L’esatto opposto del narcisista: l’ecoista

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Illustrazione: Roger Olmos

Stando allo psicologo americano Craig Malkin, puoi immaginare il narcisismo come un continuum alle estremità del quale sono posti due aspetti estremi della percezione del valore di sé. Più semplicemente, puoi immaginare il Narcisismo come un grosso stadio. All’estrema sinistra trovi il Narcisista maligno, calcolatore, controllante, manipolatore… man mano che ci spostiamo verso centro-campo troviamo persone dotate di un narcisismo funzionale (cioè una sana autostima), che sono in grado di amarsi, amare e empatizzare con il prossimo. E all’estremità opposta? Si trova l’Ecoismo.

In questo stadio immaginario (o nel continuum narcisistico così come lo definisce C. Malking) sul versante opposto a quello del Narcisismo si trova l’Ecoismo. L’ecoista è colui che percependosi come poco amabile e di poco valore, non riesce a legittimare i suoi bisogni ed è costantemente concentrato sulle necessità degli altri e sul soddisfacimento delle altrui aspettative.

L’ecoista non vuole stare al centro delle attenzioni, si sente a disagio quando è lodato e sì, per molti versi è l’esatto opposto del narcisista in quanto percepisce un valore di sé smisuratamente basso.

Il mito di Eco e Narciso

Il termine ecoismo nasce dallo stesso mito che vede la genesi del termine narcisismoEco era una ninfa dei boschi e come tutte le altre Ninfe era innamorata di Narciso. Narciso riuscì a ottenere la vita eterna a condizione che non dovesse mai vedere il proprio volto riflesso.

Narciso era popolare per due cose: la sua crudeltà e la sua bellezza, per questo gli dei gli imposero di non specchiarsi mai, non volevano che divenisse consapevole della sua bellezza e aumentasse la sua arroganza. Narciso disdegnava ogni persona che provava affetto per lui e… ahimè, Eco s’innamorò di Narciso.

Proprio come Narciso, anche Eco era stata punita dagli dei. Eco era stata privata del verbo, questa Ninfa era capace solo di ripetere l’ultima parola pronunciata dal suo interlocutore. L’incontro tra Eco e Narciso non fu memorabile.

La ninfa era perdutamente innamorata di Narciso, ma non potendogli confessare il suo amore, riuscì solo a innervosirlo ripetendo le ultime parole che pronunciava. Narciso, stanco della ragazza se ne andò lasciandola sola e denigrandola con cattiveria.

La ninfa si mise a piangere fino a prosciugarsi e di lei non rimase che la voce echeggiante. Nemesi, per vendicarsi, portò Narciso davanti a delle sorgenti d’acqua. Da qui in poi, la storia la conosciamo tutti: narciso rimase incantato dalla sua bellezza e, cercando di raggiungere l’immagine riflessa, cadde in acqua affogando.

Ecoista, caratteristiche del disagio

L’ecoista è una persona cresciuta con una figura di accudimento invalidante, narcisista, manipolatoria, anaffettiva o comunque emotivamente indisponibile. Nella sua infanzia, l’ecoista ha sperimentato costanti invalidazioni, si è dovuto mettere troppo spesso da parte, ha vissuto all’ombra di un fratello/sorella preferito o è stato il capro espiatorio della sua famiglia.

Il bambino cresce con la convinzione che avere desideri o bisogni può essere scomodo per la famiglia, così impara a non esprimersi, a non dare fastidio. Assimila l’idea che i suoi bisogni non valgono lo scomodo altrui. Il bambino impara presto a non dare fastidio alla mamma, a non fare i capricci e a essere “un buon bambino”. Non dare voce ai suoi desideri diventa l’unico modo per sentirsi al sicuro in famiglia. Ecco dove nasce il collegamento con la Ninfa Eco.

L’ecoista si sente a disagio con i propri bisogni, tuttavia è ben felice e desideroso di soddisfare gli altri. E’ descritto come un “buono”, uno che è disposto a tutto per il prossimo senza mai chiedere nulla in cambio. Intendiamoci: la disponibilità è una buona cosa ma solo se chi la esercita non sacrifica quelle che sono le sue necessità!

La vita dell’ecoista è sempre autolimitante: l’ecoista non fa nulla per soddisfare i suoi bisogni, ne’ si reputa capace di poterlo fare. Piuttosto che “provarci” abbassa i suoi standard: è la classica persona che tende ad adattarsi anche alle situazioni più scomode, pizzico dopo pizzico, subisce e subisce.

Non riesce ad assumersi i rischi correlati al perseguimento di un obiettivo personale ma se si tratta di fare qualcosa per la persona amata, si getta a capofitto.

Nota bene: l’ecoismo è un disagio descritto dallo psicologo americano G. Malking ma non ha alcun valore diagnostico, ed è un concetto psicologico che si discosta moltissimo dall’essere semplicemente introverso. Chi è introverso, infatti, può essere dotato di una buona autostima, mentre l’ecoista non ha strutturato minimamente il valore di sé.

Ecotisti e figlie non amate

Le bambine non amate (con bisogni emotivi insoddisfatti), nella loro vita da adulta, possono ottenere molto successo nei vari percorsi scelti. Magari riescono a sviluppare determinate abilità che possono portarle alla ribalta in una professione. Nonostante il successo, molte donne restano delle insicure croniche fino a sviluppare la sindrome dell’impostore. Questo sembra essere uno schema quasi tipico… Nell’ecoismo c’è un malessere aggiunto: l’incapacità di agire!

L’ecoista, infatti, si caratterizza per l’assenza di qualsiasi iniziativa volta a una propria crescita o miglioramento. L’ecoista è tendenzialmente remissivo e va avanti facendosi guidare dai bisogni altrui.

Libro consigliato: Che c’è di male a sentirsi speciali? Trasformare il narcisismo in un vantaggio per sé e per gli altri.

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2 commenti su “L’esatto opposto del narcisista: l’ecoista”

  1. E adesso gli psico narcisisti scambieranno la prudenza e l’autoconsapevolezza dei propri iniziali limiti da neofita come scarsa autostima! È un guaio un narcisista psicologo. Non ci arriva all idea di umiltà e di obiettiva auto osservazione. Sono troppo boriosi…ed io direi, stupidi. Chi é stupido é narcisista, chi è intelligente si auto osserva senza esaltazione. E questo un narciso non lo capirà mai

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