Depressione atipica

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Depressione atipica
Depressione atipica: spiecificatori del Manuale diagnostico

La depressione atipica non ha una classificazione a sé nel Manuale diagnostico ma è individuabile mediante particolari “specificatori di gravità” che lo stesso DSM V mette a disposizione del clinico.

Chi soffre di depressione atipica sembra essere particolarmente sensibile al giudizio altrui e al tema del rifiuto. Chi soffre di depressione atipica ha la tendenza a creare distanze, a isolarsi dal contesto sociale; può rifugiarsi nel cibo e soffrire di affaticamento cronico (soprattutto di estrema pesantezza degli arti).

L’ipersonnia sembra essere un altro sintomo caratteristico. Diviene difficile diagnosticare la depressione atipica perché i pazienti sembrano mantenere una certa reattività dell’umore a eventi particolarmente lieti.

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Prima di parlare nello specifico di depressione atipica, diamo un’occhiata più da vicino a quella che è la classificazione dei disturbi depressivi del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM V).

La depressione nel DSM V

Il DSM V inserisce la depressione tra i disturbi dell’umore, insieme ai disturbi bipolari. I disturbi depressivi evidenziati nel DSM V includono il disturbo:

  1. Depressivo maggiore
  2. Disturbo depressivo persistente
  3. Disforico premestruale
  4. Da disregolazione dell’umore dirompente
  5. Indotto da sostanze / farmaci
  6. Depressivo dovuto ad altra condizione medica
  7. D. depressivo con altra specificazione
  8. Depressivo senza altra specificazione

Lo stesso DSM V precisa che le differenze tra i disturbi depressivi descritti consistono nella durata, nella distribuzione temporale o nella presunta eziologia. Quindi nessun riferimento all’esperienza depressiva in sé. Tutti i disturbi depressivi sono accomunati da almeno uno dei due criteri diagnostici:

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  • umore depresso
  • perdita di interesse e di piacere

L’umore depresso è descritto come una condizione in cui il paziente, per la maggior parte di tempo e tutti i giorni, si sente triste, vuoto, disperato, tendente alla lamentazione e/o irritabile.

Caratteristica della depressione è l’anedonia, sintomo descritto come l’incapacità di un paziente di provare piacere, anche in circostanze e attività normalmente piacevoli come nutrirsi, avere contatti sociali e, più in generale, essere coinvolto in attività che prima della comparsa depressione erano motivo di piacere.

Oltre ai due criteri diagnostici elencati prima (perdita di piacere o umore depresso), per poter diagnosticare la depressione il clinico deve riscontrare almeno tre dei seguenti criteri:

  • Perdita o aumento di peso (perdita o aumento di appetito)
  • Insonnia o ipersonnia
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio
  • Faticabilità o mancanza di energie
  • Autosvalutazione o sensi di colpa eccessivi/inappropriati
  • Ridotta capacità di pensare, di concentrarsi o di prendere decisioni
  • Ideazione suicidaria

Per ovviare all’assenza di una valutazione contenutistica, nel DSM V sono stati introdotti alcuni specificatori che hanno il compito di identificare al meglio il disturbo depressivo maggiore o il disturbo depressivo persistente.

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Gli specificatori

Questi specificatori indicano:

  • La presenza di Ansia
  • Depressione maggiore con caratteristiche melanconiche
  • La presenza di catatonia
  • Con caratteristiche psicotiche (Depressione psicotica)
  • Depressione con caratteristiche atipiche (pre brevità, depressione atipica)
  • Con esordio nel peripartum (depressione pre e post partum)
  • Depressione stagionale
  • Con caratteristiche miste

Se si guardano più da vicino le caratteristiche di alcuni specificatori potrebbe sembrare di assistere a disturbi depressivi molto diversi tra loro. Per esempio, i sintomi presenti nella depressione atipica sembrano essere molto differenti da quelli che caratterizzano la depressione con caratteristiche melanconiche.

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Depressione atipica: sintomi

Lo specificatore dà un’indicazione precisa dei sintomi vissuti dal paziente nell’episodio depressivo maggiore o nel disturbo depressivo persistente. In particolare, si può parlare di depressione atipica quando è presente:

A) Reattività all’umore
Cioè l’umore si può risollevare -seppur per poco tempo- in risposta ad eventi positivi.

B) Due (o più) dei seguenti sintomi:

  1. Significativo incremento ponderale di peso o aumento dell’appetito
  2. Ipersonnia (con 10 ore di sonno)
  3. Paralisi plumbea 
    cioè la sensazione di estrema pesantezza, di avere le braccia o le gambe di piombo
  4. Un pattern duraturo di ipersensibilità al rifiuto interpersonale che non si limita agli episodi di alterazione dell’umore (quindi persiste) che determina una significativa compromissione sociale o lavorativa

La depressione con caratteristiche melanconiche vede la presenza di sintomi opposti come: perdita completa di reattività agli stimoli abitualmente piacevoli, perdita di appetito, riduzione di peso e risveglio precoce al mattino, con sintomi depressivi marcatamente più sentiti al mattino.

Chi soffre di depressione atipica potrebbe esperire con maggiore facilità ansia e depressione notturna.

Quali sono le cause?

La depressione è una psicopatologia complessa, i fattori che scendono in campo nella genesi sono molti (ambientali, genetici, neurobiologici, neuroendocrini…). Mettendo da parte le cause generiche dei disturbi depressivi, proveremo ad analizzare le cause specifiche della depressione atipica.

Il DSM V, purtroppo, nel classificare i disturbi depressivi non dà la giusta importanza a quella che è l’esperienza depressiva ne’ tantomeno spiega i processi cognitivi che conducono alla genesi della depressione.

Una suddivisione alternativa fa riferimento alla “depressione affettiva” (con caratteristiche melanconiche) e alla depressione esistenziale (con caratteristiche atipiche).

Diverse evidenze empiriche hanno sottolineato l’esistenza di un’associazione tra eventi di vita negativi e diversi quadri sintomatici depressivi. In particolare, un quadro depressivo “anedonico”, caratterizzato dalla mancanza di interesse e dalla marcata demotivazione personale, sarebbe mediato da eventi che sottolineano un proprio fallimento personale.

Chi soffre di depressione atipica è particolarmente sensibile al rifiuto; non è un caso che gli scopi compromessi sono quelli dell’immagine sociale, del rango o del valore che egli attribuisce a sé stesso.

Depressione atipica e personalità autonoma

I risultati empirici raccolti (Couyoumdjian et al.) sono in accordo con la teoria di Beck (1978) secondo cui chi soffre di depressione può avere una personalità sociotropica o autonoma.

La personalità sociotropica misura il proprio valore personale sulla base dei legami interpresonali, sul sistema di attaccamnto e accudimento, sulle relazioni intime e supportive.e

La personalità autonoma (quella che potrebbe essere legata al quadro sintomatico della depressione atipica) misura il proprio valore mediante temi strettamente legati all’indipendenza, al successo, all’autonomia.

In questo contesto, la causa della depressione andrà indagata nella storia personale del paziente, in tutti quegli episodi che rimarcano insuccessi, fallimenti personali, predita di autonomia (etc.).

L’individuo con una personalità autonoma teme di essere controllato e di dipendere dagli altri. Le emozioni sono considerate come ostacoli al proprio successo e segnali di debolezza. Queste persone regolano la propria autostima in funzione a quanto riescono a produrre.

Evidenze cliniche dimostrano che i pazienti depressi, soprattutto con personalità autonoma, tengono a fissare obiettivi eccessivamente alti in base ai quali regolano il proprio valore personale.

E’ chiaro che con standard alti la possibilità di sperimentare un fallimento diviene altamente probabile, innescando un circolo vizioso che mantiene sempre attivi i sintomi depressivi.

Terapia

Gli studi dimostrano che la cura migliore per la depressione è la combinazione di terapia farmacologica e psicoterapia. Quale psicoterapia?

Stando al National Institute for Health and Clinical Excelence, la migliore terapia sarebbe di tipo cognitivo comportamentale, tuttavia la psicoanalisi e la psicoterapia psicoanalitica (psicodinamica) sono terapie a cui si ricorre spesso in caso di depressione.

Mentre la psicoterapia cognitivo comportamentale tende a lavorare sulle distorsioni cognitive, la psicoanalisi mira soprattutto alla ricostruzione globale della personalità (Ursano et al.).

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