Amare chi non ti merita

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“lo amo anche se so che forse non sarà mai mio. Questo amore è una tortura alla quale non posso rinunciare perché è qualcosa che supera le mie forze e la mia volontà.”

Prima di tutto, non si deve pensare che l’amore o quello che crediamo sia tale, debba vincere sempre o essere incondizionato. Come tutti i sentimenti, come tutte le sfide che si accettano, anche lo stare in coppia deve mantenere ben chiari dei limiti non valicabili che siano rispettosi di entrambe le parti. Il rischio che altrimenti si corre è di vivere un amore non corrisposto e pertanto di farsi e fare del male.

La letteratura è piena di amori soffocati: “I dolori del giovane Werther”, ci racconta bene lo struggimento del giovane Goethe, “Adele H, una storia d’amore” ci racconta la struggente storia di Adele, la figlia di Victor Hugo, che si innamora follemente, non corrisposta, di un giovane ufficiale inglese.

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Gli amori non corrisposti sono caratterizzati dall’ossessiva idealizzazione dell’altro. Pur di avere l’oggetto del proprio amore si passa sopra a tutto: a tradimenti, freddezze, comportamenti egoistici e anaffettivi o peggio a eclatanti mancanze di rispetto. Paradossalmente, si cerca di offrire il più possibile senza considerarne il prezzo da pagare.

Genesi di un amore insano

Come nasce questa ostinazione nel cercare di conquistare a tutti i costi una persona che sfugge e che ci fa sentire soli e poco amati?  Perché si desidera una persona che non ci ama mentre partner più disponibili e adeguati vengono bollati come poco interessanti e non suscitano nessuna attrattiva?

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Come diceva Friedrich Nietzsche, “c’è sempre una certa follia nell’amore. Ma c’è anche sempre qualche ragione nella follia”, e quindi un comportamento che con gli occhi della normalità non riusciamo a comprendere, può avere un significato che nemmeno chi lo mette in essere conosce.

Quel che è certo è che le cose non accadono all’improvviso, “dalla sera alla mattina“. Le motivazioni sono piuttosto complesse; non vi è una una causa univoca che vada bene per tutti, a prescindere dalla propria personalità e dal proprio vissuto. Ecco le possibili spiegazioni:

  • Nel tentativo di farsi amare da una persona sfuggente e anaffettiva si sta combattendo una battaglia di vitale importanza per la propria autostima, una battaglia che non si vuole assolutamente perdere.
  • Saperlo/a irraggiungibile può innescare dentro di sé una sorta di sfida, che ha poco a che fare con lui/lei, ma più con se stessi! Si cerca invano di recuperare vecchi crediti non ancora riscossi, ma lo si fa in modo tale da rafforzare la propria mancanza.
  • Si è attratti dall’irrealizzabile: non si ha realmente voglia di avere una storia. O forse si cerca un modo per confermare a se stessi che  l’amore è impossibile. Se ciò che si ha vissuto è la mancanza d’affetto, si avrà la tendenza a scegliere persone che non ci vogliono, che non possono darci quello che tanto vorremmo. Perché in fondo è ciò che conosciamo e a cui siamo abituati, e non sappiamo com’è essere corrisposti e stare in una storia reale. In questo modo continuiamo a reiterare la stessa mancanza.

In genere, chi si aggrappa a rapporti insoddisfacenti ha una bassa autostima; è cresciuto in una famiglia che non lo ha mai valorizzato e magari ripone nel rapporto di coppia tutte le aspettative di realizzazione personale. La persona che si ama  diventa la propria ragione di vita perché soltanto nella misura in ci si sente amati da lui/lei, sarà possibile sentire di essere amabili e di valere qualcosa.

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Il rifiuto porta inevitabilmente a una dipendenza affettiva che si spiega come risposta dell’Io deluso, come reazione ad un comportamento che non accetta come vero. In pratica la dipendenza affettiva è rinforzata dal rifiuto. Questo avviene, in primis, perché il rifiuto viene vissuto a livello inconscio come una sconfitta e una perdita di autostima e poi perché l’Io sviluppa una reazione di rivalsa e di ricostruzione, prendendo a diretto riferimento l’oggetto d’amore non corrisposto.

Le ricerche psicologiche hanno evidenziato che chi tende a lasciarsi coinvolgere in relazioni difficili, ha avuto una figura di accudimento poco presente e affettuosa, in cui la figura della madre o del padre, a secondo dei sessi, può essere stata carente, e vissuta come distante e imprecisa nel ruolo, incapace di donare amore in maniera manifesta e riconosciuta.
Nel cercare di avere l’amore di una persona egoista e non innamorata si cerca di vincere la battaglia che si è persa durante gli anni della crescita: quella di farsi amare da chi avrebbe dovuto farlo.

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Altro aspetto da non sottovalutare è che gli amori non corrisposti arrivano con più facilità nei periodi di maggiore fragilità personale: dopo un lungo periodo di solitudine affettiva o dopo una separazione o un fallimento sentimentale che fa ancora male. In questi casi,  si diventa ancora più tenaci nel perseguire la meta cadendo nel tipico comportamento “stavolta deve funzionare a tutti i costi“. Anche se non ci sono i presupposti la nuova storia deve compensare l’insuccesso precedente.

Più tempo ed energie si sono investite nel vano tentativo di farsi amare da qualcuno/a  incapace di amore profondo, più tornare indietro diventa difficile e doloroso.

Se sono abbastanza bravo/a, tu mi amerai

Queste dinamiche partono da un presupposto fallace: quello di poter far innamorare l’altro/a grazie al proprio amore incondizionato.
Coloro che vivono un amore non corrisposto sono convinti che grazie al loro amore incondizionato sarà possibile scardinare la fobia del rapporto duraturo a chi non corrisponde.
Si finisce così per aumentare le dimostrazioni di affetto e per darsi sempre più da fare nel tentativo di portare l’altro a comprendere la grandezza di questo amore: atteggiamenti non solo inutili, ma anche controproducenti perché pur di essere ricambiati, si finisce per subordinare i propri bisogni e desideri a quelli dell’amato/a.

Amori infelici: come superarli?

Uscire da un amore a senso unico e riprendere in mano la propria vita non è comunque impossibile! Se si tratta di una condizione unica può accadere che per uscirne bisogna un pò alla volta ripartire da noi e ricominciare a costruire la nostra vita. Ricominciare a vivere e coltivare la nostra individualità, i nostri bisogni, le nostre relazioni e interessi. Ricominciare a vederci come persone singole con tutto quello che ne consegue. Provando a non chiuderci, e facendo leva su tutte le risorse individuali e relazionali a nostra disposizione. Tutto ciò un pò alla volta ci porterà ad accettare l’accaduto e a superarlo.

Il discorso cambia se un amore non corrisposto diventa un copione deleterio che tende a ripetersi. In ogni caso, sarà indispensabile un lavoro introspettivo al fine di comprendere pienamente i propri bisogni e imparare a riconoscere il proprio valore personale. Lavorando sulla propria identità personale si andrà a rafforzare il senso di sé e il proprio valore a prescindere dal riconoscimento altrui. Solo riconoscendo il proprio valore personale sarà possibile costruire relazioni di scambio, basate sulla reciprocità e l’impegno di entrambe le parti.

In molti casi sarà necessario imparare a ricercare e costruire relazioni reali. Chi vive con un conflitto irrisolto o ha un senso dell’identità debole, è più incline a proiettare nell’altro la risoluzione di propri bisogni personali. In pratica ci si innamora per l’immagine che si ha dell’altro e non per ciò che egli è veramente. Questo scostamento ci porta a non conoscere realmente il partner “che amiamo”, tale scostamento ci induce ad attribuirgli caratteristiche che in realtà non ha, tutto ciò si conclude con l’instaurarsi di una relazione che non rispecchia esattamente la realtà ma che si interfaccia solo con il mondo emotivo di chi la vive. Per approfondire questo concetto, consiglio la lettura dell’articolo: come riconoscere la persona giusta.

Solo lavorando sulla proprio valore e, più in generale, sull’identità personale, sarà possibile instaurare relazioni autentiche, caratterizzate da un amore sano. Amore sano significa sentirsi al sicuro all’interno della relazione, un ambiente interpersonale in cui vige un’accettazione reciproca.

La vita è meravigliosa e ci sono molti modi per investire bene le proprie energie, trascorrere il tempo a rincorrere qualcuno non valorizza il nostro percorso e ci allontana ancora di più dai nostri bisogni autentici. Se qualcuno non ci vuole nella sua vita, semplicemente non ci sono motivi validi per desiderare che faccia parte della nostra. Continuare ad accettare le briciole quando potremmo godere di un’intera torta non fa altro che sottrarre valore alla nostra già cagionevole autostima.

A cura di Ana Maria Sepe, psicoanalista
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