A cosa assomiglia l’ansia?

Ho provato a fare questa domanda ad alcuni delle persone che incontro al mio studio. Le risposte sono state delle più disparate ma rappresentano bene, secondo me, le mille forme a cui una risposta emotiva così complessa può associarsi.

Accompagnandovi alla lettura, vi chiedo di provare ad interrogarvi sul sesso del parlante (si tratta di un uomo o di una donna?), sulla sua età (quanti anni?) e sul suo ruolo sociale (che tipo di lavoro fa, o che tipo di ruolo occupa all’interno della società?), e di provare anche voi a dare una risposta alla domanda riportata a titolo dell’articolo, in questo modo, l’articolo diventerà un esercizio di immaginazione ed empatia. Alla fine dell’articolo troverete anche le mie risposte.

Ecco gli estratti:

P1: «L’ansia è debilitante. Sembra di avere un peso enorme nel cervello. È una sensazione strana: sai che qualcosa non è giusto, anche se spesso non sai dire esattamente di cosa si tratti.»

P2: «E’ come avere acido nello stomaco, che pare essere capace di toglierti tutto ciò che abbia a che fare con la fame. È come un nodo stretto difficile da districare».

P3: «L’ansia ti fa sentire come se la tua mente fosse in fiamme. Ti sovrasta e ti costringe a mettere sotto analisi ogni cosa, pure quelle piccole e irrilevanti. A volte, ti fa sentire inquieto e costantemente distratto. Hai la sensazione che i tuoi pensieri vadano in milione di direzioni diverse nello stesso momento, mescolandosi tra loro lungo la strada».

P4: «Ansia è come sentirsi staccati, come se la tua mente non fosse più “mentalmente” presente. Hai la sensazione come se a percepire quelle cose non sia tu e ti senti come se per un momento la tua mente avesse lasciato tuo corpo».

P5: «L’ansia è come una voce nella parte posteriore della tua mente che ti dice che tutto non è giusto, quando invece casomai lo è. A volte la voce ti dice che c’è qualcosa che non va con te e che sei diverso da tutti gli altri».

P6: «Ansia è come sentirsi in colpa. Ti dice che i tuoi sentimenti sono cattivi, che quello che provi è cattivo. Non ti fa capire che lo sia solo per te, ma che in realtà sia un peso per il mondo e per chiunque ti circondi. Ti dice insomma che ti devi isolare».

P7: «L’ansia è come girarsi e rigirarsi di notte. È come una lampadina che si accende nei momenti più scomodi e che non si spegne. Il tuo corpo si sente stanco, ma la tua mente terribilmente sveglia».

Dr Capuano: «L’ansia è come una bugia. Il problema è che riesce a dirci le cose in un modo così reale che non possiamo fare a meno di crederle. Ascoltarla, rimuginarci o ruminarci sopra, non la farà andare via. Mi viene in mente la canzone di Frankie I Energy (Quelli che ben pensano): – la posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere e non far partecipare nessun altropensiero ansiosonella logica del gioco la sola regola è esser scaltro.

Devi resistere. Combattere quelle sensazioni e non lasciarle vincere. Un consiglio? Provate ad ascoltare tutte le preoccupazioni, ad ascoltarle tutte, quelle razionali e quelle irrazionali. L’atto semplice di ascoltarle vi mostrerà che in realtà non siete preoccupati. Lasciatele inveirvi contro, delirare, farneticare, impanicarsi, piangere. Lasciate che quelle preoccupazioni possano dirvi qualsiasi cosa pensano. Lasciate che tutto questo avvenga e poi fate la vostra scelta. Scegliete!

Allora potrai scegliere se dare retta o meno a quelle voci terribili, o alla voce più tranquilla che sottovoce ti dice di non farlo. Certo all’inizio, presi dal “fuoco” del momento, sarà difficile.

Il primo momento è sempre il più duro, ed è vero che all’inizio le cose ti possono apparire non solo difficili ma addirittura impossibili per come ti sei comportato finora. Lascia parlare la tua ansia! Lascia che ti parli. Lascia fluire le sue reazioni su quello che sei e su quello che hai fatto. Quando tutte le sue carte (preoccupazioni) saranno sul tavolo, da oggi sarai tu a decidere che gioco e che strategia utilizzare».

Prova a dirmi, con un commento qui in basso, cos’è per te l’ansia!

Per imparare a gestire l’ansia puoi provare un ottimo esercizio usato durante le sedute di Psicoterapia cognitiva comportamentale. Per l’articolo: Esercizio di Psicoterapia Cognitiva comportamentale.

A cura di Vincenzo Capuano, psicoterapeuta 


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Psicologo e psicoterapeuta cognitivo comportamentale, dottore di ricerca in Scienze della mente.

4 Commenti a “A cosa assomiglia l’ansia?”

  1. Giuseppe

    Ott 15. 2018

    L’ansia è come una nebbia fittissima, è come un miraggio nel deserto, ti oscura la vera realtà e la distorce a suo piacimento, ti costringe e ti fa pensare che in quel momento tutto attorno a te è difficile, e che devi preoccuparti e stare sempre attento, non sai cosa decidere perché in quel momento stai “vedendo” quella determinata situazione, mentre nella vera realtà quella determinata situazione non esiste.

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  2. Mi

    Ott 11. 2018

    L’ansia è un grande, grosso e pesante macigno che non ti permette di vedere cos’hai davanti, cerchi di spostarlo in tutti i modi, ma più cerchi di farlo più diventa pesante. Ti toglie lo spazio, la luce e l’aria e inizi a soffocare.

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  3. Gabri

    Ott 11. 2018

    È bruciore fuoco nella pancia

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  4. Francesco

    Ott 10. 2018

    In terapia il terapeuta mi ha fatto descrivere l ansia…io l ho descritta come un barbone..donna.. capelli sporchi ecc…il terapeuta mi ha detto che l ansia è tutt altro..e mi ha fatto capire che piu la vedo cosi…peggio sarà

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