Se ti innamori sempre della persona sbagliata c’è un motivo, capire il perchè ti aiuterà a uscirne

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“L’amore non deve implorare e nemmeno pretendere, l’amore deve avere la forza di diventare certezza dentro di sé. Allora non è più trascinato, ma trascina.” Hermann Hesse. Questo piccolo pensiero dovrebbe racchiudere il vero significato dell’amore, un sentimento che ahimè spesso viene maltrattato, offeso……Colpa dei nostri conflitti irrisolti, colpa del nostro egoismo, colpa delle nostre insicurezze… E’ di fatto che non sempre gli amori sono semplici e genuini! Esistono anche gli amori difficili, quelli sbagliati.

Gli amori difficili sono caratterizzati da una grande intensità emotiva che manca di solito nelle relazioni più normali.
Per questa ragione, anche se il rapporto procura più sofferenza che gioia, chi ne è coinvolto non riesce ( e spesso non vuole) rinunciare a quello che considera un grande amore.

Come capire allora se le difficoltà che si sta vivendo con il proprio partner fanno parte delle inevitabili problematiche di coppia (che non risparmiano neppure le coppie più affiatate) oppure sono il segnale che stiamo vivendo un rapporto dannoso per il nostro benessere psicologico? O peggio: perché continuiamo a innamorarci delle persone sbagliate? Perché ci impegniamo in relazioni tossiche o che comunque ci fanno solo del male?

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Spesso capita di sentire donne e uomini lamentarsi per essere capitati ancora una volta con la persona sbagliata, in balìa di qualcosa che non comprendono e che dolorosamente ripetono. Il perché si sceglie la persona sbagliata va ricercata prima di tutto nella propria autostima e in particolare nella nostra infanzia

Correlazione tra amori sbagliati e figure di accudimento

La connessione è più solida e potente di quanto possiamo immaginare: da piccoli impariamo a relazionarci con gli altri creando modelli di comportamento che ci inseguono durante la crescita.

Ciò che forma la nostra scelta in termini di partner è il nostro rapporto con chi si prende cura di noi da bambini. Cerchiamo inconsciamente qualcuno che rappresenti un insieme dei tratti negativi e positivi di chi ci ha accudito durante l’infanzia. Un discorso che vale sia per chi ha subito abusi che per chi ha avuto un’infanzia da sogno.

Sì, perché i bambini hanno sempre esigenze che non vengono soddisfatte al 100%. Genitori emotivamente poco disponibili oppure troppo coinvolti e soffocanti, fratelli che ci schiacciano o che sono schiacciati da noi: quando queste stesse situazioni si verificano anche con il partner si innesca la tipica relazione tossica che ci porta a soffrire e stare male.

Quando da bambini costruiamo le prime relazioni creiamo anche il nostro stile di attaccamento, alias il modo in cui viviamo i rapporti in base al senso di sicurezza, protezione e comfort che proviamo se le nostre esigenze vengono (o non vengono) soddisfatte. Alcuni di noi diventano ansiosi, amano la vicinanza e le continue rassicurazioni. Altri, invece, hanno bisogno di spazio, preferiscono mantenere le distanze e andarci con i piedi di piombo. Chi ha uno stile di attaccamento sicuro vive i rapporti in perfetto equilibrio: tollera vicinanza e distanza con fiducia, senza soffrirne.

Spesso le persone con attaccamento ansioso sono molto attratte da quelle che invece evitano l’attaccamento, come se ci fosse una sorta di magnetismo tra loro. Questo è il modo più sicuro per incontrare il partner sbagliato per noi perché – anche involontariamente – ci farà soffrire vivendo il rapporto in modo opposto.

Caratteristiche dei rapporti patologici

Gli amori patologici hanno delle caratteristiche ben precise che li differenziano dagli amori più “sani”. Qui di seguito trovi un riepilogo dei segnali inconfutabili che indicano una relazione malsana. Una relazione da chiudere a dispetto di tutta la resistenza che vuoi opporre… a dispetto di tutto quello che ti inventi per negare l’evidenza o per giustificare quello che non è mai giustificabile.

Il rapporto fa soffrire
La sofferenza che si prova nella relazione è il primo indice che qualcosa non va come dovrebbe andare. Nessun rapporto è esente da momenti di crisi, incomprensioni e conflitti ma l’ amore quello sano ha una funzione riparativa e terapeutica: chi vive un rapporto di coppia appagante si sente più sereno e sicuro di sè, ha più energia, lavora meglio.

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Al contrario un rapporto patologico influisce pesantemente sul benessere psicologico e sull’autostima: chi vive un amore malato sta male, diventa insicuro e depresso e spesso si concentra ossessivamente sul rapporto a scapito del lavoro e della vita quotidiana.
Ma sebbene il rapporto provochi un elevato grado di sofferenza e di umiliazioni , chi ne è coinvolto non riesce a porre fine alla relazione.

Più mi umili, più ti amo

La caratteristica peculiare degli amori patologici è che il maltrattamento fisico e psicologico del partner (anche la freddezza può essere una forma molto sottile di maltrattamento) sembra far innamorare di più l’altro partner.Anzi, più il partner che ” ama di meno”si dimostra distaccato e insensibile, più l’ altro sembra coinvolgersi sentimentalmente e aggrapparsi alla relazione.
I rapporti patologici hanno una componente ossessiva: anche se il partner fa soffrire, lo si vuole ad ogni costo.

Si vive sperando che lui/ lei cambi
Un altra caratteristica del rapporto patologico è che è un rapporto vissuto più nella fantasia che nella realtà. In altre parole, la relazione non è valutata per quello che dà effettivamente ma per quello che potrebbe dare se si verificassero certe condizioni ( per esempio se lui lasciasse la moglie, superasse la fobia dell’impegno, ecc).
I momenti felici sono pochi, si vive nell’attesa che qualcosa succeda e che il partner cambi: spesso chi è coinvolto in una relazione patologica è più attratto dal potenziale del partner che della persona reale che ha davanti. Raramente il partner viene visto per quello che è, a volte viene messo su un piedestallo e idealizzato, più spesso si sta con lui/lei sperando di cambiarlo grazie all’ amore incondizionato.

Rapporti di amore/ odio
Un’altra componente dei rapporti patologici è l’ambivalenza affettiva. L’ambivalenza ( ovvero la coesistenza di sentimenti positivi e negativi verso la stessa persona) è una caratteristica di tutte le relazioni umane ma negli amori malati l’ambivalenza è particolarmente accentuata. Con il partner si crea spesso una complicata relazione d’amore e odio,, attrazione e repulsione, che rende ancora più difficile valutare con serenità il rapporto e prendere delle decisioni.
E’ comune dipendere affettivamente dal partner e allo stesso tempo non avere un opinione positiva di lui, non stimarlo, non fidarsi di lui.

Le dinamiche di coppia sono rigide
Un’altra caratteristica dei rapporti patologici è la rigidità dei ruoli e delle dinamiche di coppia.
Nei rapporti” sani” i partner rivestono diversi ruoli a seconda della situazione: amici, complici, amanti e capaci di prendersi cura dell’altro nei momenti di crisi e di difficoltà.
Nei rapporti felici i componenti della coppia sanno scambiarsi i ruoli : entrambi danno e prendono a seconda delle circostanze.

Nelle relazioni patologiche,invece, i ruoli sono pochi e rigidamente stabiliti, per esempio:

  • La coppia è bloccata in una dinamica genitore/ figlio: la moglie fa la bambina, il marito ricopre un ruolo genitoriale e nel matrimonio manca la sessualità
  • Oppure se ci sono figli, i coniugi si relazionano tra loro solo come una mamma e un papà e non come una coppia di persone che si amano
  • Ma soprattutto, l’incapacità di scambiarsi i ruoli è indice di una grave difficoltà nella coppia : per esempio, lui evita l’intimità e si comporta in modo sfuggente e lei insegue e chiede vicinanza e impegno
  • Oppure uno dei due che impone le regole e l’ altro che subisce, uno che dà e l’ altro che prende, uno che tradisce e l’ altro che, pur soffrendo, accetta i tradimenti.
  • Si litiga sempre per le stesse cose
  • L’amore è creativo: nei rapporti sani le persone riescono a mediare tra le esigenze reciproche, a trovare delle soluzioni ai conflitti ( o a tollerare il disaccordo) mentre nei rapporti patologici avviene l’esatto contrario.
  • Si litiga sempre per le stesse cose: nel rapporto manca la comunicazione, l’ ascolto e la comprensione reciproca che faciliterebbero la soluzione dei conflitti.
  • Nella coppia si verificano sempre le stesse dinamiche disfunzionali: per esempio, la moglie chiede più intimità e il marito, sentendosi soffocare, scappa.
  • Ma più lui è sfuggente, più lei si sente abbandonata e chiede rassicurazioni, più lei chiede rassicurazioni, più lui si sente oppresso e scappa e cosi via.. in un circolo vizioso da cui diventa veramente difficile uscire.

Il rapporto non cresce
I rapporti sani comportano una crescita sia individuale che del rapporto che permette ai partner di creare un legame sempre più profondo. I rapporti patologici, invece, stagnano oppure involvono.
Dopo tanti anni, il rapporto malato non cresce ma rimane bloccato nello stesso punto ( per esempio non si riesce a decidere di stare insieme seriamente ) oppure il rapporto si logora lentamente fino a morire di morte naturale.

Tre passi per liberarsi da un amore che fa soffrire

1) Capire che è una relazione malata
Il primo passo (che non è per nulla semplice) è ammettere con se stessi che in quel rapporto si sta male.
Spesso la persona coinvolta in una relazione distruttiva attiva dei meccanismi di difesa per soffrire meno, quindi tende a minimizzare o a giustificare le mancanze di rispetto del partner ( lui mi tradisce ma in fondo so che mi ama, sparisce per giorni ma so che ritorna, ecc).
E’ importante è iniziare a guardare la situazione in n modo obiettivo e in questo può aiutare il confrontarsi con coppie che hanno dei modelli di relazione più appaganti.

2) Rinunciare all’illusione di cambiare l’ altro/a
Il secondo passo è quello di rinunciare all’illusione di cambiare l’altro/a. L’illusione di poter cambiare l’ altro nasce dalla convinzione inconscia di poter avere un controllo sul comportamento del partner ( per cui se lui non mi ama èperchè riesco a farlo innamorare, se lui mi tradisce è perchè non sono abbastanza femminile, e via dicendo).

Pertanto, bisogna prendere consapevolezza che il modo in cui il partner ci tratta non dipende da quello che noi siamo, ma da dipende da quello che lui/ lei è.

Il problema non è che il partner non ci ama ma non ci ama perchè non è in grado di amare.
Quando si comprende che il comportamento del partner dipende da problematiche sue sulle quali non possiamo avere nessun controllo, diventa più facile disinvestire in una relazione che provoca solo sofferenza.

3) Ricostruire l’autostima
Il terzo punto per liberarsi da un amore patologico è cominciare a ricostruire la propria autostima, cercando altre aree di soddisfazione oltre al rapporto. Bisogna lavorare per ridurre gradualmente la propria dipendenza dal partner da tutti i punti di vista: economico,materiale, affettivo, investendo sulla propria crescita personale e coltivando amicizie, interessi, il lavoro e la spiritualità. Se non si riesce ad uscire da soli un amore patologico, bisogna farsi aiutare.In questi casi può essere indicata una terapia psicologica che aiuti a comprendere quei meccanismi psicologici che ci tengono legati a una situazione distruttiva.

RICORDA SEMPRE… meglio una dignitosa solitudine, che la compagnia di qualcuno o qualcuna a cui di te non importa nulla.
Voler bene a se stessi è proprio questo: non darsi in pasto a chiunque, e sentire di meritare qualcuno in grado di amare e capire. Qualcuno/a che sta scegliendo veramente te con i tuoi limiti e i tuoi pregi.

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5 commenti su “Se ti innamori sempre della persona sbagliata c’è un motivo, capire il perchè ti aiuterà a uscirne”

  1. Se il rapporto e malato ma ci sono dei figli in mezzo? Si complica di più a uscire da questo amore malato.

  2. Anch’io purtroppo sto vivendo una storia simile da oltre 5 anni, ma ho deciso di chiudere tutti i rapporti, compresi i contatti di lavoro che ho con lui, perchè solo non vedendolo e non sentendolo più riesco a sentirmi serena.
    Non voglio più vivere con l’ansia, non voglio più avere sempre quella sensazione di essere inadeguata, perchè lui è e si definisce un uomo libero, che non ha legami, che all’età di 47 anni non ha mai convissuto e non è mai stato sposato….Non è una scopata ogni tanto che mi fa stare bene….non è quello che cerco per cui LUI NON E’ L’UOMO CHE MERITA LA MIA SOFFERENZA E LE MIE LACRIME!!!!!!!!!!!!!!

  3. Purtroppo io sto vivendo questo,più lui è sfuggente e mi tratta male ,mi offende ,mi dice che lui non cerca niente,io so che non è cosi,ma che è pronto a farsi qualsiasi donna (veramente lui le chiama ,scusate il gergo,”porche”gli dia l’opportunità e questo mi distrugge ,mi porta a controllare i suoi movimenti anche se so che impossibile scoprire qualcosa e che comunque non solo non mi porta a niente ,ma non posso nemmeno cambiare gli eventi,c’è però qualcosa più forte di me che spinge a fare ,anche se so che non va bene ,ho capito che lui è molto problematico ,anzi io lo definisco proprio narcisista,ma evidentemente visto che non riesco a staccare ,(sono oramai tre anni di sofferenze)penso abbia anche io qualcosa che non va….qualche mancanza ….boh,comunque sempre grazie a voi che pubblicate ,anche se vado a rilento sento che mi state aiutando!

  4. ciaooo!! bhe i rapporti di coppia sono molto complessi e articolari. Quello che mi viene da dirti che quando finisce una storia non dobbiamo sentirci dispiaciuti o altro. Quando finisce un’amore è perchè deve finire,sembra riduttivo ma è così. Ognuno ha la propria strada di vita.
    Alessandro

  5. Dopo 4 anni di una relazione cosi, l ho lasciato Dopo 7 mesi ci risentiamo per trasformare lentamente quello che cè stato in amicizia, perchè veramente cè un affetto sincero. Pensavo lui non sapesse amare e invece dopo questa nostra storia, dove lui non riusciva ad essere sempre presente e fuggiva e tornava ora va a convivere con una ragazza che vive a sydney e verrà in italia e starà con lui. Non ci posso credere, l ho lasciato proprio per questo, per darmi la possibilità di incontrare una persona per costruire qualcosa insieme e invece è lui a farlo… Voi cosa ne pensate? Grazie

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