Sindrome amotivazionale, quando mancano gli stimoli per agire

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sindrome amotivazionale

La sindrome amotivazionale è una condizione psicologica caratterizzata dalla perdita di interesse per la vita sociale e, più in generale, per le attività che richiedono un minimo di dose di reattività.

La persona che ne soffre riferisce sintomi come apatia generalizzata, stanchezza, passività e inerzia. Tale condizione psicologica è associata a una riduzione delle attività sociali dell’individuo. La sindrome motivazionale può essere causata da eventi, situazioni, relazioni abusanti, sostanze (o la mancanza di esse) e altre cause esterne.

Sindrome amotivazionale

Generalmente, i sintomi riferiti con la sindrome amotivazionale fanno parte di un quadro più complesso, come la diretta conseguenza di eventi scatenanti o di condizioni psicologiche come la sindrome post traumatica da stress, l’elaborazione del lutto al termine di una relazione o in conseguenza alla perdita di una persona, un evento traumatico importante, un fallimento… L’organizzazione mondiale della Sanità afferma che non esiste una “Sindrome amotivazionale” come condizione psicopatologica a sé eppure alcuni studi empirici ne dimostrano l’esistenza in determinate condizioni.

Diversi autori parlano di “Apatia” o “disturbi correlati alla motivazione ridotta“. La motivazione è alla base dell’agire umano. La “motivazione ridotta” o “demotivazione” è, invece, la completa mancanza di una qualunque intenzione di agire: è del tutto assente qualsiasi sorta di impegno e anche se vi sono interessi, questi sono solo aleatori e non vengono perseguiti attivamente.

Già nel 1800 si parlava di “assenza di volontà” come malessere psichico: il termine abulia apparve nella letteratura psichiatrica già nel 1847 e i genitori erano persino esortati a “combattere il male dell’abulia tra i giovani studenti”. Nonostante un inizio scoppiettante, il concetto neuropsichiatrico di “disordine della volontà” cadde presto in declino fino a scomparire completamente all’inizio della seconda guerra mondiale.

Oggi si ritorna a parlare di sindrome amotivazionale e, sebbene l’Organizzazione mondiale della Sanità non l’abbia riconosciuto come condizione psicologica a sé, il dibattito sulle cause scatenanti è ancora vivo.

Sintomi

I sintomi che indicherebbero la presenza della sindrome amotivazionale sono:

  • Ridotta motivazione a svolgere le attività della vita quotidiana.
  • Introversione, mancata volontà di interagire con il prossimo.
  • Mancanza di spontaneità.
  • Maggiore preoccupazione dei propri pensieri.
  • Passività nelle relazioni affettive.
  • Evitamento delle situazioni sociali.
  • Passività al lavoro e poca efficienza sul posto di lavoro.
  • Mancanza di autonomia.
  • Bassi livelli di concentrazione.
  • Apatia.
  • Scarsa tendenza all’azione.
  • Mancanza di produttività.
  • Ridotto spirito di iniziativa.
  • Dipendenza dagli altri.
  • Mancanza di reattività emotiva.

Pacheco-Colòn et al (2o18) hanno concluso che fino a oggi, la sindrome amotivazionale è stata studiata in modo insufficiente per poter stabilirne, con certezza, le cause.

Mancanza di motivazione: cause e cura

La motivazione è il costrutto euristico che descrive l’amalgama delle forze che agiscono all’interno di un organismo per avviare e dirigere il comportamento. Serve a influenzare l’attivazione, la persistenza e la direzione della risposta comportamentale di un individuo attraverso diversi livelli di complessità comportamentale.

La motivazione può essere descritta anche come la risposta emotiva e comportamentale a uno stimolo, tuttavia, nella sindrome amotivazionale niente funziona da stimolo o meglio, niente riesce a stimolare abbastanza da condurre a una risposta reattiva.

Quando si parla degli effetti permanenti dell’uso della cannabis a lungo termine, si fa riferimento alla “sindrome amotivazionale“. Anche in questo caso non vi sono parere concordanti: in uno studio condotto dai ricercatori Barnwell, Earleywine e Wilcox è emerso che la cannabis non causa l’insorgenza della sindrome amotivazionale. Nello studio non sono state trovate differenze significative nella motivazione tra gli assuntori e i non assuntori di cannabis. La motivazione è stata misurata tramite la Apathy Evaluation Scale. D’altro canto, altri autori riferiscono risultati opposti impiegando addirittura la stessa scala! A monte si può supporre che non è stata eseguita un’attenta scelta dei candidati al test.

Secondo il “Manuale di psicofarmacologia clinica per terapeuti la sindrome amotivazionale è un potenziale effetto collaterale del trattamento con alcuni antidepressivi come gli SSRI. Quando la sindrome amotivazionale perdura anche dopo il trattamento con gli antidepressivi, si parla più propriamente di sindrome post-SSRI.

Cura. La psicoterapia andrà a individuare le cause che innescano la sindrome amotivazionale così da fornire un adeguato supporto emotivo.

Considerazione

L’apatia è qualcosa che tutte le persone, prima o poi, affrontano nella vita. In genere, ciò avviene in un periodo determinato e le cause riescono a essere individuate. La mancanza di motivazione è una risposta naturale alla delusione, allo sconforto e allo stress. Come “risposta”, l’apatia ha lo scopo di “dimenticare” e “superare” i sentimenti negativi legati alla delusione, al fallimento e alla perdita. In circostanze normale, questo tipo di apatia è a breve termine.

Quando la mancanza di motivazione perdura da molto tempo o addirittura è divenuta la modalità di vita predominante, bisogna indagare la presenza di problemi sociali e psicologici più profondi.

  • Problemi economici,
  • relazioni precarie e instabili,
  • continui abusi emotivi,
  • emarginazione,
  • bullismo,
  • mobbing…

…possono produrre una mancata motivazione a lungo termine in quanto sono condizioni che tendono ad annullare l’autonomia e l’autostima del soggetto esposto.

La sindrome amotivazionale crea una barriera comunicativa difficile da valicare. Durante una comunicazione interpersonale, l’individuo apatico può far sentire l’altro “sminuito”, chi tende all’apatia può essere dannoso in qualsiasi gruppo sociale. La sua mancanza di interesse può inibire gli altri memebri del gruppo e porre dei freni nella realizzazione altrui. La sindrome amotivazionale è una trappola pericolosa per sé stessi e per i propri cari. Un supporto psicologico è fortemente consigliato.

Altre cause

La sindrome amotivazionale può essere un sintomo di:

  • Disturbi dell’umore: ciclotimia, bipolarismo e depressione
  • Schizofrenia
  • Paura dell’abbandono o sindrome dell’abbandono
  • Disturbo post traumatico da stress
  • Ansia cronica (perché causa una stanchezza mentale tale da innescare la sindrome amotivazionale come difesa al pensiero negativo e alle preoccupazioni croniche)
  • Disturbi ADHD
  • Alessitimia

Anche disturbi fisiopatologici possono innescare la sindrome amotivazionale.

  • Morbo di Alzheimer
  • Ipotiroidismo
  • Morbo di Chagas
  • Malattai di Creutzfeld-Jakob
  • Demenza vascolare
  • Malattia di Huntington
  • Morbo di Pick
  • Artrite reumatoide
  • Ipoacusia (soprattutto negli anziani)
  • Intossicazione da oppioidi
  • Malattia di Parkinson
  • Sclerosi multipla

Anche se nessun manuale parla in modo specifico della sindrome amotivazionale, è importante ricordare che la mancanza di stimoli e motivazioni, così come l’apatia, sono associati a un declino cognitivo e funzionale più rapido.

Può essere utile: “mi annoio subito: perché?”

Cannabis

L’uso cronico della marijuana può causare la sindrome amotivazionale? Come premesso, le ricerche conducono a risultati discordanti. Le ipotesi sono molte e si è osservato che la suddetta sindrome psicologica insorga solo su una piccola parte dei consumatori di cannabis.

Ciò è spiegato dagli stessi aiuto dello studio: sembrerebbe che la sindrome amotivazionale possa insorgere più facilmente nei consumatori cronici di cannabis che hanno una pregressa storia di disturbi depressivi.

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