“Solo quando avrai un figlio potrai capire”, sfatiamo questo mito!

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«Solo quando metti al mondo un bambino puoi capire cosa significa amare» questa frase, all’apparenza dolce, è l’emblema della mitizzazione materna.

Nell’arco della vita ci siamo imbattuti tutti nella fatidica frase “solo quando avrai un figlio potrai capire. Come se solo mettendo al mondo un figlio possiamo davvero capire cos’è l’amore, capire cosa significa preoccuparsi davvero per qualcuno o concetti simili. In realtà non necessariamente si deve mettere al mondo un figlio per sperimentare il vero amore, solo che molte mamme al momento del parto ancora non lo sanno. La mitizzazione materna è una zavorra per l’umanità, lo è tanto per i figli quanto per le madri.

Ci sono molte speculazioni sul mito materno e altrettante indagini filosofiche su quello che dovrebbe non dovrebbe essere il vero amore. In questo articolo mi rifarò al concetto di amore incondizionato, un costrutto studiato nella “psicologia del sé” e nella corrente psicoanalitica nota come “scuola delle relazioni oggettuali”.

Che cos’è l’amore incondizionato

L’amore incondizionato è un amore che pone le sue basi nel principio di piena accettazione: si ama l’altro per ciò che è e non in rapporto a un proprio guadagno ne’ tantomeno in rapporto alla proiezione sull’altro di propri oggetti interni.

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Alla base dell’amore incondizionato c’è l’accettazione, il principio di base è questo: «io accetto e stimo il mio partner per ciò che è, non intendo cambiarlo». Accettare l’altro per ciò che è significa rispettarlo e rispettare anche i suoi bisogni o le sue difficoltà.

L’amore vero dovrebbe essere incondizionato. Questo tipo d’amore richiede una profonda cura per l’altro, empatia e resilienza per non farsi sopraffare dalle difficoltà. Queste sono anche le caratteristiche di un amore materno sano.

L’amore incondizionato nel legame materno

Un bambino non è in grado di riconoscere ricambiare gli sforzi materni, tutto è lasciato alla capacità accudente del genitore. Ecco perché quello materno dovrebbe essere amore incondizionato. Purtroppo non è sempre così. Talvolta si ama l’altro in modo condizionato: il genitore riesce ad accettare e quindi amare il figlio solo se rispetta determinate aspettative.

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Secondo uno studio condotto nel 2013 presso l’UCLA (Università della California, Los Angeles), l’amore incondizionato da parte di un genitore può rendere il figlio emotivamente più felice e meno ansioso. Al contrario, i bambini cresciuti con un genitore con la tendenza a porre la condizionale sulla quantità di amore da elargire, andranno incontro a una lunga serie di rischi per la salute mentale e fisica. Lo studio dell’UCLA ha concluso che l’amore dei genitori può costituire un fattore protettivo (quando è davvero incondizionato) o un fattore di rischio per la salute.

Ronald Laing (1927 – 1989) psichiatra scozzese,  scrisse nel suo libro «L’Io diviso»:

«Tutti dovrebbero poter tornare indietro con la memoria ed essere certi di aver avuto una mamma che amava tutto di loro, anche la pipì, anche la cacca. Chiunque dovrebbe poter essere sicuro che la mamma gli voleva bene giusto perché era lui, e non per per quello che avrebbe potuto fare. Altrimenti non ci si sente in diritto di esistere, si sente che non si sarebbe mai dovuti nascere. Non importa cosa succede poi nel futuro di questo bambino, non importa se soffre, può sempre guardare indietro e sentire che può essere amato. Può amare se stesso: non può più rompersi. Ma se non può tornare su queste cose, allora può rompersi. Ci si può rompere soltanto se si è già a pezzi.»

Se un bambino viene amato in modo incondizionato, allora impara ad accettarsi e impara a sua volta ad amare in modo incondizionato. Al contrario, se un bambino viene amato male, non riuscirà ad acquisire un concetto profondo e maturo d’amore.

L’Amore materno non è per sua natura diverso

L’amore materno non è per sua natura diverso. L’amore materno, infatti, può essere assimilato alla medesima dimensione dell’amore incondizionato che caratterizza una coppia matura e sana ma può essere, purtroppo, anche assimilato a forme di amore condizionato.

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Così come l’amore delle relazioni romantiche, anche un genitore può proiettare nel figlio i propri bisogni e le proprie ambizioni, discostandosi completamente dal concetto di amore incondizionato che verte sulla profonda accettazione dell’altro. Parlando di amore incondizionato, vediamo che l’esperienza d’amore sperimentata dal genitore è analoga a quella sperimentata da una coppia sana e matura.

Un team di ricerca dell’Università di Montreal ha impiegato la risonanza magnetica funzionale per studiare le connessioni sinaptiche coinvolte in quello che definiamo “vero amore“. Lo studio, pubblicato nel 2009 sulla rivista Psychiatry Research, ha evidenziato che le parti del cervello coinvolte in risposta all’amore incondizionato di coppie consolidate sono analoghe a quelle attivate nelle mamme in fase di allattamento. Durante le scansioni cerebrali con risonanza magnetica funzionale, il team ha notato che l’amore incondizionato coinvolge ben sette aree del cervello, solo tre delle quali sono sovrapponibili all’amore romantico sperimentato da coppie più giovani.

Non solo, i ricercatori hanno notato che le stesse aree coinvolte nell’amore incondizionato sono associate al sistema di ricompensa, un gruppo di strutture neurali responsabili della motivazione e di sensazioni positive come l’appagamento. Ciò suggerisce che sperimentare amore incondizionato è già di per sé gratificante.

Un altro studio (questa volta dell’Istituto Max Planck di Tubinga) ha evidenziato le somiglianze tra l’amore che caratterizza un rapporto di coppia e quello caratteristico della relazione madre-figlio. Anche in questo caso, i ricercatori hanno concluso che i legami forti sono in grado di coinvolgere e attivare le stesse aree celebrali. Lo studio si è soffermato sulla natura emotiva: ha concluso che le emozioni provate sono simili tanto da condizionare gli stessi schemi di comportamento e innescare gli stessi atteggiamenti protettivi e di cura.

L’amore incondizionato nelle relazioni sentimentali

Quando conosciamo una persona, c’è qualcosa di lei che attira la nostra attenzione: il suo sorriso, le sua labbra, una caratteristica caratteriale… man mano che la conoscenza va avanti, può nascere un feeling e non ne abbiamo mai abbastanza: vorremmo trascorrere tutto il tempo possibile con lei per apprezzarne qualsiasi caratteristica! Questa eccitazione ci cattura ed è quasi totalizzante, tuttavia si può parlare di infatuazione o innamoramento, non di certo di amore incondizionato.

L’amore incondizionato è qualcosa che arriva con il tempo. Man mano che una relazione va avanti, perde la sua fiamma iniziale ma si consolida e fa altre conquiste. E’ importante che sia così, è importante “perdere quella fiamma iniziale” perché se così non fosse, significherebbe stare insieme solo sulla base di un sorriso o delle altre caratteristiche superficiali che ci hanno ammaliato inizialmente.

Quello che molti chiamano amore vero amore incondizionato, è in realtà l’espressione più matura dell’amore. In una coppia matura, l’amore vero arriva solo con la profonda accettazione dell’altro, con la condivisione e la conoscenza reciproca. Solo chi conosce profondamente l’altro può accettarlo, stimarlo e amarlo.

I nostri valori personali entrano in gioco nella fase in cui la relazione si consolida perché se con l’altro non condividiamo del valori intrinseci, allora la relazione deve essere rivalutata.

L’amore incondizionato non ha nulla a che fare con la dipendenza o con gli incastri relazionali

Alcune persone pensano che amare incondizionatamente possa significare tollerare o sopportare qualsiasi comportamento dell’altro. Molti pensano che il vero amore significhi mettere da parte se stessi per il bene del partner. Niente di più sbagliato! In una coppia che genera malessere non si ha modo di sviluppare un amore maturo.

I rapporti disfunzionali non sono mai basati sul vero amore ma vertono sulla dipendenza affettiva o su incastri emotivi. I rapporti disfunzionali sono tipici delle persone irrisolte. Per un approfondimento, puoi leggere il paragrafo dedicato alla teoria delle relazioni oggettuali nell’articolo intitolato Come riconoscere una persona irrisolta“.

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