Il silenzio del narcisista, l’attesa della vittima

 

Il silenzio del narcisista è la più crudele delle armi che sia in grado di utilizzare ed è quella che, più di ogni altra, condizionerà il comportamento della vittima.

Perché un narcisista si avvale del silenzio?

In primo luogo, nel momento in cui interrompe ogni contatto con la propria vittima, può ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.
Nella fase del silenzio, un narcisista non deve fare assolutamente nulla: può semplicemente stare immobile, lontano dalla vittima, e continuare ad ottenere intense reazioni emotive.
Una persona empatica non accetterà il silenzio dicendosi “Va bene, sarà impegnato… ci sentiremo quando potrà… io, intanto, continuo la mia vita”.

Le persone empatiche non lo fanno mai

Nel silenzio iniziano a pensare che sia successo qualcosa (soprattutto comparando quella fase alla precedente, quella dell’idealizzazione e del love bombing) e molto rapidamente inizieranno a pensare che quel “qualcosa” sia a loro carico.
Una persona affettivamente dipendente inizierà a fare qualsiasi cosa per cercare di comprendere cosa sia accaduto e porvi rimedio.

In poche parole, questo semplicemente significa che la vittima non continuerà la propria vita salvaguardando se stessa, ma porterà rifornimento narcisistico di altissima qualità pur non ricevendo alcuna risposta.

Inoltre, dopo essere stata sottoposta a numerosi e ripetuti episodi di questo tipo, una vittima diventerà estremamente sensibile anche alla più minima forma di silenzio e farà di tutto per cercare di evitare che si ripresenti, entrando in uno stato di attivazione e di allerta costante.

Inizierà a fare supposizioni ed anticipazioni su tutto quello che potrebbe riattivare la risposta del silenzio, analizzando ogni proprio minimo movimento per evitare che questo determini una nuova frattura.
In questo senso, l’abuso compie la propria parabola devastante: pur nell’assoluta immobilità del carnefice, la vittima attiva ed alimenta l’erosione della propria identità per evitare un nuovo episodio abusante.

E proprio nel momento in cui cerca di proteggersi dal dolore, compiacendo il proprio aguzzino, la vittima ne compie il sadico disegno.

È MEGLIO UNA FINE DOLOROSA O UN DOLORE SENZA FINE?

Nel momento in cui una persona empatica, con un elevato grado di dipendenza affettiva, viene catturata nella rete del narcisista, solitamente è completamente ignara della situazione nella quale è stata coinvolta. Tenderà quindi a non lasciare mai il partner… ed un narcisista non lascia mai. Non completamente almeno.

Una vittima di abuso narcisistico si manterrà sempre disponibile a far sì che il narcisista possa continuare a drenare rifornimento narcisistico da lei.

Sicuramente arriverà la fase dell’abbandono, ma è solo una sorta di messinscena nel grande gioco della manipolazione narcisistica.

Un narcisista ti allontana solo per godere del potere che ha nel momento in cui gli basta un niente per riprenderti.
Se la vittima non è sufficientemente forte, e soprattutto consapevole, al punto da liberarsi di quella relazione, si esporrà costantemente al rischio di riaggancio e rivittimizzazione.

Come se fosse legata ad un elastico, di cui il narcisista tiene stretto il nodo lasciandola rimbalzare avanti ed indietro a proprio piacimento.

Quanto tempo può durare questo straziante prendi-e-lascia?

Potenzialmente anche per sempre. La vittima avrà sempre una funzione di grandissima importanza per il narcisista, in termini di rifornimento, e non c’è alcun motivo (nella percezione patologica) per il quale un narcisista dovrebbe rinunciare a perpetrare questa agonia.

Non chiedere ad un narcisista di porre fine a tutto questo: non lo farà. Mai. Sii tu la tua motivazione. Chiedi aiuto. Portati in salvo. Taglia quel filo.

A cura di Claudia Scarpati, psicoterapeuta

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Psicologa psicoterapeuta clinica, esperta nel trattamento della Sindrome da Vittima di Abuso Narcisistico.

2 Commenti a “Il silenzio del narcisista, l’attesa della vittima”

  1. Preferiscol'anonimatooggi

    Ott 25. 2017

    È molto difficile uscire di casa portandosi via i figli. Tutto quel silenzio manipolatore potrebbe riversarsi anche su di loro, questo temo. Mancano solo 23 mesi e poi anche il più giovane dei figli andrà all’università fuori sede. Sarà così possibile per me uscire da questa casa senza danni per loro.

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  2. Rori

    Ott 24. 2017

    Piu’ chiaro di cosi’

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