglio.

  •  L’orbiter potrebbe non essere consapevole di quello che sta facendo

E l’eterno Peter Pan: rifiuta l’idea di assumersi le responsabilità della vita, stravolge il ruolo che gli compete in una relazione rifugiandosi in modi di pensare e stili di vita che si avvicinano più al mondo dei ragazzi che al mondo degli adulti. Pensa solo a se stesso/a e questo non è normale in un rapporto a due. Ha una forma di egoismo narcisistico che non gli consente di soffermarsi sulle conseguenze: riesce ad agire a discapito della coppia senza remore.

Per esempio, deve incontrarsi con il proprio partner e mentre si reca all’appuntamento  incontra vecchi amici che lo invitano a bere qualcosa. In circostanze normali, dovrebbe rifiutare l’invito dato che ha già un’impegno. Cosa fa invece l’orbiter in questo caso? Non si fa alcun problema nell’intrattenersi con costoro….. tanto avrà una scusa pronta per giustificare il ritardo!

  • Non è pronto/a a farsi carico di una relazione seria….

sSppur riconosca il valore di chi ha al suo fianco. Inevitabilmente finisce così per adottare modalità inadeguate di relazionarsi perché non sa gestire la relazione. Un timore ricorrente, ad esempio, è quello di perdere la propria libertà o magari di avere l’ennesima delusione: ecco perché preferisce intrecciare legami in modo superficiale.

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Orbiting, cause

Orbiting pone le sue radici nei traumi infantili. La capacità che ognuno di noi ha di instaurare legami affettivi non è innata ma appresa e, come modello di apprendimento, vi è proprio quel primo legame affettivo.

Nel 1895 Sigmund Freud disse Penso che quest’uomo stia soffrendo a causa dei suoi ricordi“. La storia, la psicoanalisi, si basa sugli apprendimenti che sono diventati ormai parte integrante di un individuo, sul passato che interferisce col presente

Chi ha subito abusi emotivi durante l’infanzia, difficilmente -da adulto- riuscirà a costruire relazioni interpersonali solide. I legami e l’affettività sono le prove più difficili da affrontare perché spesso, chi fa orbiting non ha sviluppato una idea chiara del concetto di sé (e della propria vita) sostituendo il proprio sé reale, fragile e traumatizzato, con un’idea delirante di sé, gra. Tutto questo a discapito del malcapitato partner che vive ai margini di una relazione.

Ricorda…

E’ importante tener presente che a causare uno stallo emotivo e impedirvi un proseguimento sereno della vostra vita sentimentale, non sono solo i comportamenti degli altri ma anche il valore che date a queste situazioni che potrebbe sottolineare un vostro personale contenuto irrisolto.

ILLUSTRAZIONE|FERNANDO COBELO

A cura di Ana Maria Sepe, psicoanalista
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Un commento su “L’orbiter, il manipolatore affettivo che ti gravita attorno sui social”

  1. All’inizio dell’ultimo rigo manca qualcosa!
    …”un’idea delirante di sè, gra….”… e poi…???

I commenti sono chiusi.