Un “ex” è per sempre: imparare dagli amori passati

Siamo abituati a pensare che le storie d’amore finiscano, ma non è così. Sarebbe più preciso dire che è l’amore a finire, mentre, in realtà, la storia sentimentale con qualcuno con cui abbiamo condiviso parte della nostra vita non terminerà mai.

La relazione può interrompersi nell’oggettività delle cose, come quando, per alterne vicende o a causa di conflitti insanabili, i membri di una coppia cessano di vedersi, smettono di avere notizie l’uno dell’altro e perdono traccia delle rispettive esistenze. Tuttavia, persino in questi casi, la storia va avanti anche se l’amore si è concluso, prosegue quasi all’insaputa di entrambi, va avanti  nella mente di entrambi, indipendentemente dal modo in cui ciascuno condurrà la propria vita e da quanti altri nuovi amori possa incontrare.

Un “ex” è per sempre. Quasi mai, la fine di un sentimento coincide con l’interruzione del rapporto e non esiste un modo “giusto” per separarsi  o una modalità universale per per elaborare il distacco . Oltre agli “ex” con cui la relazione viene del tutto interrotta in modo più o meno consenziente, ci sono:

  •  “ex” che rimangono amici e che, in alcuni casi, continuano a condividere amici comuni;
  •  “ex” che tengono per decenni un rapporto a distanza punteggiato da rari incontri;
  •  “ex” che continuano a inseguirsi, anche quando ormai sono impegnati con altre persone;
  •  “ex” che rimangono una coppia, sfidando l’evidenza dell’infelicità pur di preservare il legame.

In tutti i casi, la relazione passata rappresenta un valore che è importante comprendere perché influisce sulle scelte affettive successive ed è parte integrante del nostra biografia. Volenti o nolenti, ogni “ex” permane come una nota significativa di quel “curriculum emotivo” che continueremo a scrivere per tutta la vita e dalla cui qualità dipende il nostro equilibrio emotivo.

Rapporti irrisolti.

Molte persone intraprendono nuove relazioni senza aver portato emotivamente a termine una storia precedente. Come si dice, “ripiegano” su un nuovo partner nell’ingenua strategia di superare una separazione oggettiva che non è stata soggettivamente accettata e interiorizzata. In questo modo, gettano le premesse per un altro rapporto instabile, in cui il nuovo partner vive l’ex come una minaccia quando è presente come “amico”, o come presenza ostacolante anche quando non c’è.

Un segnale che contraddistingue queste situazioni può essere la tendenza di uno o ambedue i membri della nuova coppia a parlare troppo degli “ex” e a porli come metro di giudizio per orientarsi nel presente. Scattano così scenate di gelosia, momenti di intemperanza, ripensamenti e un clima di sospettosità capace di erodere il rapporto o, quantomeno, di complicarne l’evoluzione.

Quando l’ex ritorna: le coppie “ricomposte”.

Poi ci sono situazioni che restano sospese nel tempo in una sorta di stand-by emozionale che, da un momento all’altro, si “sbocca”.

I due “ex” allora si ricongiungono con slancio tale che sembra rimettere in gioco la volontà di stare di nuovo insieme con migliori propositi, mentre, in realtà, consiste, prosaicamente nell’esigenza di negare il cambiamento e risponde a logiche di possesso più che di legame. E’ lo scenario delle coppie “ricomposte”, destinate, con poche eccezioni, a lune di miele brutalmente brevi, dopo cui ripeteranno in tempi da record la via crucis del distacco, spesso in modo ancor più deflagrante che in passato.

Viviamo immersi nello stereotipo abnorme dell’amore a prima vista e per sempre, a dispetto di una normale psicologia dei sentimenti umani intrinsecamente complessa e multi-dimensionale, una realtà che non sa che farsene dei “colpi di fulmine” e del “vissero per sempre felici e contenti”.

Nell’idealizzazione dell’amore, non esiste il concetto di “ex”, vedere i film romantici e le fiabe, dove tutti sembrano ricevere l’amore quasi per grazia ricevuta e in uno stato pressoché virginale. Invece, nella realtà, chi incontra l’amore più vicino a come lo immaginiamo, ci arriva dopo qualche “ex”, dopo aver appreso da storie passate ciò che aveva bisogno di conoscere di sé per conoscere l’altro.

In questa prospettiva, ogni relazione, anche la più traumatica, è utile. Ogni “ex” è prezioso come opportunità per riparare ai propri errori e per rivolgersi a un futuro rapporto, finalmente stabile e appagante. Così, dobbiamo imparare ad accettare i distacchi: alcune relazioni sono soltanto le crisalidi da cui l’amore deve liberarsi per prendere una forma nuova e insegnarci, un giorno, il vigore, i colori e leggerezza del volo più bello.

Quella pura sostanza di reciprocità, di appartenenza, di lealtà e di pienezza a cui dobbiamo aspirare, mutazione dopo mutazione, legame dopo legame, “ex” dopo “ex”.

 

A cura di  Enrico Maria Secci, Blog Therapy, Psicologo psicoterapeuta


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Psicologo, psicoterapeuta e autore di libri

2 Commenti a “Un “ex” è per sempre: imparare dagli amori passati”

  1. Giannina

    Ott 21. 2018

    Pienamente d’accordo, io di ex ne ho avuti molti ed è vero che loro da morosi diventano per sempre ex, nel bene e nel male tutt’ora hanno il potere di farci sentire forti o deboli. Giannina

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  2. Luigi Sarto

    Giu 22. 2018

    Quella pura sostanza di reciprocità, di appartenenza, di lealtà e di pienezza a cui dobbiamo aspirare, mutazione dopo mutazione, legame dopo legame, “ex” dopo “ex”. Questa è poesia. Grazie per avermi indicato la strada.

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