Competenze genitoriali: caratteristiche di un genitore capace

competenze genitoriali

Non hai avuto modo di scegliere i genitori che ti sei trovato, ma hai modo di poter scegliere quale genitore potrai essere (Marian Wright Edelman)

Non esiste una definizione univoca del concetto di capacità genitoriale: quando ci riferiamo ad essa, possiamo intendere l’insieme di comportamenti, atteggiamenti e risorse personali di un genitore che lo rendono capace di stabilire una relazione caratterizzata da accudimento, protezione e sostegno adeguati allo sviluppo psicofisico del proprio figlio.

Cos’è la genitorialità/ Genitori si diventa

La genitorialità è quel processo dinamico attraverso il quale si impara a diventare genitori capaci di prendersi cura e di rispondere in modo sufficientemente adeguato ai bisogni dei figli; bisogni che sono estremamente diversi a seconda della fase evolutiva.

Perchè la genitorialità è dinamica?

Non solo cambia nel tempo, e nel contesto sociale in cui cresce, ma cambia anche all’interno della stessa relazione, in base alle varie fasi della crescita del figlio. Non si può essere genitori sempre allo stesso modo, e con ciascun figlio.

Le funzioni del genitore

Ogni genitore stabilisce con il figlio un tipo di relazione specifica, in base non solo al proprio senso di sé e al proprio significato personale ma anche in base al tipo di legame strutturato con il figlio sin dai primi momenti della sua vita.

Prima di approdare a quali possano essere le competenze genitoriali, parliamo delle funzioni cui un genitore è chiamato. Una volta chiarita la funzionalità e il fine del genitore può essere più semplice usare e modificare le competenze a seconda della propria specifica situazione, vediamo alcune:

Funzione affettiva

Il genitore ama e offre affetto al proprio figlio. Ai bambini non basta qualcuno che sia loro da mangiare, ma hanno bisogno di qualcuno che voglia loro bene.

Funzione protettiva

Il genitore protegge il proprio piccolo che ancora non può muoversi in modo indipendente nel mondo.

Funzione interpretativa

Il genitore interpreta la realtà e ne rimanda il significato al figlio. Da come si comporta il genitore un bambino comprende ciò che è giusto, sbagliato, buono, cattivo, pericoloso, innocuo, divertente, ecc.

Funzione identitaria

Attraverso il suo sostegno e l’immagine che rimanda al figlio, il genitore crea e sostiene lo sviluppo dell’identità.

Per approfondimento può interessarti la lettura dell’articolo “Modelli genitoriali sbagliati: cosa non deve mai fare un genitore

Le competenze genitoriali

Per assolvere in maniera adeguata alle funzioni genitoriali vi sono alcune caratteristiche di personalità e capacità specifiche che sono alla base di quella complessa attitudine alla cura ed educazione dei figli che viene denominata “competenza genitoriale o di accudimento”.

Le competenze genitoriali vanno considerate in base alle esigenze che contraddistinguono i fanciulli nelle diverse fasi evolutive, ma anche in relazione alle loro caratteristiche individuali o alla presenza di condizioni psicofisiche o familiari particolari (es. patologie psichiche, malattie fisiche, separazioni affettive, stress ambientali).

Di seguito vi illustro le caratteristiche individuali più importanti, per essere ritenuti predisposti a prendersi cura di bambini e ragazzi in via di sviluppo

Genitore altruista

Una delle prime qualità alla base delle competenze di ccadimento è l’altruismo, cioè quella disposizione individuale che si manifesta attraverso la tendenza ad aiutare altre persone in modo attivo e disinteressato, una capacità che consente ai genitori di essere empatici, aperti e di concentrarsi con coinvolgimento sui problemi dei figli.

Genitore assertivo

Altra caratteristica importante è l’assertività, che consiste nella capacità di esprimere in modo adeguato pensieri ed emozioni, sia positivi che negativi, facendo e ricevendo critiche o complimenti. Questa capacità di non essere né passivi, né aggressivi è un’abilità genitoriale che permette di insegnare e trasmettere modelli di comunicazione in grado di favorire la possibilità di stabilire legami affettivi sicuri, divenendo equilibrati e indipendenti.

Questa caratteristica consente di svincolarsi dal bisogno di ottenere l’approvazione altrui e sostiene la capacità di prendersi delle responsabilità delle proprie azioni, favorendo la trasmissione di forme di attaccamento sicuro nelle figure accudite.

Genitore sicuri di sè

Un’altra dote importante nelle figure di cura è l’autostima, che consiste nella valutazione che un genitore fa su se stesso sulla base di idee e opinioni personali. Un buon livello di soddisfazione di sé, infatti, rende più socievoli, equilibrati, tolleranti a frustrazioni e conseguentemente capaci di risolvere i problemi posti dalla genitorialità.

Una figura affettiva di riferimento dotata di buona stima di sé tende ad essere stimolante da un punto di vista interpersonale e a non attribuire ai figli, come ad altre persone, le proiezioni delle proprie convinzioni negative su se stessa.

Genitore aperto mentalmente

Particolarmente utile, nei genitori può essere anche l’apertura mentale, ossia l’atteggiamento di curiosità con cui ci si avvicina ad esperienze nuove, tollerando idee e culture diverse, aspetti che sostengono la capacità dei genitori di insegnare ai propri figli a vivere sia esperienze positive che negative e di sopportare anche ciò che è meno familiare.

Genitore empatico

Strettamente connessa a questa caratteristica è l’empatia che permette di riconoscere, davanti ai figli, i sentimenti e le prospettive altrui, in modo da stimolare la capacità di mettersi nei panni degli altri, necessaria per vivere legami affettivi dotati di stabilità.

Genitore socievole

Un posto importante può essere attribuito alla capacità di socializzazione che vede alcuni genitori più propensi a stabilire relazioni e ad amare la compagnia, impegnandosi in attività sociali che rappresentano, direttamente o indirettamente, uno stimolo per la salute psico-sociale dei figli, raffigurando un esempio e un’occasione per coltivare il piacere di stare con altri sviluppando competenze sociali.

Genitore stabile emotivamente

La presenza di una buona stabilità emotiva consente di contenere, nelle figure genitoriali, gli stati di tensione associati alle esperienze emotive forti, come quelle di conflitto o in grado di produrre disagio. Attraverso tale modello di calma e pazienza, le figure di accudimento possono creare un clima evolutivo poco teso e, al contempo, trasmettere esempi di atteggiamenti che sostengono la possibilità di affrontare difficoltà e di superare il dolore.

Genitore flessibile

Anche la flessibilità aiuta i genitori ad adattarsi e a mostrare possibilità di accomodamento a situazioni inaspettate o nuove. Le figure educative che possiedono buoni livelli di tale pregio, infatti, si muovono consapevoli che non esiste un solo modo per fare le cose e manifestano, insegnandola ai giovani osservatori, la capacità di negoziare soluzioni ai problemi, assumendo più punti di vista e cambiando, quando necessario, le proprie opinioni.

Genitore tollerante alla frustrazione

Essa rappresenta una caratteristica importante nell’educazione genitoriale in quanto consente di insegnare a mantenere l’equilibrio nelle difficoltà, superando il dolore di una delusione per rimettersi in gioco, ricostruendo nuove opportunità di vita.

In modo simile, appare utile la specifica capacità di superare il dolore e le perdite, che rappresenta la base dell’elaborazione e del superamento delle esperienze di allontanamento, attraverso l’iniziale ascolto e accoglienza delle proprie emozioni e la successiva riorganizzazione della vita personale, familiare e sociale nell’affrontare i lutti e gli eventi affettivamente assimilabili ad essi.

Se si ha un sufficiente livello delle caratteristiche individuali appena descritte, che sottendono le competenze genitoriali, ci saranno buone potenzialità a svolgere il ruolo di genitore o di un’altra figura di accudimento.

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Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. Admin del sito

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