Non giudicarmi: non sono tutto ciò che vedi, né vedi tutto ciò che sono

Quello che si vede fuori non è sempre quello che c'è dentro

Quello che si vede fuori non è sempre quello che c’è dentro

Siamo molto più di un involucro, più di un sorriso che trasmette felicità ed empatia. Dietro il nostro volto e nel nostro cuore, si trovano le cicatrici che gli altri non possono vedere, ma che ci definiscono come persone.

Non giudicate solo in base a ciò che vedete, e non pensate di conoscere gli altri in base a ciò che si dice di essi

Ogni persona è il risultato delle proprie esperienze passate, del presente e dei propri sogni.  Inutile negarlo, tutto ciò che accade nella nostra infanzia dà un senso a ciò che siamo oggi e saremo domani; non a caso si dice che ogni individuo è il suo passato perché il contesto e le persone con sui siamo cresciuti contribuiscono a formare la nostra personalità.

Ci sono episodi specifici che possono rivestire un ruolo chiave nello sviluppo di problematiche e dinamiche presenti, ed ecco perché la psicologia si basa soprattutto sull’analisi di ciò che è già accaduto e parte proprio da qui per tentare di risolvere i disagi di una persona.

Indossiamo delle maschere per nascondere in parte ciò che siamo

Vi è successo qualche volta? Ci sono giorni in cui non avete altra scelta se non fingere che tutto vada bene mentre dentro sentite una profonda tristezza. La società, la nostra educazione e lo scorrere della vita quotidiana non hanno mai visto di buon occhio questo sfogo emotivo di cui a volte abbiamo bisogno.

Piangere in pubblico offre un’immagine di debolezza e preoccupazione difficilmente accettata. Per questo abbiamo sempre bisogno di uno spazio privato. Anche parlare dei propri sentimenti non è un esercizio facile. Non è semplice e non ci fa sentire a nostro agio.

Per questo motivo, molto spesso nascondiamo le nostre emozioni e, invece di affrontarle, le riserviamo alla nostra intimità.

Di solito portiamo diverse maschere nel corso della giornata

Sono maschere che ci permettono di adattarci alla nostra vita quotidiana, al lavoro e alle nostre relazioni sociali. Dietro tali maschere, in molti nascondono le proprie debolezze, le delusioni e le perdite difficili da accettare spesso celate dietro sorrisi di circostanza.

Ecco perché tante volte ci sentiamo dire “sto molto bene, sono felice, le cose vanno alla grande”. E in effetti ci vediamo obbligati a rispondere così perché non a tutti interessano le nostre battaglie interne o i nostri problemi. Ebbene, anche se è vero che questi sono meccanismi di difesa che usiamo abitualmente, sarebbe meglio non sentirci obbligati ad indossare così tante maschere.

Meno maschere e meno pesi ci porteremo dietro, più liberi saremo

Può darsi che molti vi giudicheranno basandosi sulle apparenze. In ogni caso si tratta pur sempre del loro punto di vista e della loro opinione e, come tali, non vi definiscono come persona. Non hanno nulla a che vedere con voi. Ricordate sempre che le critiche potranno colpirvi e farvi del male solo se voi stessi lo permetterete.

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io. Luigi Pirandello

Dobbiamo essere noi stessi i veri giudici, gli unici individui che hanno diritto di esprimere un giudizio sulla nostra persona. La cosa più importante è sentirci bene con noi stessi, in perfetto equilibrio con tutto ciò che abbiamo passato. Tranquilli ogni volta che ci guardiamo allo specchio, rendendoci conto degli errori fatti e delle esperienze vissute.

Se ci limitiamo a nascondere ogni giorno emozioni e preoccupazioni, prima o poi emergerà il nostro malessere. La maschera cadrà lasciandoci una sensazione di frustrazione, di rancore non risolto. Non ne vale la pena. A meno maschere corrisponderà più libertà. Permettetevi di dire che siete ciò che si vede, anche se in un modo o nell’altro conserverete sempre qualcosina per voi stessi.

Ci sono cicatrici che non si possono vedere, ferite ancora aperte che ci impediscono di voltare pagina

Ebbene se non riuscite a voltare pagina, forse la cosa migliore è cambiare direttamente libro. Con ciò voglio dire che ci sono momenti cruciali in cui è necessario cambiare. Lasciarci alle spalle determinate situazioni e determinate persone.

Quando ci sbarazziamo dai legami negativi, nasce l’autentica libertà. Siamo pronti per iniziare di nuovo, per guarire dalle ferite, per riempirci di nuove aspirazioni che potrebbero mettere in moto le nostre vite.

Non sono tutto ciò che vedi, né vedi tutto ciò che sono

È chiaro che solo noi stessi ci conosciamo in tutta la nostra essenza, ma è sempre più sano mostrarci al mondo con pienezza e libertà, nel modo più sincero possibile. Mostratevi con i vostri valori, i vostri pensieri e le vostre emozioni. Mostratevi senza alcuna maschera anche se a volte sarete costretti a pronunciare verità scomode.

Non importa. Tutto ciò vi aiuterà a sentirvi molto meglio.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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